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Lunedì, 14 Giugno 2021 14:49

L’arte di Evgeny Antufiev al Museo Etrusco di Villa Giulia. Le foto

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Fino al 26 settembre 2021, l’arte etrusca incontra la creatività contemporanea dell’artista russo nell’esposizione dal titolo “Dead Nations.  Eternal version”

©photo Ela Bialkowska OKNO studio ©photo Ela Bialkowska OKNO studio

ROMA - Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma continua a confrontarsi con l’arte contemporanea. Fino al 26 settembre 2021, le opere di Evgeny Antufiev dialogheranno con il patrimonio archeologico del Museo. 

“Ho cercato fin dal mio insediamento di promuovere un sano dialogo tra il Museo e l'arte contemporanea. - Afferma il Direttore del Museo, Valentino Nizzo - L’ho fatto conoscendo bene il grande fascino esercitato da sempre dall'arte e dalla cultura degli Etruschi nei secoli. Con l'esposizione del giovane e già affermato artista russo Antufiev ci siamo aperti al nuovo millennio con il medesimo obiettivo: rinvigorire l'agency degli Etruschi. Rendere viva e dialogante la loro arte, promuovendo appunto occasioni di dialogo volte a reinterpretarne materia, tecniche e messaggi. Antufiev ha centrato magnificamente questo obiettivo, sia sul piano tecnico e artistico che dal punto di vista ideologico, cogliendo con la sintesi che solo un artista vero è in grado di esprimere i tratti salienti della cultura di un popolo che sapeva guardare alla morte anche come strumento e fonte di rigenerazione”. 

Evgeny Antufiev da sempre esplora l'idea dell'immortalità e della rigenerazione attraverso archetipi che hanno accompagnato l’esistenza e l’immaginazione umana in una storia senza fine. 

Nel suo processo creativo Antufiev ha inoltre cercato di assorbire e metabolizzare contatti e relazioni con molteplici civiltà (da Oriente ad Occidente, dai Fenici ai Greci, ai Cartaginesi). 

In questa particolare occasione l’artista riesce a stabilire un intenso scambio dialogico tra le sue opere e le collezioni del Museo. 

“Le sue ceramiche così come le fusioni - sottolinea Marina Dacci, curatrice della mostra insieme a  Svetlana Marich -  con trame e superfici ossidate e trattate con patine e bagni particolari, evocano antiche scoperte e ci appaiono come ‘dono’ rinvenuto nel sottosuolo. La presenza di figure in trasformazione ben si sposa con il repertorio iconografico etrusco che viene splendidamente illustrato negli oggetti esposti nel Museo di Villa Giulia. L'esito formale è intrigante, labirintico, assolutamente unico: le opere di Antufiev assumono identità ibride, capaci di generare assonanze tra mondi e culture differenti, ma inevitabilmente sono filtrate attraverso la cultura del Paese di provenienza dell'artista, la Siberia, e la tradizione popolare russa nel trattamento dei materiali”.

Ad accogliere il visitatore nel giardino è un obelisco di travertino, un invito alla celebrazione di quel che non può essere inghiottito dall'oblio, di ciò che non può morire. 

Nell’ala specifica del museo che ospita la mostra, i piccoli interventi nelle teche non interrompono le raccolte storiche: Antufiev reinterpreta gli oggetti – originariamente creati per scopi funzionali e decorativi – trasformando la visione di un manufatto in opera d'arte. Molti di questi oggetti rinvenuti nelle tombe a corredo funerario (a testimonianza dell'importanza di un rito di passaggio fondamentale tra vita e morte) offrono un repertorio figurativo comprendente soprattutto animali fantastici  tratti da bestiari orientalizzanti che assumono il significato di guardiani delle tombe: un’iconografia fortemente presente nella ricerca formale di Antufiev.

All’interno del Museo è stata inoltre realizzata una sala museale, uno spazio fittizio in cui l'artista “mette in scena, all'interno di teche e vetrine, relazioni immaginifiche tra oggetti e figure di sua produzione, perlopiù fusioni e terrecotte, un omaggio al raffinato lavoro artigianale etrusco che si è espresso soprattutto con questi materiali”.

©photo Ela Bialkowska OKNO studio

Vademecum

Evgeny Antufiev
Dead Nations. Eternal version
ETRU – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma
a cura di Marina Dacci e Svetlana Marich
11 giugno – 26 settembre 2021
Si prega di segnalare nome e numero di persone all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L’accesso alla mostra è consentito fino ad un massimo di 15 persone alla volta.

Ultima modifica il Lunedì, 14 Giugno 2021 15:19


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