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Lunedì, 03 Febbraio 2020 10:47

Completato il restauro della cripta degli affreschi della Basilica di Aquileia

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I lavori sono stati avviati nel 2015 ed eseguiti dalla Opera Est di Trieste per un costo di 131 mila euro, coperti da finanziamento delle tre Fondazioni bancarie regionali

UDINE - Sono stati completati i restauri della cripta degli affreschi della Basilica di Aquileia. I lavori, commissionati dalla Fondazione So.Co.Ba - Società per la conservazione della Basilica, sono stati avviati nel 2015. Suddivisi in tre lotti e quattro fasi, sono stati realizzati dalla società Opera Est di Trieste. 

La cripta  risale al IX secolo, mentre il ciclo di affreschi è della seconda metà del XII. Sulla volta sono raffigurate diciannove scene con le storie di Ermacora che raccontano le origini del cristianesimo ad Aquileia. Nelle quattro lunette ci sono le scene della Passione di Cristo e la morte di Maria; nei pennacchi figure di santi. Nella volta centrale la Madonna in trono col Bambino fra i simboli degli evangelisti e Cristo in trono fra gli angeli.

Nel corso della presentazione degli interventi effettuati, l'assessora regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, ha osservato: "Occorre un'alleanza tra pubblico e privato per potere continuare a valorizzare al meglio il grande patrimonio culturale di cui disponiamo, volano economico indispensabile” - sottolineando anche le opportunità offerte in tal senso dallo strumento dell'Art bonus. 

La direttrice tecnica dei restauri per conto della Soprintendenza, Elisabetta Francescutti, ha evidenziato la necessità di questo intervento sugli affreschi della cripta, in quanto la pellicola pittorica dei dipinti aveva mostrato sollevamenti e difetti di adesione sulle superfici delle volte, anche a causa dell'alta percentuale di umidità della cripta e delle resine sintetiche stese sulla superficie nel corso di precedenti interventi.

Claudia Ragazzoni, titolare di Opera Est, ha invece spiegato che per il rafforzamento degli intonaci e la stuccatura di crepe e lacune sono stati impiegati calci e sabbie naturali, mentre il restauro pittorico è stato effettuato mediante velatura sulle abrasioni e ricostruzione riconoscibile sulle mancanze più estese impiegando colori ad acquerello. 

 

Ultima modifica il Lunedì, 03 Febbraio 2020 11:02


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