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Lunedì, 15 Maggio 2017 14:23

Maestà di Simone Martini, manutenzione conservativa e nuove ricerche sulla tecnica pittorica

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I lavori, che prenderanno il via la prossima settimana, saranno realizzati in accordo con la Soprintendenza delle Belle arti delle province di Siena, Grosseto e Arezzo e con l'Università degli Studi di Siena

Simone Martini, Maestà, 1312 - 1315 - affresco (con applicazioni di metallo, vetro, foglia e altri materiali) su parete Simone Martini, Maestà, 1312 - 1315 - affresco (con applicazioni di metallo, vetro, foglia e altri materiali) su parete

SIENA - La Maestà di Simone Martini, il grande e prezioso affresco (970x763 cm) che occupa tutta la parete nord della Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena,una delle opere più importanti dell’arte trecentesca italiana, verrà a breve sottoposta a un intervento di manutenzione conservativa. L’attuale restauro, che avviene a 25 anni dall’ultimo, consisterà essenzialmente nella rimozione della patina di polvere accumulatasi nel tempo. Sarà altresì occasione per approfondire anche alcuni dettagli relativi alle tecniche pittoriche utilizzate dal grande artista. 

I lavori, che prenderanno il via la prossima settimana, saranno realizzati in accordo con la Soprintendenza delle Belle arti delle province di Siena, Grosseto e Arezzo e con l'Università degli Studi di Siena. 

Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, ha dichiarato a tal proposito: "E' un dovere morale intervenire sulla Maestà di Simone Martini per rimuovere la polvere accumulata in tutti questi anni. Insieme alla Soprintendenza e all'Università accompagneremo l'opera di manutenzione conservativa con una vera e propria campagna di ricerche”. 

Spiega Alessandro Bagnoli, storico dell’arte, funzionario e coordinatore del settore artistico della Soprintendenza che seguirà le operazioni sulla Maestà:  "E' un'occasione importante. Abbiamo a disposizione tecnologie che venticinque anni fa non c'erano per analizzare malte e pigmenti ed acquisire nuovi dati scientifici. Si tratta di un'opera complessa per la quale Simone Martini ha impiegato molti anni, con un periodo di interruzione e con una revisione apportata nel 1321, quando il grande artista aggiunge parti nuove per i cambiamenti a livello iconografico richiesti dal Comune". 

A coordinare gli interventi sarà Massimo Gavazzi che ha già lavorato sull'opera, in occasione del precedente restauro  e sugli affreschi di Ambrogio Lorenzetti. Gavazzi ha spiegato che verranno innanzi tutto asportate le polveri con dei pennelli morbidi e un delicato sistema di aspirazione, successivamente si passerà a una revisione tecnica visiva di tutta la superficie. 

Nel lavoro di ricerca e nella manutenzione conservativa sono i coinvolti i Dipartimenti di Scienze storiche e Culturali e di Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente dell'Università degli Studi di Siena. 

Ultima modifica il Lunedì, 15 Maggio 2017 14:50

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