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Venerdì, 12 Luglio 2019 11:07

Torino. Terminato l’imponente restauro al Sacro Monte di Oropa

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L’intervento ha coinvolto la quarta Cappella del Santuario, dedicata alla “Dimora di Maria al Tempio”, con il recupero di circa 250 metri quadri di affreschi, di 106 manufatti in terracotta, di 102 statue a dimensioni naturali, oltre a una ampia sequenza di altri materiali

Dimora di Maria al Tempio Dimora di Maria al Tempio

TORINO - L’Amministratore delegato del Santuario di Oropa, Paola Aglietta ha annunciato, insieme al Rettore del Santuario, don Michele Berchi, la conclusione del recupero del Sacro Monte di Oropa, che sarà ufficialmente illustrato il 13 luglio, alle 10 e 30, presso il Santuario, in Sala Frassati. 

Il restauro è stato possibile anche grazie al sostegno della  Compagnia di San Paolo di Torino con Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Banca Simetica di Biella. 

Gli interventi sono stati condotti dall’equipe del restauratore Claudio Valazza, sotto la direzione e il controllo della  Soprintendenza di territorio e della direzione dell’Ente Sacri Monti.

Nella cappella è rappresentata, in una scena domestica e intima, la Madonna quando viveva nel tempio. Ad accompagnarla è un variopinto gruppo di donne, alcune con i loro bambini, intente a varie attività, lettura, musica e canto e soprattutto alla filatura e tessitura. Un racconto di quotidianità, come si vede nel bel dettaglio della lite tra le due fanciulle nell’abside di destra. Maria, seduta al tavolo da lavoro, nell’abside di fronte all’ingresso, è facilmente individuabile perché circondata da graziosi angioletti. 

Le statue, terminate nel 1718, furono modellate da Pietro Giuseppe Auregio Termine, mentre Giovanni Galliari, pittore e scenografo attivo nel palazzo reale di Torino, a Venaria Reale e poi a Crema e a Milano in palazzo ducale, si occupò delle pitture murarie: i lavori iniziarono poco dopo il 1711. 

“Le statue - spiega  Paola Aglietta - erano state ridipinte negli anni settanta del Novecento con colori molto accesi e sfalsati, utilizzando vernici industriali che rendevano goffe e caricaturali le figure. Gli incarnati erano giallognoli, con occhi, gote, labbra e sopracciglia malamente ridipinte da un artigiano con soluzioni di pessima qualità”. 

“Il restauro - commenta Elena De Filippis, direttore dell’Ente di gestione dei Sacri Monti - ha rivelato, sotto le brutte tinte alterate che hanno deturpato nel secolo scorso in modo simile tutti i i gruppi di sculture del Sacro Monte, una notevole e insospettata qualità artistica, un modellato raffinato, l'espressività e la delicatezza dei volti, soprattutto dei bambini”. 

Di fronte alla evidenza di statue e pitture così raffinate confidiamo in un nuovo orgoglio e in una rinnovata partecipazione della comunità biellese al restauro del Sacro Monte di cui speriamo che questo sia il primo di una lunga serie di cantieri!” - si augura il Presidente dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti, Renata Lodari.

Ultima modifica il Venerdì, 12 Luglio 2019 11:12


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