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Lunedì, 02 Maggio 2016 12:29

A Roma "Il fantasma della storia" di Andrea Fogli: il dolore della guerra

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Al Museo della Via Ostiense, una mostra sulle sofferenze causate dai conflitti, in occasione dell'anniversario della Liberazione: 59 sculture in argilla dipinta sul destino comune

Foto Claudio Abate Foto Claudio Abate

Si intitola "Il fantasma della storia" la mostra di Andrea Fogli inaugurata il 25 aprile, in occasione dell'anniversario della Liberazione, presso il Museo della via Ostiense-Porta S. Paolo, dove sarà fruibile fino al 24 maggio 2016.

La mostra rientra nel più ampio progetto "Resistenza/1", una rassegna artistica ideata dall'artista e condivisa dall'AMPI, che ha lo scopo di far riflettere sul concetto stesso di Resistenza, oggi tanto attuale.

Secondo l'artista è infatti impossibile celebrare il passato partigiano, base della nostra Costituzione e della repubblica democratica fondata su di essa, senza vederlo in relazione alle tante situazioni di dolore e disagio provocate dalle molte forme di oppressione purtroppo presenti in tante zone del mondo, ognuna delle quali ha vissuto e vive, in un modo o nell'altro, la propria resistenza.

La mostra si propone come un percorso dentro l'orrore prodotto dal male della guerra, dentro quella cattiveria che l'uomo applica ai suoi simili e a se stesso. Orrore che si tenta di vincere resistendo.

L'iter espositivo inizia con un insieme di piccole foto, sistemate come a formare dei collage, custodite nella teca di due tavolini.

Sono immagini di donne e uomini appartenenti a etnie ed epoche diverse, ognuno dei quali porta i segni del dolore di una guerra e di un disastro, pur mantenendo intatta la propria dignità di persona.

Nella parete opposta, su una finestra appare, in trasparenza, una frase del partigiano italiano Pietro Benedetti.

Tra i due lavori sembra vada a instaurarsi un dialogo, una condivisione di esperienze brutali, che determina la consapevolezza delle fragilità e della forza dell'essere umani.

Al piano superiore due copie di un libricino rosso, intitolato " Diario dei 59 grani d'argilla", quasi un piccolo libro di preghiera, posti su una scultura-piramide bianca, introducono all'opera cardine del tutto, raccontandone la nascita. Così, giorno dopo giorno, cronologicamente, attraverso quello che chiama il "Rosario dei Volti", l'artista rende tutti partecipi dei suoi pensieri e dei sentimenti provati riguardo le notizie che quotidianamente arrivano dal resto del mondo.

Gli sbarchi dei clandestini, i profughi, le catastrofi naturali, il terrore, le tante morti, da tutto ciò e da un'incredibile voglia di vita e di dialogo, "nascono" i 59 volti de "Il fantasma della storia", 59 sculture in argilla dipinta che parlano dell'indifferenza verso quello che, accadendo lontano (ma neanche troppo) da noi, pensiamo non ci riguardi.

Attraverso la sua opera, Fogli invita lo spettatore a non voltare lo sguardo, a prendere coscienza del fatto che siamo tutti esseri umani e le azioni di ognuno nel presente, si riscontreranno nel futuro, fino ad entrare poi a far parte del passato dell'umanità.

Nella sua opera, l'artista racconta la propria "messa in ascolto" verso i problemi di altri individui e di altri popoli, che, nonostante tutto, ci riguardano e ci toccano oggi più che mai.

Il nostro è un mondo dagli spazi sempre più vicini perché facilmente raggiungibili, dove le culture interagiscono con sempre maggiore velocità, lasciando ampio margine al fraintendimento e alla incomprensione, ma che ciononostante si muove verso un'identità condivisa, pur essendo consapevole delle tante diversità culturali. In un mondo simile, è fondamentale non distogliere lo sguardo, essere partecipi e non indifferenti, tirare fuori il proprio coraggio di donne e uomini, per costruire un mondo migliore, come fecero i partigiani con la Resistenza e come fanno oggi coloro che si trovano a vivere situazioni in cui i diritti fondamentali e la dignità umana sono messi in discussione.

Fogli ha affrontato il concetto di Resistenza secondo il proprio punto di vista di uomo e d'artista, seguendo la propria concezione di arte, contrapponendosi a un'arte contemporanea che lui definisce sempre più indifferente, sottolineando in particolare la distanza dal racconto del dolore fisico, che egli attribuisce all'arte astratta, poiché quest'ultima rinnega il corpo come suo soggetto.

Quest'ultime sono considerazioni e possono non essere condivise (personalmente è così), ma il bello è proprio in questo, nel poter discutere di idee diverse, avere concezioni differenti sulle cose e poterne parlare, per questo è importante ricordare e agire sulla scia di quello che il passato ci insegna. La mostra di Andrea Fogli è uno stimolo in questa direzione.

Vademecum

Andrea Fogli
"Il fantasma della storia"
dal 25/4/2016 al 24/5/2016

Museo della via Ostiense-Porta S. Paolo
Via Raffaele Persichetti, 3 Roma
Orari:da martedì a domenica 9:30-13:30

 

Ultima modifica il Lunedì, 20 Febbraio 2017 16:16


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