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Giovedì, 30 Novembre 2017 17:35

Firenze. Torna alla luce, dopo un accurato restauro un mosaico policromo di epoca paleocristiana

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Si tratta del pavimento della prima chiesa di Santa Reparata che vide la luce ai primi decenni del V secolo d.C. dove spicca la magnifica  figura di un pavone, simbolo cristiano della resurrezione

FIRENZE - E’ grazie a un accurato restauro che è tornato visibile in tutta la sua bellezza il pavimento, in mosaico policromo di epoca paleocristiana, della chiesa di Santa Reparata nel Duomo di Firenze. Si tratta del pavimento della prima chiesa di Santa Reparata, che vide la luce ai primi decenni del V secolo d.C. La chiesa era divisa al suo interno in tre navate separate da due file di quattordici colonne. Al centro della navata principale, spiccava appunto la magnifica figura di un pavone, simbolo cristiano della resurrezione e un'epigrafe con i nomi dei 14 donatori dei mosaici, divisi in base al numero di piedi romani finanziati. Il pavimento fu realizzato da maestranze africane con cui la Firenze del tempo aveva stretti rapporti culturali ed economici.

Il restauro è durato un anno e mezzo ed è stato eseguito dai restauratori dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Ha interessato tutto il pavimento musivo dell'area archeologica, di circa 100 mq, decorato a figure geometriche con esagoni, losanghe e nodi di Salomone.  Il pavimento musivo presentava vari fenomeni di degrado dovuti sia al passare del tempo, distacco e sfaldamento delle tessere, lacune di varie dimensioni, depositi di sporco, sia a precedenti restauri. In particolare a questi ultimi sono riconducibili le numerose integrazioni con cemento, dannose per gli stessi mosaici, che sono state sostituite da malta, il più simile possibile a quella originale, poi incisa e ritoccata cromaticamente. Le nuove integrazioni, riconoscibili e facilmente rimovibili, hanno così restituito leggibilità ai decori del pavimento.

L'area archeologica della chiesa di Santa Reparata nel Duomo di Firenze è un'importante testimonianza dell'antica Florentia, dove i visitatori possono vedere non solo la storia della Cattedrale ma la vita della città di Firenze dal I secolo d.C. al XIV. L'area fu aperta al pubblico nel 1974, dopo una campagna di scavi durata quasi dieci anni. 

Nel 2014 è stato realizzato il nuovo percorso espositivo ad andamento cronologico che va dai resti di epoca romana, preesistenti alla costruzione della chiesa, alla sua fondazione in epoca Paleocristiana, alla fase altomedievale e quella romanica. 

Ultima modifica il Giovedì, 30 Novembre 2017 17:51

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