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Sabato, 17 Aprile 2021 18:10

Apre al Masi di Lugano la prima retrospettiva in Svizzera del pittore e disegnatore Luigi Pericle

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Dal 18 aprile al 5 settembre 2021, il Museo d'arte della Svizzera italiana ospita, a vent’anni dalla morte, un’esposizione che ripercorre il lavoro di ricerca dell'artista attraverso un’accurata  selezione di dipinti, disegni, schizzi, documenti e scritti

Luigi Pericle, Senza titolo (Matri Dei d.d.d.), 1966, tecnica mista su masonite. Collezione Biasca-Caroni. Foto © Marco Beck Peccoz. Luigi Pericle, Senza titolo (Matri Dei d.d.d.), 1966, tecnica mista su masonite. Collezione Biasca-Caroni. Foto © Marco Beck Peccoz.

LUGANO -  Apre domenica 18 aprile, al Museo d'arte della Svizzera italiana di Lugano, la mostra "Luigi Pericle. Ad astra”, realizzata in collaborazione con l’Archivio Luigi Pericle e il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona. 

Pericle Luigi Giovannetti nato a Basilea il 22 giugno 1916, si avvicina alla pittura sin da giovane, frequentando una scuola d’arte che però presto abbandona, in disaccordo con i metodi d’insegnamento. Già durante la giovinezza si occupa di filosofia antica e di religioni dell’Estremo Oriente, divenendo con gli anni un conoscitore del buddismo Zen, del mondo spirituale dell'antico Egitto e della teosofia. Dopo aver raggiunto la notorietà come pittore, Pericle si trasferisce ad Ascona con sua moglie: qui lavora in larga misura in solitudine, dedicando svariati studi al genius loci: l’eredità delle tradizioni spirituali del Monte Verità. Sul patrimonio artistico di Luigi Pericle, salvato dall’oblio grazie al caso, si incentra oggi un progetto di ricerca, restauro, conservazione e catalogazione, gestito dall’associazione no profit "Archivio Luigi Pericle" di Ascona.

La retrospettiva, suddivisa in cinque sezioni,  intende riaccendere i riflettori su un artista che certo studia il passato, ma è rigorosamente contemporaneo nella sua pittura, e nel suo vocabolario si dimostra all’altezza dell’astrazione lirica della seconda École de Paris e dell’arte informale. Molteplici sono le suggestioni di artisti quali Jean Dubuffet, Henri Michaux, Hans Hartung, Pierre Soulages, Maria Helena Vieira da Silva, Julius Bissier e altri che si bilanciano in una sintesi artistica estremamente individuale. 

La mostra documenta, inoltre, il  contesto spirituale dell’arte di Luigi Pericle, i suoi studi di calligrafia, astrologia, teosofia, filosofia Zen, ma anche del canone universale della storia dell’arte.

Ad accompagnare l’esposizione un catalogo a cura di Carole Haensler, Direttrice di Bellinzona Musei e curatrice del Museo Villa dei Cedri, che  include un’introduzione di Tobia Bezzola, Direttore del MASI, e saggi di Andrea e Greta Biasca-Caroni, Presidente e Direttrice dell’Archivio Luigi Pericle, Michele Tavola, Gallerie dell’Accademia, Venezia, e Andreas Kilcher, ETH Zürich, Presidente della Società Europea per lo Studio dell'esoterismo occidentale (ESSWE). Il catalogo, pubblicazione del MASI, è trilingue in italiano, tedesco e inglese.

www.masilugano.ch

 

Ultima modifica il Sabato, 17 Aprile 2021 18:16


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