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Venerdì, 11 Giugno 2021 09:06

Capodimonte celebra Raffaello. Le foto

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L’esposizione, aperta giovedì 10 giugno, grazie alle novità emerse dalla campagna di indagini diagnostiche condotte nel Museo, offre un approccio originale sia alle opere d'arte dell'urbinate, sia al lavoro della bottega dell'artista e a quelle dei suoi seguaci

RAFFAELLO DI GIOVANNI SANTI DETTO RAFFAELLO SANZIO Urbino, 1483-Roma, 1520 Madonna del Divino Amore circa 1516 olio su tavola inv. Q 1930, n. 146 Collezione Farnese - particolare RAFFAELLO DI GIOVANNI SANTI DETTO RAFFAELLO SANZIO Urbino, 1483-Roma, 1520 Madonna del Divino Amore circa 1516 olio su tavola inv. Q 1930, n. 146 Collezione Farnese - particolare

NAPOLI - Fino al 13 settembre 2021, il  Museo e Real Bosco di Capodimonte ospita la mostra Raffaello a Capodimonte: l’officina dell’artista a cura di Angela Cerasuolo e Andrea Zezza. Si tratta di una mostra inedita che permette un differente approccio all’opera di Raffalllo Sanzio (Urbino 1483-Roma 1520) e dei suoi allievi e seguaci.

Il percorso di visita presenta, infatti, non solo un significativo e straordinario corpus di opere, ma anche le novità emerse da una campagna di indagini diagnostiche condotte nel Museo, grazie a importanti collaborazioni istituzionali, illustrate con video esplicativi su monitor presenti in sala.

La grazia di Raffaello rappresenta un momento unico nella storia della sensibilità umana e abbiamo capito grazie alla diagnostica che c’era un grande lavoro, in ogni dettaglio c’è un mondo ed è stata la tecnologia a farcelo capire. Una mostra dovuta non solo per l’importanza nel mondo di Raffaello ma anche per l’importanza di Raffaello qui a Capodimonte, per valorizzare la sua collezione – ha commentato il direttore Sylvain Bellenger, presentando la mostra.

“La collezione di Capodimonte  - ha affermato Andrea Zezza - è davvero una delle collezioni più belle del mondo, lo diceva Winckelmann nel Settecento ma col tempo sembra quasi che si sia dimenticato. Siamo riusciti oggi a valorizzare nuovamente la collezione di Raffaello a Capodimonte e pochi musei al mondo ci avrebbero consentito di allestire con la propria collezione una mostra come questa con opere di Pinturicchio, Perugino, Andrea del Sarto, Giulio Romano, il Ritratto di fra Luca Pacioli e le opere dell’ultima sala con le meravigliose derivazioni”.

“Ringrazio il direttore Bellenger per averci dato la possibilità di lavorare a questa mostra che ci ha consentito di mettere insieme gli studi che stiamo portando avanti da molti anni e che ci ha dato la possibilità di lavorare con diverse istituzioni. - Ha sottolineato Angela Cerasuolo. - La cosa meravigliosa è che i risultati si sono rivelati n totale armonia per il maestro dell’armonia che è Raffaello e la ricchezza di queste opere con tutto quello che ci dicono è finalmente davanti ai nostri occhi in tutta la sua evidenza”.

Capodimonte conserva alcune  opere  autografe  di  grande rilevanza, che permettono di esemplificare i momenti principali della carriera di Raffaello come L'Eterno e la Vergine, due frammenti della Pala di San Nicola da Tolentino (1500-1501) prima opera nota del diciassettenne Raffaello, dipinta per la chiesa di Sant'Agostino di Città di Castello, distrutta alla fine del Settecento, il Ritratto di Alessandro Farnese (1511 circa) il giovane cardinale che tanti anni dopo diventerà il potente papa Paolo III, il Mosé e il roveto ardente (1514) cartone preparatorio eseguito per l’affresco della volta della Stanza di Eliodoro in Vaticano, la Madonna del Divino Amore (1516-18) dipinto tra i più ammirati dell’artista nel corso del Cinquecento, poi caduto nell’obo e sottratto solo recentemente, anche grazie alle indagini scientifiche e al restauro, alla sfortuna critica in cui era caduto nel Novecento.

Ma Capodimonte conserva anche un’opera fondamentale di Giulio Romano, il principale allievo di Raffaello, la Madonna della gatta (1518-1520 ca.?), eseguita seguendo un modello del maestro, e di cui le indagini diagnostiche aiutano a comprendere meglio tanto la complessa genesi esecutiva, quanto le cause dei problemi che ne hanno resa problematica la conservazione. 

La mostra

Il percorso espositivo consente di ripercorrere la carriera dell’Urbinate dagli esordi fino alla maturità, partendo dalla città di Urbino dove Raffaello nacque nel 1483. Urbino è rappresentata, nella prima sala della mostra, dal Ritratto di fra Luca Pacioli con un allievo attribuito a Jacopo de' Barbari, pittore e incisore veneziano. Presenti in questa sezione, dal titolo Una scuola eccezionale: maestri e fratelli maggiori, anche tre dipintche ispirarono il pittore agli inizi della sua carriera.

Il primo è la Natività di Luca Signorelli, allievo di Piero della Francesca poi aiuto del Perugino. Luca non  fu  in  senso  strett un  maestro  per  Raffaello,  m disegni opere giovanili mostrano lammirazione che il giovane provò per il suo stile, caratterizzato da figure fortemente plastiche e monumentali.

Il secondo è la Madonna col Bambino di Perugino, maestro di Raffaello secondo Vasari e infine lAssunta di Pinturicchio, in cui l’artista il meglio di sé nelle teste dei personaggi descritti conprecisione, costruiti su tipi perugineschi, ma con un diverso senso decorativo tratto dallantico. Raffaello dialogò fittamente con lui all’epoca  della pala di Città di Castello.

Raffaello a Capodimonte: dallinizio alla piena maturità presenta un nucleo di opere raffaellesche che può dare un’idea della straordinaria versatilità dell’artista, del suo continuo sperimentare e del lungo cammino percorso nella sua breve e folgorante carriera che lo portò, nell’arco di ventanni, ad aprire strade nuove in ognuno dei generi artistici che praticò, come si pot osservare nei frammenti Eterno Padre e Vergine  della perduta pala d'altare Incoronazione del Beato Nicola da Tolentino, nel Ritratto del cardinale Alessandro Farnese, nel Mosé davanti al roveto ardente cartone preparatori eseguit per  l’affresco  dell volt dell Stanza  di  Eliodoro  in  Vaticano  nella Madonna del Divino Amore dipinto tra i più ammirati dell’artista nel corso del Cinquecento presentato in sala accanto al disegno preparatorio conservato nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Una straordinaria fortuna: derivazioni, variazioni, copie, repliche presenta invece le repliche di molte opere di Raffaello.  La duplicazione delle sue opere sarebbe proseguita nei secoli per la rapida elevazione del ‘divin pittore’ al rango dei modelli dellantichità.

Nell'ultima sala della mostra sono riunite le opere significative di quella straordinaria fortuna che le collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte possono documentare nella loro varietà, a cominciare dalla Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Giovannino, detta Madonna della gatta di Giulio Romano, principale allievo di Raffaello. L'opera, un olio su tavola del 1520 circa, è citata da Vasari una volta come di Raffaello un’altra come di Giulio Romano. Come opera di Raffaello sembra fosse stata acquistata dai Gonzaga, ma da almeno due secoli è considerata il capolavoro di Giulio Romano. Le indagini giustificano queste oscillazioni, mostrando il complesso iter compositivo che ha portato al suo aspetto attuale.

Il percorso espositivo prosegue con altre opere tutte ritenute copie da composizioni di Raffaello ben note, ma molto diverse tra loro: la Madonna del Passeggio, la Madonna di Loreto (o del velo) e la Madonna “Bridgewater. 

In mostra c'è anche un'opera di Daniele da Volterra, olio su carta incollata su tela, del 1545-1550 circa, raffigurante San Giuseppe, copia parziale della Madonna del velo di Raffaello.

Conclude il percorso espositivo il Ritratto di papa Leone X di Andrea del Sarto (da Raffaello),dipinto  tra i più celebri del museo pur essendo una copia. La copia sarebbe stata eseguita per ingannare il duca di Mantova, che aveva richiesto in dono l’originale di Raffaello, e il risultato sarebbe stato tanto perfetto da ingannare anche il suo pittore di corte Giulio Romano, che pure da giovane aveva partecipato all’esecuzione del prototipo.

Foto di Amedeo Benestante

Vademecum

Raffaello a Capodimonte. L’officina dell’artista
10 giugno – 13 settembre 2021
Museo e Real Bosco di Capodimonte
Direttore Generale
Sylvain Bellenger
Progetto mostra
Angela Cerasuolo e Andrea Zezza
Con il patrocinio del
Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio
Coordinamento indagini diagnostiche
Marco Cardinali
Comitato scientifico
Sylvain Bellenger, Marco Cardinali, Angela Cerasuolo, Jill Dunkerton, Ana González Mozo,
Costanza Miliani, Francesco Paolo Romano, Marika Spring, Andrea Zezza
date e orari
10 giugno – 13 settembre 2021, tutti i giorni (chiuso il mercoledì)
dalle ore 8.30 alle ore 19.30
sede
Museo e Real Bosco di Capodimonte, via Miano 2 – Napoli / I piano, sala 5-6-7
biglietti
intero: 10 euro
ridotto per vaccinati alla Fagianeria: 5 euro
ridotto young (18-25 anni): 2 euro
gratuito (0-18 anni) e possessori Artecard
info e prenotazioni: 848 800 288
da cellulare e dall'estero: 06 39967050
www.coopculture.it
prenotazioni tramite app Capodimonte su App store e Google store
per saperne di più
capodimonte.cultura.gov.it
T. + 39 081 7499130
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Ultima modifica il Venerdì, 11 Giugno 2021 10:42


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