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Martedì, 13 Luglio 2021 13:49

Maurizio Cattelan mette in scena il ciclo della vita in una mostra a Pirelli HangarBicocca. Foto e video

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Il progetto espositivo, che segna il ritorno dell’artista nella città di Milano dopo oltre dieci anni, si sviluppa come una drammaturgia in tre atti, scandita dalle opere Breath, Ghosts e Blind, che danno anche il titolo all’esposizione

Maurizio Cattelan Breath, 2021 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2021 Marmo di Carrara Figura umana: 40 x 78 x 131 cm Cane: 30 x 65 x 40 cm Courtesy l’artista, Marian Goodman Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Agostino Osio Maurizio Cattelan Breath, 2021 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2021 Marmo di Carrara Figura umana: 40 x 78 x 131 cm Cane: 30 x 65 x 40 cm Courtesy l’artista, Marian Goodman Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Agostino Osio

MILANO -  Con “Breath Ghosts Blind  Maurizio Cattelan (Padova, 1960) torna a Milano, negli spazi di Pirelli HangarBicocca, dal 15 luglio 2021 al 20 febbraio 2022

Curata da Roberta Tenconi e Vicente Todolí, la mostra è concepita come una narrazione in tre capitoli, che riprendono le tre parole del titolo, e si sviluppa negli spazi di Pirelli HangarBicocca, rappresentando simbolicamente il ciclo della vita dalla creazione alla morte.

«Il lavoro di Maurizio Cattelan  - spiega Vicente Todolí, Direttore Artistico di Pirelli HangarBicocca e co-curatore della mostra - trasforma una storia o un sentimento in un’esperienza visiva e spaziale. Per la mostra in Pirelli HangarBicocca l’artista ha tramutato l’intera architettura del museo in una dimensione psicologica: in sintonia con la sequenza e la natura dei tre ambienti espositivi – la Piazza, le Navate, il Cubo – le opere si presentano come i capitoli di un film o gli atti di una pièce teatrale, divenendo un unicum».

«“Breath Ghosts Blind”  - aggiunge la Curatrice di Pirelli HangarBicocca e co-curatrice della mostra Roberta Tenconi. -  affronta questioni esistenziali che toccano ciascuno di noi, il ciclo della vita dalla nascita alla morte. Queste sono le ossessioni di Maurizio Cattelan, le sue opere sono antenne sincronizzate con il mondo, capaci di catalizzare la nostra eseprienza della storia, anche quando si tratta di eventi drammatici». 

«L'arte affronta gli stessi temi dall’inizio della storia dell’uomo: creazione, vita, morte.  - Evidenzia Maurizio Cattelan - I temi si intrecciano con l’ambizione di ogni artista di divenire immortale attraverso il proprio lavoro. Ogni artista deve confrontarsi con entrambi i lati della medaglia: un senso di onnipotenza e di fallimento. È un saliscendi di altitudini inebrianti e discese impervie. Per quanto possa essere doloroso, la seconda parte è anche la più importante. Come tutte quelle che l’hanno preceduta, questa mostra è un concentrato di tutti questi elementi».

La mostra 

Il percorso espositivo prende avvio nella Piazza, con  Breath. L'opera, realizzata in marmo bianco di Carrara, è una scultura che rappresenta la figura di un uomo in posizione fetale e un cane, entrambi distesi a terra l’uno di fronte all’altro. La composizione mostra una scena intima, in cui la scala reale dei protagonisti, pur dialogando con i monumentali spazi della Piazza, conserva un senso di raccoglimento e fragilità. L’utilizzo del marmo, materiale per eccellenza della scultura antica, conferisce alla scena un’aura di sacralità e la colloca in uno spazio senza tempo.  In Breath le due figure si trovano a condividere una funzione vitale, quel “respiro” richiamato dal titolo stesso dell’opera che segna anche il momento generativo di ogni ciclo esistenziale.

La vastità delle Navate accoglie invece l’opera Ghosts, nuova versione di un intervento storico dell’artista. Presentata in occasione della 47. e della 54. Biennale di Venezia, rispettivamente con il titolo Tourists (1997) e Others (2011), il lavoro include innumerevoli piccioni in tassidermia, che a dozzine si mimetizzano nell’architettura dell’ex edificio industriale. La loro presenza, che popola travi e anfratti del carroponte, si svela al visitatore solamente nel momento dell’incedere nello spazio, generando un senso di straniamento e inquietudine.

Il terzo e ultimo atto della mostra prende vita nel Cubo e si rivela gradualmente al visitatore, che vi giunge attraverso le Navate. Realizzata in resina nera e composta da un monolite e dalla sagoma di un aereo che lo interseca, l’opera Blind si configura come un memoriale dall’iconografia destabilizzante. Il lavoro si inserisce all’interno di una riflessione pluriennale dell’artista sulla storia – avviata con opere come Untitled (1994) e Now (2004), riferite rispettivamente al rapimento e all’esecuzione del politico Aldo Moro e all’assassinio di John F. Kennedy a Dallas –, e sull’esplorazione del tema della morte, altra costante nella sua pratica artistica, come testimoniano opere come All (2007), una scultura in marmo che rappresenta nove cadaveri anonimi velati da un lenzuolo. Con Blind Cattelan si appropria di un’immagine divenuta parte integrante del repertorio iconografico collettivo, l’attentato dell’11 settembre 2001 al World Trade Center di New York, e la trasforma in un simbolo della perdita e del dolore condivisi. Inscrivendosi nella tradizione di altri monumenti dedicati a eventi storici tragici, quali il Denkmal für die ermordeten Juden Europas (2005) di Peter Eisenman a Berlino, Blind coniuga figurazione e astrazione creando un differente concetto di memoriale. Partendo da un evento drammatico, Maurizio Cattelan riflette sulla violenza della storia più recente e vicina a lui, trasformando un momento tragico in terreno di incontro.

L’illuminazione della mostra è stata concepita dal light designer e direttore di fotografia Pasquale Mari, che vanta una pluriennale esperienza in ambito cinematografico, teatrale e artistico.

In occasione della mostra è stata  realizzata una pubblicazione con Marsilio Editori, in uscita a settembre 2021, che comprende i contributi di Francesco Bonami e Nancy Spector, insieme a una conversazione tra l’artista e i curatori dell’esposizione Roberta Tenconi e Vicente Todolí. La monografia è arricchita da riflessioni legate ai temi di mostra attraverso le voci di filosofi, teologi e scrittori quali Arnon Grunberg, Andrea Pinotti e Timothy Verdon. Completano il volume una ricca documentazione fotografica delle opere esposte e una selezione di testi ripubblicati e tradotti per l’occasione della filosofa e scrittrice Susan Sontag (1933-2004), dell’intellettuale e traduttrice Giustina Renier Michiel (1755-1832) e del poeta e scrittore curdo-siriano Golan Haji.

In autunno seguirà inoltre una rilevante pubblicazione “Index Conversations Maurizio Cattelan”, anch’essa realizzata in stretta collaborazione con l’artista e con Marsilio Editori, che per la prima volta raccoglierà tutte le interviste fatte da Maurizio Cattelan ad altri artisti, pensatori e crativi nel corso degli ultimi vent’anni. Un volume di oltre 500 pagine che raccoglie più di 100 conversazione, dal 2001 ad oggi.

VIDEO Marco Tronchetti Provera, Presidente Pirelli HangarBicocca

VIDEO Vicente Todolí, Direttore Artistico di Pirelli HangarBicocca e co-curatore della mostra, e Roberta Tenconi, Curatrice di Pirelli HangarBicocca e co-curatrice della mostra

Vademecum

Pirelli HangarBicocca, Via Chiese 2, Milano
Aperto tutti i giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 10.30 alle 20.30
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria
Le visite possono essere prenotate tramite il tool dedicato sulla homepage del sito di Pirelli HangarBicocca, a questo link.

Ultima modifica il Martedì, 13 Luglio 2021 14:06


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