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Martedì, 28 Maggio 2019 14:11

Alla Fondazione Beyeler la prima grande rassegna in Europa su Rudolf Stingel

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In mostra fino al 6 ottobre 2019 le serie più significative dell’artista. Un’esposizione che non segue un andamento cronologico ma si concentra su una contrapposizione di singole opere, appositamente scelte e collocate per gli spazi progettati da Renzo Piano

Rudolf Stingel Untitled, 2018 Olio su tela, 241.3 x 589.3 cm; 3 parti, ciascuna 241.3 x 193 cm © Rudolf Stingel Foto: John Lehr Rudolf Stingel Untitled, 2018 Olio su tela, 241.3 x 589.3 cm; 3 parti, ciascuna 241.3 x 193 cm © Rudolf Stingel Foto: John Lehr

BASILEA - Fatta eccezione per l’esposizione veneziana a Palazzo Grassi nel 2013,  nonché  la prima in Svizzera dopo quella allestita alla Kunsthalle di Zurigo nel 1995, quella ospitata fino al 6 ottobre 2019 alla Fondation Beyeler rappresenta la prima grande rassegna su Rudolf Stingel in Europa. 

La mostra, a cura di Udo Kittelmann, si concentra su una specifica contrapposizione di singole opere, appositamente scelte e collocate per intornarsi con gli spazi progettati da Renzo Piano. Sono inoltre presenti lavori mai esposti prima e installazioni site specific.

Rudolf Stingel (nato nel 1956 a Merano, vive tra New York e Merano), nel corso della sua carriera, ha sempre cercato di esplorare le potenzialità e i limiti imposti dal mezzo pittorico, in un’interazione tra procedimenti  artistici, materiali e forme.

Nel 1989 l’artista pubblica il primo libro d’artista con il titolo  Intructions.  Redatto in sei lingue e arricchito di fotografie in bianco e nero, esso illustra ogni singolo passo necessario a realizzare i dipinti astratti di Stingel, che prevedono l’uso di tulle e smalto: secondo  quanto descritto nel libro, il colore a olio va miscelato con un comune  sbattitore e steso sulla tela; sopra il colore si applica uno strato di tulle sul quale si spruzza una tinta argentata.  Rimuovendo in seguito il tulle, si ottiene una superficie apparentemente tridimensionale che ricorda un paesaggio attraversato da venature e sterile. Le Instructions suggeriscono dunque che basta seguire questa  semplice procedura  per creare un proprio “Stingel”.

E’ negli anni ’90 che il suo repertorio si arricchisce e alla produzione pittorica astratta comincia ad affiancare lavori site specific. Dall’inizio degli anni 2000 Stingel fa rivestire interi ambienti di lastre isolanti argentate  e riflettenti che invitano a lasciare messaggi, iniziali e altre impronte gestuali nel morbido materiale. Si tratta di installazioni che mirano dunque alla condivisione. Tuttavia a ogni visitatore o visitatrice è data la possibilità di prendere parte al processo  creativo e immortalarsi in un’opera in modo estemporaneo, ma pur sempre sottostando  alle condizioni imposte dall’artista.

Ciò che accomuna tutte le opere di Stingel, a prescindere dalla diversità dei materiali, sono le tracce pittoriche casuali o volute che affiorano sulle loro superfici evocando tempo e casualità, cambiamento e degrado.  In tal modo i lavori di Stingel sollevano interrogativi fondamentali sulla comprensione e la percezione dell’arte, su memoria e caducità.

In mostra vengono presentati alcuni dipinti  eseguiti quest’anno nello studio newyorchese. Una serie cinque opere – prodotte con la tecnica descritta nelle sue Instructions - animano inoltre un’intera sala.  L’esposizione presenta anche tre inedite installazioni site specific.

Accompagnata la rassegna un catalogo che  riflette la poliedricità dell’opera di Stingel. Concepito come libro d’artista dal famoso grafico Christoph Radl, il catalogo di 380 pagine corredato di 475 illustrazioni ci offre un’esaustiva panoramicasull’opera completa dell'artista. 

www.fondationbeyeler.ch

 

 

Ultima modifica il Martedì, 28 Maggio 2019 14:39


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