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Mercoledì, 20 Gennaio 2021 11:23

Coronavirus. AMACI, lettera a Conte e Franceschini sulla parziale riapertura dei Musei

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L’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani scrive al Presidente del Consiglio  e al Ministero per i Beni culturali invitandoli a “riconsiderare le norme vigenti e in particolare il vincolo dell’apertura nei soli giorni feriali” 

ROMA - AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani ha scritto una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, in riferimento alla parziale riapertura al pubblico dei musei e dei luoghi della cultura nelle zone gialle (come da DPCM del 14 gennaio 2021 recante “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” e in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo 2021, Articolo 1, punto 10, lettera r). 

Nella lettera si legge: “Dopo oltre due mesi di chiusura completa dei musei e delle istituzioni culturali – durante i quali l’Associazione ha fatto appello al senso di responsabilità dei propri associati, chiamati a contribuire con la propria chiusura al contenimento delle potenziali occasioni di contagio – oggi AMACI intende sottolineare come questa riapertura parziale rischi di penalizzare ulteriormente il loro ruolo e la loro funzione sociale, mettendo a rischio la sostenibilità, non soltanto economica e finanziaria, per molti di essi”. 

“I musei e i luoghi di cultura non sono tutti uguali tra loro.  - Continua la lettera - A undici mesi dall’inizio della pandemia, l’indice di contagio in territori vasti come le Regioni non può più essere l’unico elemento a determinare la chiusura o la riapertura di queste istituzioni”.

AMACI chiede che "i musei e i loro rappresentanti vengano coinvolti nella valutazione sulle riaperture di questi luoghi in relazione, non soltanto all'indice del contagio, ma anche alla densità della popolazione e alla media annuale dei visitatori, in modo che possano essere fatte tutte le valutazioni necessarie affinché riescano a mantenere vivo il legame con il proprio pubblico e con il proprio territorio”. 

L’associazione sottolinea inoltre che “i musei d’arte contemporanea non sono dei meri contenitori di opere d’arte o semplici sedi espositive: sono dei centri di studio e di produzione, dei punti di riferimento fondamentali per la comunità artistica e per l’intero suo sistema produttivo, duramente colpito dall’attuale situazione, oltre che degli importanti presidi per la lettura del presente. Verso tutti i soggetti di questo sistema diffuso, i musei d’arte contemporanea sentono un forte senso di responsabilità e per questo chiedono che il loro legame con le comunità di riferimento venga riconosciuto e non più delegato alle sole modalità digitali".   

“I musei d’arte contemporanea  - conclude la lettera - sono stati fin qui responsabili, attenti e rispettosi delle direttive anche in relazione alla situazione delle singole aree geografiche. Ora chiedono di continuare a fare la propria parte in relazione alle proprie specificità e alla propria funzione, di cui è fondamentale che si prenda coscienza, mettendoli nella condizione di esercitare, nelle forme e nei modi possibili, il proprio compito nei confronti della società”.

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Gennaio 2021 16:20


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