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Lunedì, 29 Febbraio 2016 14:43

Giorgio Griffa: ritmo, sequenza e segno nelle opere su carta

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La personale espone 55 lavori che raccontano l'importanza del disegno nell'attività dell'artista

Giorgio Griffa Numerazione, 1996 acquarello su carta, 46 x 31 cm Foto: Giorgio Benni Courtesy l'artista e Casey Kaplan Gallery, New York Giorgio Griffa Numerazione, 1996 acquarello su carta, 46 x 31 cm Foto: Giorgio Benni Courtesy l'artista e Casey Kaplan Gallery, New York

ROMA - Giorgio Griffa: Works on Paper è la mostra, a cura di Andrea Bellini, organizzata dalla Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain di Ginevra, la Bergen Kunsthall e il Museu de Arte Contemporanea de Serralves di Porto.

La personale è dedicata alle opere su carta di Giorgio Griffa, a partire dal 1967 fino ai lavori più recenti, nell’intento di attraversare tutta la ricerca dell’artista.

Nei cinquantacinque disegni esposti è possibile ricostruire il percorso artistico di Griffa, uno dei principali esponenti dell’arte astratta e della neoavanguardia in Italia, il cui lavoro è incentrato su tre elementi fondamentali: ritmo, sequenza e segno.

Le opere su carta esposte esplicano la rilevanza del disegno nell’attività dell’artista. I disegni di Griffa non sono progetti per opere future, ma godono di una propria autonomia, sono momenti di ricerca e riflessione che sostengono la realizzazione delle future opere, senza tuttavia determinarle.

Come lui stesso afferma, infatti, disegno e pittura sono due attività che possono procedere in modo parallelo.

Il segno nelle sue opere ha un valore importante poiché racchiude e disvela la memoria del gesto; un gesto semplice e ripetuto nell’intera storia dell’uomo.

I segni si collocano espandendosi discontinuamente sulla carta, che non è più mero strumento di supporto e luogo finito di un’opera completata, ma è parte di un infinito spazio in continua espansione, in cui l’opera è in divenire.

Osservando i disegni si possono notare le variazioni di ritmo e direzione del segno e dei segni, che man mano si differenziano e iniziano ad entrare in rapporto tra loro, costruendo un dialogo.

La realizzazione dei disegni avviene in uno stato di “concentrazione passiva”, come lo definisce l’artista stesso, successivo all’individuazione della direzione, del ritmo e della frequenza del segno.

Il colore, che si inserisce nelle opere degli anni ’80, apporta energia all’intera configurazione di segni.

Le campiture entrano nei ritmi e nelle frequenze, generando pause e variazioni.

Nei disegni appartenenti al decennio successivo, numeri e arabeschi diventano elementi costanti della composizione, andando a determinare l’identità di un intero ciclo di lavori in cui ogni opera è in relazione all’altra.

Nella serie delle “Numerazioni”, i numeri vanno a indicare l’ordine in cui segni e colori vengono depositati sulla superficie.

Le ultime opere sono quelle del “Canone aureo” con le quali l’artista affronta il tema dell’infinito, di tutto ciò che all’uomo è sconosciuto e ignoto e che l’arte tenta da sempre di esplorare.

I lavori di Griffa offrono allo spettatore uno spazio di pensiero su quelli che sono i grandi argomenti della cultura umana quali il rapporto del singolo con gli altri, la costruzione di una società, la realizzazione di un sistema. Di fronte alla sua opera, l’uomo è posto davanti alla sua dimensione umana, a quella finitezza che sente in sé l’infinito di cui fa parte. Lo stesso senso di infinito che si sente entrando in contatto con un’opera d’arte.

 

Vademecum

Giorgio Griffa: Works on Paper
Dal 5 febbraio al 9 aprile 2016
Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea
Via Gustavo Bianchi, 1 – Roma
Orario: da martedì a sabato, dalle 15:00 alle 19:30 e su appuntamento

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 29 Febbraio 2016 15:17


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