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Lunedì, 22 Febbraio 2021 15:51

Padova, all’Oratorio di San Giorgio nuova luce per gli affreschi trecenteschi di Altichiero da Zevio. Foto

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Un nuovo sistema illuminotecnico permette di sperimentare una nuova percezione delle straordinarie decorazioni pittoriche nell’edificio che si affaccia sul sagrato della basilica di Sant’Antonio 

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PADOVA - Il nuovo sistema illuminotecnico realizzato all’interno dell’Oratorio di San Giorgio offre la possibilità ai visitatori di sperimentare una nuova percezione degli straordinari affreschi trecenteschi di Altichiero da Zevio. 

Questo “restauro percettivo” è stato promosso dalla Veneranda Arca di S. Antonio, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e di iGuzzini illuminazione che ne ha curato anche la realizzazione.  La precedente illuminazione, con ingombro visivo tale da disturbare un’adeguata percezione della grandiosità degli affreschi, è stata sostituita da un impianto che si integra perfettamente nell’architettura, garantendo un effetto di assoluta omogeneità della luce.

«La realizzazione di questo progetto – dichiara l’avvocato Emanuele Tessari, Presidente Capo della Veneranda Arca di S. Antonioconsente all’Oratorio di San Giorgio di essere il primo dei siti che partecipano alla candidatura UNESCO ad adottare un sistema illuminotecnico ispirato a quello della Cappella degli Scrovegni contribuendo a rilanciare l'idea di un sistema condiviso di illuminazione per i siti coinvolti aumentandone l'aspetto di coerenza, qualità, coesione, e unicità, quali indicatori di eccellenza. Voglio quindi ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e iGuzzini illuminazione per il loro contributo. Il risultato straordinario di questo lavoro ci ha convinti, inoltre, a realizzare, direttamente e attraverso la ricerca di nuovi sponsor, il “restauro percettivo” anche degli altri due cicli di affreschi presenti in Basilica che partecipano alla Candidatura UNESCO: la cappella di San Giacomo, con le opere di Altichieri da Zevio, e gli affreschi di Giusto de' Menabuoi nella Cappella del Beato Luca Belludi. Tra gli obiettivi della Veneranda Arca di S. Antonio vi è la promozione di iniziative di carattere culturale volte a incrementare le occasioni di scambio tra la Basilica e la città e tra la Basilica e il resto del mondo. Ogni atto concreto che mostri l'interesse della città verso i luoghi candidati, dunque, diventa un indicatore importante del coinvolgimento della comunità tutta».

L’Oratorio di San Giorgio

Commissionato come cappella sepolcrale di famiglia da Raimondino Lupi di Soragna, guerriero e diplomatico al servizio della Signoria dei Carraresi, i lavori di costruzione dell’Oratorio di San Giorgio iniziarono nel 1377 per essere conclusi nel 1384, con la realizzazione del ciclo di affreschi dipinti da Altichiero da Zevio. L’Oratorio può essere considerato una “cappella degli Scrovegni all'altra estremità del Trecento”. La decorazione pittorica, affidata ad Altichiero da Zevio ha, infatti, un punto di riferimento ineludibile nell’impresa giottesca della cappella Scrovegni e come questa culmina in un cielo stellato su cui campeggiano clipei raffiguranti personaggi sacri. In controfacciata sono dipinte le storie della nascita di Gesù (Nascita, Adorazione dei magi, Fuga in Egitto, Presentazione al tempio), sulla parete dell'altare la grande Crocifissione e, sopra, l'Incoronazione della Vergine. Sulle pareti lunghe si svolgono episodi della storia di san Giorgio, di santa Caterina d’Alessandria, e di santa Lucia. Nella parete sinistra, inoltre, ampio spazio è dato alla scena votiva in cui Rinaldino Lupi e la consorte Matilde, genitori del committente, seguiti da altri esponenti della famiglia in vesti militari, si inginocchiano alla Vergine, introdotti da san Giorgio e al cospetto di numerosi santi. Al centro dell’oratorio si ergeva la complessa struttura architettonico-scultorea dell’arca funebre del fondatore, di cui si conserva ancora il sepolcro lapideo.

Riportati alla luce nel 1837, gli affreschi sono stati oggetti di un importante restauro tra 1995 e 1997. Ed ora sono pronti ad accogliere i visitatori che potranno ammirarli sotto una luce nuova.

Ultima modifica il Lunedì, 22 Febbraio 2021 15:56


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