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Lunedì, 31 Ottobre 2016 17:46

“Asnatureintended”: come la natura intende, secondo Marco Giordano

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Ambiguità e il suo contrario: Marco Giordano alla Frutta Gallery di Roma, gioca con la sensibilità dello spettatore e sui tanti punti di vista possibili

Marco Giordano fonde tre parole nel titolo dato alla mostra “asnatureintended”,  ospitata dalla Frutta Gallery di Roma, fino al 5 novembre 2016.

L’artista presenta una serie di opere attraverso cui costruisce uno luogo sospeso sul filo dell’ambiguità. Già dal titolo, il visitatore è coinvolto in un gioco di disambiguazione, che prosegue nell’accesso allo spazio espositivo attraverso una tenda rossa, in plastica trasparente, che diventa un portale tra due dimensioni, quella reale della strada e quella dell’arte. Una volta dentro, egli si troverà nello spazio diafano del mondo dell’artista, dove il bianco delle pareti echeggia nella jesmonite con effetto marmoreo dei pannelli appesi, nella ceramica delle sculture, nei filamenti di silicone che, scendendo dall’alto, intralciano il passo e delineano il percorso.

Giordano gioca con la sensibilità del fruitore, con la sua capacità di saper vedere le cose da più punti di vista, di coglierne i diversi aspetti. Le sue opere parlano proprio di questa capacità.

Nei pannelli di jesmonite, infatti, l’artista inserisce delle stampe lenticolari, la cui immagine cambia in relazione al punto di vista dell’osservatore. Questo effetto contribuisce ad aumentare il senso di duplicità del reale e allo stesso tempo ne rende esplicita l’ambiguità.

L’installazione “asnatureintended”, che dà il titolo alla mostra, è un’opera in cui si  raccolgono  le realtà di più soggetti, che si sono relazionati all’immagine dell’artista. Le teste in ceramica, di cui si costituisce il lavoro, sono state realizzate da scultori amatoriali, chiamati dall’artista stesso a eseguire il suo ritratto. L’opera nasce così da un insieme di percezioni, che si concretizzano nella forma delle sculture. Ogni testa è piena di terra in cui è stata piantata dell’erbaccia.

 L’erba “cattiva”, quella che ci si ostina a togliere e che tuttavia non si riesce mai ad estirpare completamente, sembra che qui acquisisca un ruolo importante, divenendo un elemento artistico, quasi a voler dire che in un mondo tanto antropizzato, in cui la natura ha spazi sempre più delimitati, l’erbaccia continua a resistere. L’arte fa lo stesso, si sottrae al controllo totale e prolifera in tante forme e modi diversi.

Vademecum

“asnaturientended”
Marco Giordano
30-9/5-11-2016
Frutta Gallery
Via dei Salumi, 53
Orari: martedì-sabato, dalle 13.00 alle 19.00

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Novembre 2016 09:44

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