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Acquistata nel 2012, solo recentemente il Museo statunitense è venuto a conoscenza del fatto che la scultura poteva essere stata asportata illecitamente da un sito nei pressi di Napoli verso la fine della Seconda guerra mondiale

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Il reperto archeologico, databile II sec. d. C., pur non essendo censito nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, è stato identificato come appartenente all’area monumentale di Tivoli 

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