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Mercoledì, 11 Settembre 2019 18:04

Arman alla Tornabuoni Arte di Milano

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Dal 5 ottobre al 6 dicembre 2019, la galleria milanese dedica una monografica a uno dei più noti e apprezzati esponenti del Nouveau Réalisme la cui poetica, incentrata sull’idea dell’appropriazione e accumulo dell’oggetto, risulta oggi ancor più attuale di quanto lo fosse all’epoca

Arman, Sans titre, 1971 ca, fisarmonica frammentata nel plexiglas, cm 120x120x20. Arman, Sans titre, 1971 ca, fisarmonica frammentata nel plexiglas, cm 120x120x20.

MILANO - Il punto di partenza per comprendere la poetica di Arman, tra i pionieri dell’anti-arte e, con Yves Klein, tra i massimi esponenti del Nouveau Réalisme, è sicuramente l’idea di appropriazione  dell’oggetto.  Un concetto questo che oggi si pone in perfetta sintonia con  la società contemporanea, rendendo il suo lavoro quanto mai attuale. Arman credeva infatti  fermamente nel principio di accumulazione e le sue scatole di vetro, riempite con immondizia (polvere, fili, scatole di formaggio etc.) ci riportano oggi ai problemi ambientali di tutti i giorni, in primis l’emergenza rifiuti.

Scrive la storica dell’arte Rachele Ferrario nel testo introduttivo al catalogo della mostra che, dal 5 ottobre 2019, è ospitata alla Tornabuoni Arte di Milano: “Nell’accumulo Arman cerca di cogliere l’essenza e dare una misura a quanto lo circonda”. 

Gli accumuli di Arman, apparentemente confusionari, sono in realtà frutto di un intento di catalogazione perfettamente ragionato, che si fa tanto più controllato quanto più si assiste alla sua crescita artistica. “I telefoni, i tappi, i tubetti di colore  - continua Ferrario - si differenziano uno dall’altro per una variazione, un dettaglio o inclinazione minimi e per questo le suppellettili, amate, e gli elenchi sono condannati a restare eterogenei e mai dati una volta per tutte”. 

In una sorta di contrapposizione, alle accumulazioni seguono le dissezioni, le frammentazioni, come nel caso degli Strumenti musicali sezionati. Arman spiegò questo apparente dualismo in questi termini: “Credo che nel desiderio di accumulare sia insito un bisogno di sicurezza, mentre nel distruggere e tagliare vi sia la volontà di fermare il tempo”. Si tratta dunque di due aspetti complementari, affatto contrapposti, due facce della stessa medaglia. 

Dalle Accumulations agli Strumenti musicali sezionati  la mostra milanese, scegliendo di seguire tutta la produzione dell’artista, dai primi anni ’50 in poi,  restituisce una visione totale ed esaustiva della poetica di Arman, invitando anche a intraprendere un percorso di riflessione sulla società contemporanea. 

Vademecum

Tornabuoni Arte, Via Fatebenefratelli
34/36, Milano - 20121
tel. e fax +39 02.6554841
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orari di apertura:
lunedì 15.00-19.00
martedì – sabato 10.00-13.00/15.00-19.00

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Settembre 2019 18:17


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