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Venerdì, 05 Luglio 2019 16:10

Guido Pajetta. Miti e figure tra forma e colore a Palazzo Reale di Milano

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Fino al 1 settembre in esposizione novanta opere che ripercorrono i sessant’anni di carriera dell’artista milanese. Una rassegna a cura di Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e Giorgio Pajetta

Vasi antropomorfi Guido Pajetta 1980 Vasi antropomorfi Guido Pajetta 1980

MILANO - Una figura eccentrica e libera è quella di Guido Pajetta, che nel corso dei suoi sessant’anni di lavoro è riuscito a conservare la propria autonomia, senza legarsi o identificarsi in nessun movimento artistico.  Pajetta ha realizzato la propria arte spinto dal proprio inconscio, dalle proprie inquietudini, dal proprio istinto e dai propri demoni. 

La rassegna milanese, ospitata dal 5 luglio a Palazzo Reale, intende riscoprire la storia di questo appassionato artista, che nonostante i numerosi sodalizi artistici e le innegabili influenze, rimane una figura anomala. 

“Pajetta. Miti e figure tra forma e coloreè il titolo della mostra che presenta circa una novantina di opere suddivise  per ambiti tematici. L’inquietudine è tuttavia il filo conduttore che lega le opere di questo pittore affannato, che cerca nella tela e soprattutto nel colore il senso della propria vita. 

Nel suo lavoro – spiega Paolo Biscottini – Pajetta pare sempre più impegnato nella ricerca di una verità recondita e forse anche di una nuova coscienza di sé. Affiora il senso di un’angosciosa solitudine a cui non pongono rimedio né il successo di critica e di mercato, né la tenacia nel lavoro o la vasta cultura letteraria. Tormentato dalle proprie ossessioni, l’artista si affida all’immagine come a una sorta di travestimento o di alter ego

Nelle diverse fasi della sua opera, tra i temi a lui più cari, troviamo il ritratto , ereditato dalla tradizione familiare,  che finisce per sfociare in una vera ossessione con l’autoritratto. La natura morta domina la fine degli anni trenta e l’inizio dei quaranta.

All’inizio degli anni trenta si intensificano anche i riferimenti alla classicità e al mito in una figurazione che da un lato denuncia affinità con la poetica di Carrà e Sironi. È poi la maschera, come metafora della vita e di una sempre più sofferta condizione umana, a irrompere nell’arte come rappresentazione di guerra, sofferenza e inquietudine.

L’altro grande tema pittorico del lavoro di Pajetta è la figura femminile che però non è mai oggetto di piatta idealizzazione ma piuttosto lo strumento per una lettura profonda della realtà quotidiana. Infine una singolare lettura poetica del paesaggio.  È in questo tema che cerca uno spazio autenticamente libero e l’ingresso in luoghi fantastici e sovratemporali.

Personalità tanto affascinante quanto complessa, Pajetta può essere riscoperto e apprezzato solamente partendo dal suo essere altro e unico rispetto al contesto in cui ha vissuto e lavorato. Attraversando verticalmente quasi tutto il Novecento può essere affiancato ai grandi nomi con cui ha collaborato ed essere preso come punto di partenza per indagare gli ambienti artistici e sociali che hanno generato e influenzato il panorama sia milanese sia italiano del secolo scorso.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Skira. 

Vademecum

Guido Pajetta. Miti e figure tra forma e colore
Milano, Palazzo Reale - Primo Piano Nobile
5 luglio – 1° settembre 2019
Una mostra Comune di Milano - Cultura
Palazzo Reale
Fondazione Guido Pajetta
Catalogo Skira
Progetto allestimento Proevent
Orari
lunedì 14.30 - 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 - 19.30
giovedì e sabato 9.30 - 22.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Ingresso gratuito
Informazioni
www.palazzorealemilano.it; www.guidopajetta.com

 

Ultima modifica il Venerdì, 05 Luglio 2019 16:14


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