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Giovedì, 19 Gennaio 2017 10:47

Z2o Sara Zanin Gallery. Le "relazioni" chimiche nell'opera di Beatrice Pediconi

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“Dimensioni Variabili”  è il titolo dell'esposizione dell'artista romana che nei suoi lavori indaga l’elemento acquatico dipingendolo per poi fotografarlo o filmarlo, come a voler documentare le reazioni di esso nell’incontro con il colore

Beatrice Pediconi, Alien, 2016, One Channel video, dimension variable, 5 min 40 looped color, silent Beatrice Pediconi, Alien, 2016, One Channel video, dimension variable, 5 min 40 looped color, silent

ROMA -  “Dimensioni Variabili” è la personale romana di Beatrice Pediconi, ospite della z2o Sara Zanin Gallery fino al 28 gennaio 2017. La mostra prende il titolo dall’ultimo progetto dell’artista, che, nella sua ricerca, fa convivere chimica, pittura, fotografia, video e installazioni. I linguaggi s’interconnettono, dando vita a un unico discorso che ha come nucleo l’acqua. Nei suoi lavori, Pediconi indaga l’elemento acquatico dipingendolo per poi fotografarlo o filmarlo, come a voler documentare le reazioni di esso nell’incontro con il colore.

Le opere esposte, infatti, nascono proprio dai rapporti che si stabiliscono, di volta in volta, nel contatto tra i pigmenti a olio e l’acqua. Le stesse immagini sono anche istantanee dell’azione artistica, prove concrete  di quel dialogo che si costruisce tra l’artista e il suo soggetto d’indagine, che “risponde” al colore versato. 

“Dimensioni Variabili” è appunto il racconto di queste “relazioni” chimiche. Il nuovo progetto esposto, si compone di nove libri, realizzati interamente dall’artista nell’arco di nove mesi. In questo lavoro l’artista ha documentato con una polaroid, momenti diversi delle reazioni che avvenivano tra lo stesso colore e la stessa acqua, tornando a fotografare gli elementi di ora in ora, nell’arco di una giornata, mese dopo mese, cogliendo così la variabilità delle dimensioni di pittura sull’acqua. L’intera opera  assume un valore archivistico. Ogni foglio di carta, realizzata anch’essa dall’artista, contiene la memoria di un momento preciso di un dato giorno.

Pediconi presenta anche un’altra serie di opere inedite, dei light box, installati a terra, in cui l’aspetto del colore si fa particolarmente coinvolgente. Le opere poste sul pavimento, consentono al fruitore di osservare le immagini dalla stessa prospettiva dell’artista durante il lavoro. La forma dei light box simula un po’ quella delle vasche in cui scaturiscono le reazioni fisico-chimiche, e la loro disposizione sparsa permette al visitatore di muoversi tra di essi, proprio come fa l’artista.

Il movimento è anche il carattere centrale di “Alien” video che conclude la mostra. Pediconi crea un dittico che vuole simboleggiare una finestra sul mondo della propria arte. Questa stessa apertura rimanda  alle vasche piene d’acqua in cui si immergono, nuotano e galleggiano i colori. Un grembo primigenio da cui nascerà l’opera. Il video, mandato in loop con un lieve sfasamento temporale tra le due parti, riproduce appunto questi momenti. 

L’artista sembra narrare una genesi tanto aliena quanto universale, che porta il fruitore a riconoscere quel luogo di gestazione artistica, come spazio amniotico della propria esistenza. Una realtà condivisa dunque, dove il confine tra fruitore e opera  pare dissolversi nell’acqua.

Vademecum

Beatrice Pediconi
“Dimensioni Variabili”
19 novembre 2016 – 28 gennaio 2017
Z2o Sara Zanin Gallery
Via della Vetrina 21- Roma
Orari: martedì-sabato, ore 13.00-19.00.

 

Ultima modifica il Giovedì, 19 Gennaio 2017 14:05


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