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Lunedì, 12 Agosto 2019 12:02

A Lugano una grande rassegna dedicata a Marisa Merz

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Dal 22 settembre 2019 al 12 gennaio 2020,  la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati presenta l’esposizione “Marisa Merz. Geometrie sconnesse palpiti geometrici”. Un progetto espositivo curato da Beatrice Merz e sviluppato con la collaborazione della Fondazione Merz

TORINO - Per celebrare la grande artista recentemente scomparsa, unica esponente femminile del gruppo dell’Arte Povera e tra le più significative protagoniste della scena artistica italiana dagli anni Sessanta, Lugano ospita, a partire da settembre 2019,  una mostra che copre più di cinquant’anni di ricerca di Marisa Merz.

Il titolo dell’esposizione Geometrie sconnesse palpiti geometrici, frase autografa dell’artista, appuntata su una parete della sua casa-studio, si pone come sibillina guida al personalissimo universo segreto di Marisa Merz, di cui la mostra desidera restituire la complessità lirica e rigorosa al tempo stesso.

La rassegna si apre con alcuni capisaldi della sua produzione, opere iconiche come Senza titolo del 1975, che  documentano gli esiti più alti dell’indagine sul filo di rame, mezzo espressivo che le permette di esplorare i confini tra disegno e scultura. A partire dagli anni Settanta i suoi interventi acquistano un carattere compiutamente ambientale, come testimonia la grande installazione in fili di rame lavorati a maglia, realizzata nel 1979 e da allora mai più esposta.

La mostra prosegue con un’ampia selezione di lavori, alcuni inediti, che comprendono disegni e tecniche miste su differenti supporti unitamente ad un raffinato gruppo delle sue celebri ‘testine’ in creta. Spiega nell’introduzione in catalogo Beatrice Merz, Presidente della Fondazione Merz: “Il percorso della mostra è disegnato per permettere alle singole opere di intrattenere un dialogo serrato tra loro creando, così, un campo di forza scandito da una successione di volti sconosciuti e trasfigurati, ma profondamente reali”; volti o figure che “sono eseguiti attraverso la sovrapposizione di segni e materie, in un ritmo quasi ossessivo”.

Ad accompagnare la mostra un catalogo bilingue, italiano e inglese, che include un testo introduttivo di Beatrice Merz, unitamente a saggi critici degli storici dell’arte Ester Coen e Douglas Fogle. La pubblicazione è corredata da immagini a colori di tutte le opere esposte e fotografie dell’allestimento. Mousse Publishing, Milano.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Agosto 2019 13:12


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