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Mercoledì, 09 Giugno 2021 11:28

Perino&Vele - Tra ironia e critica sociale  

Scritto da  Marco Amore - Veronica Gisondoi

Tra contraddizioni e idiosincrasie, dinamiche mass-mediali e tensioni sociali, l’arte di Perino&Vele genera spazi in cui materia e significato si stratificano per dare vita a corpi di natura composita

L’opera del duo si esprime attraverso l’uso preponderante della cartapesta, materiale povero legato a una dimensione quotidiana, profondamente tattile e radicata nella collettività, vestigio di rituali condivisi che sembrano dissolversi progressivamente. Scelta che appare altresì interessante, alla luce di un momento storico segnato dalla transizione verso modelli di economia circolare, dove l’industria cartaria è assurta a esempio virtuoso e l’ex Ministro dell’Ambiente ha firmato il regolamento per l’End of Waste. Ma la preferenza di Perino&Vele per la carta di giornale esula dal discorso della sostenibilità.

«I quotidiani non possono salvarsi dall’effimero. La carta scolora, ingiallisce, come pure le notizie che riporta. Il nostro scopo primario è quello di bloccare questo processo creando un’informazione tridimensionale a uso e consumo della società, capace di dare corpo all’informazione mediatica e di conferire rinnovata dignità alla cartapesta», preme sottolineare agli artisti.

Anche i protagonisti del loro lavoro sono oggetti ordinari: casse da imballaggio, espositori da edicola, carrelli per la spesa. Animali come rane, elefanti, asini, rinoceronti su cui troneggiano i simboli del consumo di massa. Le pagine colorate si disfano per ricomporsi in forme piene, talvolta monumentali, a cui conferiscono una morbidezza enigmatica. Tale dimensione sensibile – e quindi umana – emerge specialmente nell’incontro fra i colori tenui della carta e le superfici dai richiami tessili che rivestono molte delle opere create.

Trapuntate, forate, rammendate, le sculture di Perino&Vele accolgono connotazioni intime ma impersonali, restando saldamente legate a un’intenzione di osservazione e critica sociale, scevra da autoreferenzialità o sentimentalismi, quanto ancorata alla realtà. Il medesimo lessico familiare si trasforma in una forza alienante in quei lavori che, nella loro risoluzione formale, associano elementi di conforto e di rottura a gesti di svuotamento o degradazione della materia, anche attraverso il semplice atto di ri-contestualizzazione sociale.

L’incisività del linguaggio di Perino&Vele trova un ambito fertile anche nella direzione opposta, ovvero nelle istanze in cui l’opera propone una grammatica scanzonata e aperta, dirompente nella sua ambiguità, che ne denuncia la forte componente ironica.

ACTA Non Verba è una rivista trimestrale pubblicata dalla società di consulenza integrata SEF Consulting e dedicata alla cultura dell’agire, ma anche un portale informatico volto a interpretare il vasto mondo della gestione d’impresa attraverso articoli di economia, finanza, fisco e diritto, dibattiti e approfondimenti tematici, con uno sguardo attento al mondo culturale e alle sue possibili evoluzioni nell’ambito dell’industria creativa 4.0.

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Marco Amore

Veronica Gisondoi

Marco Amore è attivo nel mondo dell’arte contemporanea come curatore di mostre in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia che all’estero. A ventisei anni ha esposto, presso la biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III”, sezione Americana e Venezuelana, di Palazzo Reale, Napoli, un taccuino per parole e segni sulle orme di Henry David Thoreau, maturando l’esigenza di adoperare strumenti relativi all’attività letteraria come supporto nella realizzazione di opere d’arte. Il suo libro Farràgine (Samuele Editore 2019, collana Scilla), è risultato finalista alla XXXI edizione del Premio Camaiore Proposta – Opera Prima, ed è stato tradotto in colombiano per il Grupo Editorial Ibañez. 

Veronica Gisondi é scrittrice e curatrice. Si occupa di teoria critica, arte e cultura. Vive a Milano. Nel 2017 ha conseguito un MA in Culture, Criticism and Curation presso Central Saint Martins, University of the Arts, Londra. Collabora con SEF nell’ambito della progettazione.

Perino&Vele

Emiliano Perino, nato a New York nel 1973, e Luca Vele, nato a Rotondi nel 1975, vivono e lavorano tra Rotondi e New York. La loro ricerca li ha portati, nel 1999, a partecipare alla XLVIII Biennale di Venezia curata da Harald Szeeman, acquisendo ampia visibilità sulla scena dell’arte italiana e internazionale.

Tra le mostre personali si ricordano, nel 2019, HappyBrico, Galleria Alfonso Artiaco, Napoli e MIART, Milano; Western Promises, curata da G.Centrone e G.Gijkola, Center of Openness and Dialogue, Tirana; ‘o databàs, Galleria Alberto Peola, Torino; nel 2016 le installazioni permanenti #catuozzotime, Piazza xx Settembre, curata da L. Respi, San Martino Valle Caudina; Màule, Art Open Air curata dalla Fondazione Pino Pascali, Ex Monastero di Santa Chiara, Accademia di Belle Arti di Bari; nel 2014 The Big Archive 1994-2014, curata da E.Viola, Madre, Museo d’arte Contemporanea Donnaregina, Napoli; nel 2013 Perino & Vele. Secondoatto, curata da M.Ragozzino, Palazzo Ducale, Martina Franca; e Luoghi Comuni, curata da L.Respi, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano. Tra le mostre collettive si segnalano, nel 2019, Allunare infinito, curata da A.Dambruoso, MACA Museo dell’Arte Contemporanea dell’Accademia, Frosinone; Mondo Mendini, The world of Alessandro Mendini, Groninger Museum, Groningen; nel 2018, War is over, Arte e Conflitti tra mito e contemporaneità, curata da A.Tecce e M.Tarantino, Museo d’Arte della città, Ravenna; Evidence. A New State of Art, Artisti italiani e cinesi in mostra, curata da A.Demma e Su Peng, Castel Sant’ Elmo, Napoli; Noi e il MASI. Donazione Giancarlo e Danna Olgiati, curata da M.Franciolli, MASI Lugano, Lugano; Evidence. A New State of Art, curata da A.Demma, Georgian National Museum, Tbilisi, Georgia; Daily Unfamiliar, Cassina Project, New York; nel 2015 Praestigium Contemporary Artists from Italy, curata da L.Beatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; nel 2014 Relation(s), curata da M.Vicariand J.Forbici, Galerija FO.VI, Strniše, Kidricevo; nel 2013 Percorsi nel Contemporaneo, MACRO, Roma; nel 2012 La Magnifica ossessione, curata da C.Collu, MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Rovereto; nel 2008 Energie sottili della materia, curata da A.Carrer and M.Vescovo, Urban Planning Exhibition Center, Shanghai, China National Academy of Painting, Pechino and He Xiangning Art Museum, Shenzhen; Cose mai viste, curata da A.Bonito Oliva, Terme di Diocleziano, Roma; Map Games, Dinamics of change, curata da F.Boyi, M.Piccioni, R.Scarpato e V.Shavrora, Beijing Today Art Museum, Pechino and Birmingham Museum & Art Gallery, Birmingham; nel 2007 Italy 1980-2007. Tendencies of contemporary research, curata da G.Belli, National Museum of Fine Arts, Hanoi, Vietnam; nel 2005 Collección Alfonso Artiaco, Out Of sight Out Of mind, curata da F.Castro Flórez, Palacio de Sástago, Saragozza; nel 2002 De Gustibus. Collezione privata Italia, a cura di A.Bonito Oliva e S.Risaliti, Palazzo delle Papesse, Siena; nel 2000 Futurama, Arte in Italia 2000, curata da B.Corà, M.Meneguzzo e R.Gavarro, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato.

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Giugno 2021 11:39


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