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Martedì, 05 Novembre 2019 15:06

Restauro digitale dell’unica firma conosciuta di Leonardo all’Opificio delle Pietre Dure

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La firma, posta in calce al contratto per la realizzazione del dipinto “La Vergine delle Rocce”, ha lasciato l’Archivio di Stato di Milano scortata dai Carabinieri

FIRENZE - “Già ci manca”. Così il Direttore dell’Archivio di Stato, Benedetto Luigi Compagnoni, che ha accompagnato, scortato dai Carabinieri, il documento con l’unica firma nota di Leonardo all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove verrà effettuato un restauro digitale. 

Come spiega il Direttore -  il documento “verrà sottoposto a indagini diagnostiche sullo stato di salute, per procedere poi a un restauro digitale, che renderà leggibile a occhio nudo anche la parte attualmente interpretabile solo con l’ausilio della lampada di Wood. Ci piace inoltre l’idea di essere i fautori del temporaneo ritorno a casa di questo eccezionale Maestro Fiorentino. ‘Magister Leonardus de Vintiis Florentinus’ ne sarebbe certamente felice”.  - conclude. 

Il contratto per  “La Vergine delle Rocce”, datato 25 aprile 1483, è stato stipulato tra la Scuola della Concezione, posta nella chiesa di San Francesco Grande a Milano, in porta Vercellina, dell’Ordine dei frati Minori, e gli artisti Leonardo da Vinci e i fratelli De Predis, rogato dalnotaio milanese Antonio De Capitani.

Nel contratto viene stabilito che l’opera debba essere ultimata l’8 dicembre 1484, in occasione della festa dell’Immacolata, per un compenso complessivo di 800 lire. Saranno i fratelli De Predis e Leonardo a provvedere alle materie prime e all’oro. Sul documento Leonardo scrive:  “Io Lionardo da Vinci in testimonio ut supra subscripsi”.

Il documento è stato già parzialmente restaurato nel 2010, a causa di danni dovuti all’umidità che avevano indebolito il supporto cartaceo e dilavato in parte la traccia grafica.  Ora all’Opificio il contratto sarà sottoposto a una serie di indagini diagnostiche non-invasive e multispettrali, al fine di approfondire ogni aspetto di questo raro e prezioso documento. 

Il Direttore dell’Opificio Marco Ciatti si è quindi detto “molto lieto di poter mettere a a disposizione di questo interessante progetto tutte le competenze e le tecnologie dell’istituto, nell’anno dedicato a Leonardo”. 

Il contratto rimarrà all’Opificio fino alla fine di novembre 2019 e rientrerà per essere esposto nella mostra “Nero su bianco. Carte d’Archivio raccontano Leonardo”, organizzata dall’Archivio di Stato di Milano e visitabile nei primi mesi del 2020.

Ultima modifica il Martedì, 05 Novembre 2019 15:30


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