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Lunedì, 23 Ottobre 2017 14:20

Presentato alla sede Rai il documentario “La fortuna degli Etruschi”

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Il racconto sull'affascinante popolo si apre con le immagini dei capolavori di Villa Giulia, raccontate dal direttore del Museo, Valentino Nizzo. Pezzi pregiati, primo tra tutti il celebre 'Sarcofago degli sposi', accompagnano in un viaggio alla scoperta di questa misteriosa civiltà

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: Sarcofago degli Sposi Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: Sarcofago degli Sposi

ROMA - E’ stato presentato il 23 ottobre nella sede Rai di viale Mazzini, alla presenza del Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il documentario di Massimiliano Griner, con la regia Marzia Marzolla e Matteo Bardelli, e la consulenza scientifica di Luca Peyronel dal titolo “La fortuna degli Etruschi”, che sarà proposto da Rai Cultura lunedì 30 ottobre alle 21.10 su Rai Storia per “Italia: Viaggio nella Bellezza”.

"Un documentario che valorizza l'unicità della storia del patrimonio degli Etruschi con grande qualità, come la Rai sa fare”, così lo ha definito Franceschini. Per il ministro inoltre il documentario rappresenta "un contributo importante che la televisione pubblica può dare per far conoscere questo patrimonio e riavvicinare i cittadini ai musei e far riscoprire luoghi meno noti”. "Dobbiamo aumentare gli attrattori sia per il turismo interno che per quello degli stranieri - ha detto ancora Franceschini - quando la televisione valorizza un luogo della cultura italiana meno conosciuto, il ritorno è immediato. L'Italia è piena di migliaia di luoghi pazzeschi che in un altro paese sarebbero stati attrattori di turismo, ma che qui non sono stati valorizzati" - ha concluso il ministro. 

La narrazione si snoda attraverso un viaggio che parte dai capolavori esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e raccontati dal suo direttore, Valentino Nizzo. Pezzi pregiati, tra cui  il celebre 'Sarcofago degli sposi', accompagnano alla scoperta di questa grande e misteriosa civiltà, di cui verranno narrate le vicende storiche e artistiche, impresse nelle necropoli più belle e nelle tombe affrescate di Tarquinia, Cerveteri o Veio, ma si cercherà anche di comprendere in profondità quell’universo etrusco che ha segnato e continua a segnare la cultura europea ed italiana in diverse epoche. 

Studiosi ed esperti interverranno e si confronteranno in questo viaggio, tra cui, oltre a Valentino Nizzo, anche Alessandro Naso, direttore dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico del Cnr; l’archeologo  Andrea Camilli, responsabile dell’area di Populonia; Rita Cosentino, responsabile della Necropoli della Banditaccia; Simona Rafanelli, direttore del Museo Isidoro Falchi di Vetulonia. 

Il percorso del documentario parte dalla “Grande Etruria”, a cui si ispiravano i Medici nel Cinquecento e che inaugura il “mito” moderno degli etruschi, prosegue con l’“Etruscan taste” che si diffonde tra fine Settecento ed Ottocento tra gli intellettuali inglesi scatenando il collezionismo e una vera e propria caccia al vaso etrusco ed esercitando un influsso profondo sull’artigianato artistico. Si passa, poi, dall’Etruscheria Romantica,  che vede molti europei del tempo avidi di percorrere i paesaggi romantici della Tuscia, al fascino esercitato dall’immaginario etrusco su letterati come Aldous Huxley e David Herbert Lawrence (l’autore de “L’amante di Lady Chatterley”), che riversò i suoi ricordi di viaggio nell’opera “Etruscan Places” del 1932, esaltando il mito etrusco in un periodo in cui in Italia il fascismo esaltava la romanità. 

Ultima modifica il Lunedì, 23 Ottobre 2017 17:21

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