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Mostre

Dopo varie tappe in Italia, l’esposizione, voluta dal giornalista di Radio 24 Alessandro Milan in memoria della moglie e portata in città dall’associazione Loto Onlus, inaugura sabato 27 gennaio alle 16 presso la Sala Museale del Baraccano 

ROMA - "Una giornata davvero speciale che mi ha commosso fino alle lacrime, coronamento di tanti anni di difesa di un genio italiano tanto considerato in America quanto misconosciuto in italia. Vorremmo che questa mostra diventasse una mostra itinerante in italia e, soprattutto, che la vedessero gli studenti perché è completa come mai era stato fatto prima". Con queste parole Claudio Lanzi, presidente di Simmetria, ha salutato l'inaugurazione della mostra Adriano Graziotti. Un genio italiano nel segno di Leonardo, ieri pomeriggio alla Biblioteca Angelica di Roma, che per la prima volta espone, dal 23 gennaio al 10 febbraio, gli splendidi poliedri dell'artista e geniale scienziato italiano - ancora poco conosciuto al grande pubblico.

La sessantina di poliedri in legno di balsa, di vari colori e dimensioni, alcuni dei quali inventati proprio da Graziotti, esposti da ieri alla Biblioteca Angelica, per l'occasione sono stati ricatalogati, restaurati e messi a disposizione dai Musei Scientifici della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali grazie al lavoro dell’Associazione Simmetria con l'organizzazione della D.d’Arte di Francesca Barbi Marinetti.  "La sua arte è di matrice platonica. Che porta al conoscere al sapere - ha detto la Marinetti, nipote del grande artista futurista Filippo Tommaso. - Graziotti era mente di impostazione rinascimentale. Un nomade che ha viaggiato oltre oceano, ma soprattutto un nomade a livello intellettuale. Non un eclettico ma un versatile, una mente illuminata in cui arte e scienza si coniugavano insieme. Non è mai stato un nostalgico della classicità, ma attento alla contemporaneità: infatti la parte piu viva delle sue composizione è quella astratta e i suoi poliedri rappresentano un incontro straordinario tra arte e scienza"

Tra gli organizzatori della mostra anche Federico Mollicone che ha sottolineato come Graziotti sia "Genio italiano da rivendicare con determinazione", rivendicando a suo nome una fama di cui ancora non è stato protagonista. "Abbiamo fatto la fila per vedere Escher - ho detto Mollicone - che è diventato un simbolo e un fenomeno di marketing. Escher non è Graziotti, la cui opera è 100 voltemaggiore nella capacità di trasformare i numeri in immagini. Doveroso quindi rimettere al centro l'arte di Graziotti, un grande artista che è stato cancellato da i manuali scolastici". 

Anche l'Associazione MetaMorfosi a sostegno dell'iniziativa. "Metamorfosi sostiene con entusiasmo questa piccola e preziosa mostra accolta in uno dei luoghi più affascinanti della cultura italiana - ha dichiarato il presidente Pietro Folena - un luogo di straordinaria bellezza i cui spazi esaltano le opere tridimensionali di Adriano Graziotti, uno dei pochissimi artisti del Novecento che ha vissuto la matematica e la geometria come soggetto privilegiato della sua ispirazione artistica e che ha trovato nella scultura, approfondita proprio a Roma grazie ad un corso di specializzazione in disegno all'Accademia di San Luca, la sua vocazione artistica più profonda e proficua. Intuizione spaziale, sensibilità per la forma artistica e passione per la valenza estetica rappresentata dalla figura geometrica, ne fanno un artista unico e troppo poco conosciuto la cui scoperta ci è sembrato giusto sostenere e valorizzare". 

 

 

 

A febbraio arriva alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino una grande mostra dedicata al pittore di Bagheria, figura nodale nel dibattito concernente i rapporti tra arte e società. In mostra circa 60 opere tra quelle più significative di soggetto politico e civile

Dal 19 gennaio al 24 giugno, una mostra internazionale  porta da Istanbul a Milano la celebre storia d’amore di Kemal e Füsun, protagonisti del romanzo omonimo, edito in Italia da Einaudi, del celebre Premio Nobel per la letteratura

Dal 28 gennaio al 18 marzo 2018,  la mostra “Luigi Busi, l’eleganza del vero”, a cura di Stella Ingino e dell’associazione Bologna per le arti, presenta un corpus di 60 opere del pittore di stampo realista, attivo tra la metà e la fine dell’ottocento, morto prematuramente all’età di 47 anni 

Dal 21 febbraio al 24 giugno 2018, una selezione di 130 capolavori rivela le qualità intrinseche del lavoro del grande artista nelle varie categorie da lui praticate, pittura, disegno e grafica, evidenziandone il carattere innovativo dal punto di vista tecnico, semantico, iconografico

L'esposizione intende valorizzare il contenuto dell’articolo 9, uno dei suoi dodici principi fondamentali, che raccomanda a tutti i cittadini di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione

L’iniziativa si concretizzerà nel Giugno 2018 con una grande mostra al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), la pubblicazione di un catalogo dell'esposizione, la realizzazione di almeno 150 rassegne locali in tutta Italia 

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