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Martedì, 04 Giugno 2019 11:25

Uffizi, omaggio a Cosimo I de’ Medici con la mostra “Cento lanzi per il Principe”. Immagini

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In occasione del cinquecentesimo anniversario della nascita  e il quattrocentocinquantesimo della nomina a granduca (1569)  in esposizione dipinti, incisioni, abiti e l’armatura dello stesso Principe dei Medici

Jacques Callot (1592-1635) Ferdinando I esamina il disegno della lanterna per la cupola del duomo di Firenze 1615-1619 bulino Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Gallerie degli Uffizi, Firenze Jacques Callot (1592-1635) Ferdinando I esamina il disegno della lanterna per la cupola del duomo di Firenze 1615-1619 bulino Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Gallerie degli Uffizi, Firenze

FIRENZE -  Apre il 5 giugno la prima mostra di un “trittico” di rassegne dedicate al granduca Cosimo I de’ Medici, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario della nascita (Firenze il 12 giugno del 1519). 

“Cento lanzi per il Principe” è il titolo dell’esposizione a cura di Maurizio Arfaioli, Pasquale Focarile e Marco Merlo che intende concentrarsi sulla figura della Guardia tedesca dei Medici (‘Guardia de’ lanzi’ in vernacolo fiorentino), composta dai caratteristici alabardieri in livrea. La mostra è ospitata al primo piano degli Uffizi nelle Sale di Levante degli Uffizi, dalle cui finestre è possibile ammirare la Loggia dell’Orcagna su Piazza della Signoria,  nota anche come Loggia dei Lanzi (abbreviazione dal tedesco “Lanzknecht”, lanzichenecchi), quartier generale della Guardia. 

Come spiega il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt: Dalla sua costruzione nel Trecento, la Loggia è stata per secoli teatro di solenni cerimonie cittadine, ma cambiò nome quando nelle aree limitrofe si accamparono i soldati tedeschi, i lanzichenecchi, che il duca impiegò – come egli scrisse ad Andrea Doria il 29 giugno 1541 «promettendomi da loro, oltra alla fedeltà, molto minor fastidii che da soldati Italiani». A parte l’espressione di deferenza feudale verso l’imperatore che la chiamata degli alabardieri dalle terre di lingua tedesca implicava, il fatto che il duca avesse deciso di costituire la guardia del corpo e della corte con forze provenienti da terre lontane rivela la diffidenza che egli aveva verso i suoi concittadini: qualche anno dopo la sua salita al potere, ancora sobbolliva in città la divisione fra i seguaci dei Medici e i fautori dei fuorusciti antimedicei, che richiama quella inveterata fra Guelfi e Ghibellini. Non a caso le guardie tedesche furono sostituite da quelle svizzere – sempre straniere, dunque – al momento del transito dinastico fra i Medici e gli Asburgo-Lorena, e ancora la diffusione dei Carabinieri “piemontesi” in tutto il Regno d’Italia unito segue il principio di affidarsi a una élite di difesa la cui origine sia geograficamente differenziata rispetto al territorio di servizio.

Fino al 1738, i Lanzi hanno dunque svolto una funzione cruciale nell’ambito della corte medicea. Compito principale della guardia era difendere la persona del sovrano e i suoi più stretti congiunti, pertanto nelle raffigurazioni degli eventi legati al sovrano, i suoi soldati appaiono quasi sempre, facilmente individuabili grazie ai loro costumi sgargianti e alla loro arma iconica: l’alabarda

In mostra circa 90 opere tra armature, armi, vestiti, incisioni, dipinti, documenti e libri che raccontano l’istituzione e la storia della Guardia, senza tralasciare l’impatto che essa ebbe sulla vita cittadina. Si tratta dunque di un racconto a tutto campo, che coinvolge tanto il popolo quanto i personaggi della corte, dai nani alla duchessa Eleonora da Toledo.

Tra le opere di particolare pregio in mostra c’è anche la splendida armatura del capitano Fernberger con impresso lo stemma mediceo, proveniente dal Künsthistorisches Museum di Vienna, ma anche  quello che resta dell’armatura di Cosimo I.

Gli studi archivistici del Medici Archive Project sugli alabardieri tedeschi a Firenze – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - hanno fatto emergere una messe di informazioni inedite, portando alla luce opere d’arte dimenticate o sconosciute, e offrono ora una nuova lettura per innumerevoli documenti figurativi del periodo, legati alla storia di Firenze al tempo dei lanzichenecchi”.

La mostra, accompagnata da un catalogo Giunti, rimarrà aperta fino al 29 settembre 2019. 

Vademecum

OMAGGIO A COSIMO I
Cento lanzi per il principe
SEDE ESPOSITIVA
Sale di Levante, Gallerie degli Uffizi, Firenze
PERIODO DELLA MOSTRA
5 giugno – 29 settembre 2019
PREZZO BIGLIETTO
biglietto intero € 20.00; ridotto € 2.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni;
gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti iscritti all’Ordine Italiano dei Giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea, insegnanti italiani con contratto a tempo determinato e indeterminato in servizio presso una scuola pubblica o paritaria
ORARIO
martedì – domenica ore 8.15 - 18.05;
Chiuso il lunedì
SERVIZIO DIDATTICO PER LE SCUOLE
Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione. Costo di € 3.00 ad alunno.
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883
SERVIZIO VISITE GUIDATE
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383
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www.uffizi.it

 

Ultima modifica il Martedì, 04 Giugno 2019 11:38


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