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Venerdì, 30 Agosto 2019 10:43

Il confino di Ustica: una mostra a Roma ne racconta storie e protagonisti

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Alla Casa della Memoria e della Storia fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, documenti e testimonianze scritte dai protagonisti di quella tragica esperienza imposta dalle leggi fasciste

La Casa della memoria e della storia a Roma La Casa della memoria e della storia a Roma

ROMA - Dal 6 al 24 settembre 2019 alla Casa della Memoria e della Storia di Roma, promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura,  sarà in esposizione la mostra Il confino politico a Ustica 1926 1927 che propone immagini, testimonianze e documenti riguardanti alcuni protagonisti, tra cui Gramsci e Bordiga, di quella  tragica esperienza imposta dalle leggi “fascistissime” emanate nel 1926, quando i prigionieri politici di Ustica, che prima costituivano una minoranza sull’isola di Ustica rispetto ai confinati per reati comuni, diventarono una presenza più rilevante fino a raggiungere il numero di circa 600 transiti.

Il racconto, progetto, ricerche e testi a cura di Vito Ailara e Massimo Caserta, si articola mettendo insieme vicende politiche e umane collocate nello scenario fisico culturale e antropologico di Ustica. Le fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, i documenti e le testimonianze scritte dai protagonisti di quella singolare vicenda, pur nella loro incompletezza, consentono di conoscere meglio, attraverso una ricostruzione cronologica e tematica, i luoghi, i personaggi, gli eventi, i momenti e le atmosfere della vita confinaria a Ustica negli anni Venti nonché alcuni aspetti del contesto ‘fisico’ e sociale isolano in cui essa si inserì. Un microcosmo, che divenne laboratorio politico e culturale. Vengono riproposti i volti, le testimonianze e, più in generale, la particolare e intensa esperienza, politica e umana insieme, che i documenti hanno reso possibile. Uomini e donne, molti dei quali riverseranno unitariamente il loro straordinario patrimonio politico e ideale, maturato anche attraverso l’esperienza narrata dalla mostra, nella lotta di Liberazione e nella vita dell’Italia repubblicana.

Questa mostra evidenzia come l’obiettivo perseguito dal regime di emarginare i dissidenti, attraverso il confino, dalla società attiva ebbe tuttavia l’effetto secondario non previsto di essere un’occasione di incontro, di stimolo alla discussione e al confronto dell’opposizione, divenendo un laboratorio di formazione politica e civica che contribuì alla crescita dello spirito democratico nel Paese, e si propone di recuperare alla memoria collettiva e di restituire alle giovani generazioni alcuni frammenti di quella pagina importante della nostra storia locale e nazionale. Una vicenda contrassegnata da forti passioni e da grandi ideali, che può anche essere il racconto di tante vite spezzate solo per affermare un diritto, quasi sacro, qual è quello della libertà di pensiero.

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 30 Agosto 2019 10:56


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