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Mercoledì, 06 Giugno 2018 11:04

Firenze. Dopo il restauro l'Immacolata Concezione di Bronzino torna nella chiesa della Beata Vergine Maria Regina della Pace

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L'opera è stata ricollocata dopo l’intervento conservativo reso possibile grazie alla Fondazione Friends of Florence e dopo l'esposizione alla mostra "Cinquecento a Firenze" tenutasi a Palazzo Strozzi

FIRENZE - La tavola di Agnolo Bronzino raffigurante l'Immacolata Concezione, dopo il restauro, è ritornata nella chiesa della Beata Vergine Maria Regina della Pace a Firenze. Prima dell’intervento la tavola rivelava sulla superficie dipinta la presenza di una vernice ingiallita sulla quale si era depositato nel tempo dello sporco e la parte bassa della tavola era mortificata da schizzi di tinta adoperata per l'imbiancatura della parete. I restauratori, asportando il primo strato di sporco ambientale, hanno scoperto che gran parte del cielo, dei volti e degli incarnati dei santi erano stati completamente ridipinti, per nascondere lo stato di abrasione della pittura originale, corrosa da un'antica pulitura molto drastica che aveva alterato l'originale. 

Dopo la rimozione della vernice ingiallita dunque, in una seconda fase, sono state rimosse le estese ridipinture. La tavolozza del Bronzino, analizzata dai ricercatori Enea di Roma, Ifac- Cnr di Firenze, Icvbc- Cnr di Firenze, ha dimostrato un utilizzo dei pigmenti essenziali. Non si trovano colori preziosi come l'azzurro lapislazzuli ad esempio nella raffigurazione del manto della Madonna, ma l'impiego di un pigmento molto più povero come l'azzurrite, mescolato con bianco di piombo per ottenere una tonalità chiara, o con lacca rossa per raggiungere un blu più intenso. 

La gamma dei colori adottata da Bronzino è quindi ridotta, ma il suo modo di sposare le tinte tra loro è molto variegato. Da pittore maturo utilizza i colori per plasmare le forme con un uso veramente prezioso e sapiente dei colori più comuni. L’attenzione per i dettagli oggi ritornati visibili dopo il restauro, in una composizione così ricca e complessa, annoverano l'opera fra i capolavori del Bronzino e della sua bottega. 

Simonetta Brandolini d'Adda, presidente di Friends of Florence ha così commentato: "Rivedere l'opera riacquistare la propria bellezza e la luminosità dei colori sotto la coltre di vernici e polvere che l'aveva mortificata per anni, è per noi davvero un motivo di grande orgoglio. Tutta la nostra gratitudine va al gruppo di benefattori da Omaha, Nebraska per il loro sostegno e al Council for the Future, per aver individuato questo grande dipinto di Bronzino. La nostra ammirazione e riconoscimento va poi al team di restauratori che hanno eseguito un restauro esemplare con tantissima pazienza e tenacia. Ringrazio anche Antonio Natali, Carlo Falciani, e la direzione di Palazzo Strozzi per aver incluso questa opera tardiva di Bronzino nella mostra sul Cinquecento". 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Giugno 2018 11:24



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