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Venerdì 8 febbraio, alle 16.00. Focus dell'edizione 2019 è "Il bello dello sguardo, il bello del pensiero matematico"

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ROMA - "Una giornata davvero speciale che mi ha commosso fino alle lacrime, coronamento di tanti anni di difesa di un genio italiano tanto considerato in America quanto misconosciuto in italia. Vorremmo che questa mostra diventasse una mostra itinerante in italia e, soprattutto, che la vedessero gli studenti perché è completa come mai era stato fatto prima". Con queste parole Claudio Lanzi, presidente di Simmetria, ha salutato l'inaugurazione della mostra Adriano Graziotti. Un genio italiano nel segno di Leonardo, ieri pomeriggio alla Biblioteca Angelica di Roma, che per la prima volta espone, dal 23 gennaio al 10 febbraio, gli splendidi poliedri dell'artista e geniale scienziato italiano - ancora poco conosciuto al grande pubblico.

La sessantina di poliedri in legno di balsa, di vari colori e dimensioni, alcuni dei quali inventati proprio da Graziotti, esposti da ieri alla Biblioteca Angelica, per l'occasione sono stati ricatalogati, restaurati e messi a disposizione dai Musei Scientifici della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali grazie al lavoro dell’Associazione Simmetria con l'organizzazione della D.d’Arte di Francesca Barbi Marinetti.  "La sua arte è di matrice platonica. Che porta al conoscere al sapere - ha detto la Marinetti, nipote del grande artista futurista Filippo Tommaso. - Graziotti era mente di impostazione rinascimentale. Un nomade che ha viaggiato oltre oceano, ma soprattutto un nomade a livello intellettuale. Non un eclettico ma un versatile, una mente illuminata in cui arte e scienza si coniugavano insieme. Non è mai stato un nostalgico della classicità, ma attento alla contemporaneità: infatti la parte piu viva delle sue composizione è quella astratta e i suoi poliedri rappresentano un incontro straordinario tra arte e scienza"

Tra gli organizzatori della mostra anche Federico Mollicone che ha sottolineato come Graziotti sia "Genio italiano da rivendicare con determinazione", rivendicando a suo nome una fama di cui ancora non è stato protagonista. "Abbiamo fatto la fila per vedere Escher - ho detto Mollicone - che è diventato un simbolo e un fenomeno di marketing. Escher non è Graziotti, la cui opera è 100 voltemaggiore nella capacità di trasformare i numeri in immagini. Doveroso quindi rimettere al centro l'arte di Graziotti, un grande artista che è stato cancellato da i manuali scolastici". 

Anche l'Associazione MetaMorfosi a sostegno dell'iniziativa. "Metamorfosi sostiene con entusiasmo questa piccola e preziosa mostra accolta in uno dei luoghi più affascinanti della cultura italiana - ha dichiarato il presidente Pietro Folena - un luogo di straordinaria bellezza i cui spazi esaltano le opere tridimensionali di Adriano Graziotti, uno dei pochissimi artisti del Novecento che ha vissuto la matematica e la geometria come soggetto privilegiato della sua ispirazione artistica e che ha trovato nella scultura, approfondita proprio a Roma grazie ad un corso di specializzazione in disegno all'Accademia di San Luca, la sua vocazione artistica più profonda e proficua. Intuizione spaziale, sensibilità per la forma artistica e passione per la valenza estetica rappresentata dalla figura geometrica, ne fanno un artista unico e troppo poco conosciuto la cui scoperta ci è sembrato giusto sostenere e valorizzare". 

 

 

 

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