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Giovedì, 25 Marzo 2021 14:52

Il gigantesco albero di Penone in Piazza della Signoria a Firenze per il Dantedì

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Un’installazione curata dagli Uffizi in co-promozione con il Comune. La colossale scultura “Abete” si può leggere come metafora del Paradiso dantesco: cioè "l'albero che vive de la cima / e frutta sempre e mai non perde foglia" (vv. 29-30, Canto XVIII, Paradiso, Divina Commedia)

FIRENZE - Un gigantesco abete troneggia in Piazza della Signoria a Firenze. E’ l’installazione di Giuseppe Penone in occasione del Dantedì, che anticipa la mostra “Alberi In-Versi”, ospitata dalleGallerie degli Uffizi dal 1 giugno al 12 settembre prossimi, sempre nell'ambito delle celebrazioni dantesche previste per il 2021. 

“Abete” è il titolo della scultura, la più grande mai ospitata nello spazio pubblico del centro storico di Firenze. 

L'albero per Penone è immagine di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime e perciò frequentata assiduamente negli ormai oltre cinquant'anni di ricerca. Esso rivela attraverso la sua crescita a cerchi concentrici una forma essenziale, strettamente necessaria alla sua stessa esistenza e al suo stesso sviluppo: è saldamente piantato nella terra ma con i rami protesi verso il cielo. Tra gli alberi l'artista predilige le conifere per il loro tronco resistente alle torsioni e i rami a palco dall'andamento regolare: in pratica, una sintesi formale dell'idea stessa di albero. Per questi motivi l'opera che Penone ha scelto di collocare in Piazza della Signoria è un abete monumentale. "L'Abete in Piazza della Signoria indica lo sviluppo del pensiero che è simile alla spirale di crescita del vegetale" - ha detto l’artista. 

L'installazione è curata dagli Uffizi in co-promozione con il Comune e la collaborazione dell'associazione Arte continua. 

A tagliare il nastro oggi in piazza Signoria, c'erano, tra gli altri, oltre al direttore del museo Eike Schmidt, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha spiegato: “L’arte contemporanea in piazza della Signoria ha conosciuto dibattiti anche accesi, fin dai tempi del David di Michelangelo e dell'Ercole e Caco di Baccio Bandinelli: questo è sempre stato un segno della vivacità dei fiorentini, che ora potranno meditare (e perché no, polemizzare) sui molti significati dell'installazione di Penone. Rimane comunque il fatto che questo ''albero dantesco'' che nell'intenzione dell'artista si rifà ai versi dell'Alighieri, mescola un'idea astratta della natura - non a caso in metallo - alla concretezza tutta petrosa del centro di Firenze".

“Nel giorno dedicato al Sommo Poeta, a settecento anni dalla sua morte,  - ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - è fondamentale ribadire la grande contemporaneità dell'Alighieri, intatta ancora oggi, attraverso l'opera di uno degli artisti italiani, Giuseppe Penone, che del contemporaneo più possono dirsi maestri. E farlo in piazza della Signoria, un luogo così carico di simboli, di valori, fin dai tempi stessi di Dante, rende questa esposizione ancora più importante e preziosa".

“Quale migliore simbolo, in questo anno drammatico, di una speranza di rinascita e di ripartenza dopo la pandemia? Firenze celebra il suo Poeta e il suo Capodanno con questa icona nella sua piazza principale, da alcuni anni teatro di arte pubblica contemporanea, come segnale di ripartenza a cominciare dalla cultura, dall'arte e dalla natura”.  - Ha sottolineato il sindaco Dario Nardella. 

“Avere nella nostra piazza principale un Abete che svetta e ci induce ad alzare gli occhi verso un orizzonte rinnovato è la nostra scelta per celebrare Dante con l'arte contemporanea e l'arte pubblica in generale delle quali Firenze da alcuni anni è attiva sperimentatrice”.  - Ha aggiunto l’’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi. 

Infine, il consigliere di amministrazione delle Gallerie degli Uffizi, Valdo Spini, ha osservato: "Dante scrivendo la Commedia in italiano è stato padre della patria. Oggi, nella pandemia, abbiamo bisogno di un approccio unitario: ‘Con miglior corso e con migliore stella’ (Paradiso, I, 40)".

Ultima modifica il Giovedì, 25 Marzo 2021 14:58


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