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Nati sotto Mercurio o sotto Saturno?

Riflessioni su linguaggi e inclinazione dell’arte

“Nati sotto Mercurio” da oggi una nuova sezione su “ArteMagazine”

  • "Nati sotto Mercurio", la nuova sezione di "ArteMagazine"Era il 1963 quando Rudolf Wittkover, uno degli animatori del pioneristico Warburg Institute di Londra, dava alle stampe Nati sotto Saturno, testo scritto a quattro mani con la moglie Margot, e che diffuse e sedimentò nell’immaginario collettivo la figura dell’artista come essere profondamente conturbato, solitario, malinconico, alienato; con buona pace di personaggi esuberanti come Picasso, stravaganti come Dalì, frequentatori dei […]
Venerdì, 12 Febbraio 2016 10:29

Le rêve et la vie - Se i sogni prendono vita

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Il 30 gennaio è stata ufficialmente presentata alla stampa l’Associazione culturale Le rêve et la vie

ROMA - Costituita alla fine del 2015 in occasione del debutto nazionale della lettura teatrale La Tentazione di sant’Antonio, tratta dal testo di Gustave Flaubert, presentata il 14 novembre 2015 presso la Galleria di Palazzo Spinola a Genova.

Un pallone aerostatico vola verso il cielo: a guardar meglio si tratta di un enorme occhio che si libra nell’aria. 

L’œil comme un ballon bizarre se dirige vers l’infini, del 1882, è una delle più famose litografie dell’artista simbolista francese Odilon Redon, tratta dall’opera grafica dedicata ad Edgar Allan Poe. Chiara Pasetti, presidente della neo Associazione, l’ha scelta come logo modificandone l’immagine con l’aggiunta di una mano intenta a scrivere, visibile in primo piano. 

“Scrivo perché rimanga, accartocciato per qualcuno,

 l’unico mio gesto vero: guardare immaginando”

(Marisa Volpi, La casa di via Tolmino)

La scrittrice e storica dell’arte (nonché mia indimenticabile maestra) Marisa Volpi sintetizzava così un’attitudine personale dal valore universale: il gesto dello scrivere come visualizzazione dello spettro delle cose. Ed ecco che l’occhio, come nella litografia di Redon, da semplice organo della vista si trasforma in filtro tra visibile e invisibile, la scrittura si trasforma in apertura alle infinite possibilità, inesprimibili una volta per tutte.

Le rêve et la vie nasce a Novara da questo connubio tra sguardo sul mondo e sua traslitterazione artistica, traducendolo nel concreto in progetti di carattere culturale: presentazioni di libri, mostre d’arte, spettacoli teatrali, convegni, seminari, laboratori. In un’Italia dove fin troppo spesso ci si lamenta di una disattenzione nei confronti di contenuti di spessore, ecco che diventa possibile trovare chi è pronto ad investire le proprie energie nella diffusione di concetti che non siano propriamente di rapido consumo: dalla letteratura di fine Ottocento francese a figure del mondo dell’arte poco note al grande pubblico. La sfida e la convinzione - che convincono anche noi – è che si possa e debba uscire dall’hortus conclusus degli “addetti ai lavori” e permettere che filosofia, letteratura, le arti in genere siano divulgate e divulgabili senza per questo abbassarne il livello. È quello che già da anni sta accadendo, ad esempio, con l’esperimento di successo di filosofia in 140 caratteri @TwitSofia_it, account twitter nato nel 2013 grazie a Luna Orlando, editor della casa editrice Utet, e Armando Massarenti, responsabile della “Domenica” del Sole 24 Ore. 

Chiara Pasetti, novarese, laureata in Filosofia (cattedra di Estetica) all’Università degli Studi di Milano e dottorata in Letteratura francese presso l’Université de Rouen, da sei anni collabora alle pagine della “Domenica” del Sole24ore. Critica letteraria, saggista, scrittrice e traduttrice, è soprattutto “sognatrice”, nel senso nobile di Gérard de Nerval, l’autore - per l’appunto – del testo che dà il nome all’Associazione, Aurélia, ou Le Rêve et la vie (1855): “Lì iniziò per me quella che chiamerei l’irruzione del sogno nella vita reale”. Quel “lì”, per la Pasetti, è il momento in cui ha deciso di riunire scrittori, filosofi, artisti, docenti universitari, storici dell’arte, attori, giornalisti, storici, medici, letterati, avvocati, magistrati in un’Associazione che si occupa di realizzare il sogno possibile di una cultura partecipata e condivisa.

I campi d’indagine riguardano argomenti che sono stati oggetto negli ultimi anni di incontri, conferenze, seminari universitari, saggi, articoli (“Domenica-Il Sole24ore”, “Il Giornale dell’arte”, “Odissea”, “Corriere di Novara”, a cura di Chiara Pasetti) e che ora avranno come sbocco naturale la messa in opera attraverso adattamenti teatrali, mostre, pubblicazioni di inediti. Spicca soprattutto l’attenzione rivolta alle figure di donna (dalla fine dell’Ottocento a primi del Novecento, ma non solo) che in vario modo hanno segnato la cultura (arte, scultura, pittura, poesia, scrittura) della loro epoca e hanno aperto la strada alle battaglie novecentesche per i diritti delle donne. La maggior parte di esse sono in Italia praticamente sconosciute, poco indagate e studiate, nel caso di scrittrici o poetesse sono spesso inedite.

Tra gli eventi – già numerosissimi – in programma, Nati sotto Mercurio segnala in particolar modo lo spettacolo teatrale MOI, il 14-15 marzo al Teatro Filodrammatici di Milano, preceduto dalla Tavola Rotonda Voci fuori dal coro. Scritto da Chiara Pasetti prendendo spunto dal carteggio di Camille Claudel, il testo deve il titolo alla frase della stessa Claudel “Il mio artista preferito? Io” e restituisce il giusto riconoscimento a quest’affascinante e tormentata figura artistica femminile, vissuta all’ombra del celebre scultore Auguste Rodin, ma di non meno elevato spessore. Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito del Teatro Filodrammatici: http://www.teatrofilodrammatici.eu/spettacoli/moi/

Molti sono gli obiettivi e i sogni di questa Associazione, che chi opera nell’ambito dei Beni Culturali non può non condividere. Resta sempre valido e attuale un passo del manifesto surrealista di André Breton, che vogliamo citare a conclusione di questo articolo dedicandolo a chi, oggi, si impegna quotidianamente nell’affermarsi del potere della creatività:

“l’esploratore umano potrà spingere più avanti le proprie investigazioni, sentendosi ormai autorizzato a non considerare soltanto le realtà sommarie. L’immaginazione è forse sul punto di riconquistare i propri diritti!” (André Breton, Manifesto del Surrealismo, 1924)

Michela Santoro

@mercuriomaga

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Ultima modifica il Venerdì, 12 Febbraio 2016 10:55


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