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Lunedì, 04 Luglio 2016 10:48

Padova. Scoperti frammenti tessili del XV e XVI secolo delle Tombe del Gattamelata

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I pregiati tessuti erano conservati nella  Pontificia Biblioteca Antoniana ora è stato avviato un progetto di restauro con il contributo del Lions Club 

PADOVA  - Tessuti pregiati del XV e XVI secolo, provenienti dalle Tombe della Cappella Gattamelata, oggi Cappella del Santissimo Sacramento in basilica di Sant'Antonio di Padova, sono  stati riscoperti ed è stato avviato un progetto di restauro. I tessuti erano conservati nella  Pontificia Biblioteca Antoniana, servizio della Delegazione Pontificia per la basilica di Sant'Antonio, quindi non erano mai stati resi fruibili al pubblico e neanche mai studiati né restaurati. 

Ora dopo una fase di indagini preliminari questi tessuti sono stati affidati alla restauratrice Anna Passarella del Laboratorio di restauro Giordano Passarella di Campodarsego. La responsabilità scientifica del progetto è condivisa, per le rispettive competenze, tra le professoresse Giovanna Baldissin Molli, del Dipartimento dei beni culturali dell'Università degli Studi di Padova e socia del LC Padova  , e Gabriella Salviulo, del Dipartimento di Geoscienze del medesimo ateneo e Presidente del LC Padova Carraresi per l'anno sociale 2015-2016. 

Il restauro è appena iniziato e la successiva esposizione nelle sale del Museo Antoniano rappresenta il completamento per la valorizzazione e la restituzione alla cittadinanza di questi “beni culturali” di inestimabile valore storico per la città.

I frammenti tessili forse di originario colore rosso, con fili d'argento e motivi floreali, erano custoditi in due cornici con vetro. Il loro interesse storico è di notevole portata anche perché questi tessili costituiscono l'occasione per riportare l'attenzione sulla Cappella Gattamelata, voluta e fatta decorare da Giacoma da Leonessa, vedova del condottiero Erasmo Da Narni, detto il Gattamelata, per seppellirvi il marito e il figlio Giovanni Antonio. Appartengono dunque a una potente famiglia particolarmente influente nella città e soprattutto nella basilica del Santo.      

L'ipotesi più accreditata al momento è che queste vesti appartenessero a una sepoltura femminile. Tra il 1465 e i primi anni del Cinquecento infatti, nella cappella furono inumate almeno tre donne: Giacoma da Leonessa; Caterina, figlia naturale di Giovanni Antonio Gattamelata, e quindi nipote di Giacoma ed Erasmo; un'altra Giacoma, figlia naturale di Gentile da Leonessa (parente della prima Giacoma e compagno d'armi di Erasmo). Tuttavia saranno le analisi in corso a rivelare nuovi elementi sui questi lussuosi abiti, a partire dal materiale e dal colore, e forse anche su chi li aveva indossati. 

Per quanto concerne il restauro, la prima fase prevede innanzi tutto una campagna fotografica dei frammenti tessili e l'aspirazione tramite microaspiratore ad ago munito di filtro per la raccolta delle polveri destinate alle analisi chimico fisiche. La fine dell'intervento è prevista per inizio autunno.

Il progetto, promosso dalla Veneranda Arca di S. Antonio, dalla Pontificia Biblioteca Antoniana e dal Lions Club Padova Carraresi, sotto la supervisione della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, si avvale del sostegno della Fondazione dei Club Lions del Distretto 108 Ta3. Si realizzerà inoltre grazie alla generosità di privati (Nastrificio Victor SPA, Primarete Viaggi e Vacanze, Ersilia Bertazzo, Ivana Zuin e Alfredo Mazzon). 

      



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