Il mare come ecosistema, patrimonio culturale, risorsa economica, spazio politico e immaginario, bene comune. Dall’11 al 15 febbraio 2026 debutta Un Solo Mare, il primo festival all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone interamente dedicato al mare come spazio vitale, simbolico e politico, un organismo complesso da cui dipende il futuro del pianeta e delle società umane. Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma – con il sostegno di Roma Capitale e una solida rete di partner scientifici nazionali e internazionali – il festival alla sua prima edizione, pone al centro del dibattito il mare, che copre la maggior parte della superficie terrestre e regola equilibri climatici fondamentali, e che entra finalmente al centro di un grande festival multidisciplinare capace di tenere insieme scienza, arte, economia, geopolitica e narrazione. È un passaggio culturale significativo: riconoscere il mare non come sfondo o risorsa da sfruttare, ma come sistema vivo e condiviso, fragile e potentissimo allo stesso tempo.
Scienza, arte, economia, geopolitica e narrazione: il mare visto da diverse angolazioni
Per cinque giorni del Festival Un Solo Mare, Roma diventa un porto simbolico in cui approdano saperi diversi. Ricercatori e divulgatori dialogano con scrittori, musicisti, atleti, esploratori e artisti, dando vita a un racconto corale che attraversa oceani e Mediterraneo. Il festival nasce proprio dall’urgenza di questo confronto: comprendere il mare significa comprendere noi stessi, le nostre economie, i nostri conflitti, le nostre possibilità di futuro. Parlare di mare oggi non è un esercizio poetico, ma una necessità civile. La direzione scientifica affidata a Roberto Danovaro garantisce un impianto rigoroso, capace di tradurre la complessità della ricerca in linguaggi accessibili, senza semplificazioni superficiali. Il programma (programmazione consultabile a questo link )intreccia conferenze, spettacoli, concerti, mostre, laboratori e appuntamenti dedicati alle scuole e alle famiglie, costruendo un’esperienza immersiva che parla a pubblici diversi. Il mare emerge come ecosistema da proteggere, come spazio economico strategico, come teatro di migrazioni e rotte commerciali, come luogo dell’immaginario e della memoria. Dalla crisi climatica alla biodiversità, dall’energia alle trasformazioni delle coste, dalle profondità oceaniche alle tensioni geopolitiche che attraversano gli stretti marittimi, ogni tema restituisce l’idea di un unico sistema interconnesso.
Tante presenze da Giovanni Soldini a Björn Larsson
Un Solo Mare riunisce voci autorevoli e sguardi diversi: dallo scrittore Björn Larsson – con lui l’incontro Storie di mare e di libertà dedicato al suo modo di raccontare il mare: dalle rotte del Nord alle acque del Mediterraneo – alle esperienze sportive e umane di Alessandra Sensini e Giovanni Soldini, che apriranno il Festival con un appuntamento rivolto alle scuole, a Dario Fabbri, grande esperto di geopolitica, fino ai linguaggi coinvolgenti di Elisabetta Dami, creatrice di Geronimo Stilton, e Claudio Sciarrone, sceneggiatore e disegnatore di Topolino, a Andrea Rinaldo, professore emerito e direttore del Laboratoire d’Écohydrologie dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, vincitore del Water Prize 2023, le cui ricerche pionieristiche sulle reti fluviali e la diffusione di specie e patogeni si intrecciano con l’ecologia marina per esplorare le interconnessioni tra ambiente, salute umana e gestione sostenibile delle risorse idriche in un pianeta in trasformazione.
Appuntamenti per le scuole ma anche musica, narrativa e fotografia
Particolarmente forte è l’attenzione alle nuove generazioni. Il festival si apre e si sviluppa con numerosi appuntamenti pensati per le scuole, come “Il grande blu” laboratorio di scrittura a cura di Scuola Holden con lo scrittore Matteo Trevisani. Raccontare il mare ai più giovani significa offrire strumenti per abitare il futuro, stimolare responsabilità e immaginazione, mostrare che la scienza può dialogare con il racconto, il teatro, la musica, il fumetto. Accanto alla dimensione scientifica, Un Solo Mare dà grande spazio alla narrazione e alle arti. Le parole degli scrittori, le immagini dei fotografi, le storie di chi il mare lo attraversa per lavoro, sport o ricerca, costruiscono un mosaico emotivo che affianca i dati e le analisi. La musica diventa voce del mare stesso, come nella proiezione immersiva a cura di Marevivo I suoni che mostrano il mare – documentario che esplora i suoni del mare e l’inquinamento acustico sotto l’acqua – o come nel concerto dell’Orchestra del Mare, dove strumenti nati dal legno delle barche dei migranti trasformano dolore e memoria in un messaggio universale di umanità e connessione. La serata vede la partecipazione dell’Orchestra Pessoa e della Piccola Orchestra dei Popoli unite come Orchestra del Mare in uno spettacolo che si articolerà in tre momenti. Dopo l’introduzione del Maestro Nicola Piovani, ci sarà una parte teatrale in cui l’attore Alessio Boni, accompagnato da musicisti, leggerà Orazione, liberamente tratto dal testo “Memoria del legno” di Paolo Rumiz. Il racconto è la storia di un albero che diventa violino e narra le diverse fasi della sua vita: dalla gioia di essere barca di pescatori alla tristezza di accompagnare come ultimo viaggio gente disperata in cerca di futuro. Infine, un concerto in cui si alternano composizioni di Morricone, Piazzolla, Piovani a brani della tradizione mediterranea, come un’immaginaria navigazione in un mare che unisce e non separa.
Cinque mostre sulla natura del mare
Cinque le mostre previste dal programma del festival: WE ARE SEA (a cura del MAECI), mostra fotografica che racconta la biodiversità e la bellezza dei mari e delle coste italiane, con le immagini di 15 fotografi che vogliono sottolineare l’impegno dell’Italia nella tutela, nella ricerca e nella cooperazione internazionale per il mare; AMERIGO VESPUCCI-ON BOARD! (a cura della Marina Militare), una selezione di scatti in bianco e nero di Carlo Mari che racconta la vita a bordo della nave Amerigo Vespucci durante la traversata atlantica, BANQUETTE ALLA RISCOSSA! (a cura di ISPRA), mostra sulla spiaggia ecologica, rivolta a grandi e piccoli: attraverso l’avventura di Leaf, si scopre l’utilità per la spiaggia e il turismo della Banquette; TOURISM IN THE CLIMATE CHANGE ERA fotografie di Marco Zorzanello: un progetto fotografico che cerca di analizzare gli effetti del cambiamento climatico sul nostro stile di vita; NAVE VESPUCCI-IL VIAGGIO INTORNO AL MONDO (a cura della Marina Militare) fotografie di Massimo Sestini, mostra dedicata alla Nave Vespucci, seguita da lontano da tutti nel suo viaggio intorno al mondo, festeggiata al suo rientro in tanti porti del Mediterraneo; ONLY ONE (a cura di Marevivo), mostra che affronta transizione energetica ed ecologica, economia circolare, inquinamento da plastica e riscaldamento degli oceani, un percorso che evidenzia come la salute di tutti gli esseri viventi dipenda dall’equilibrio tra ambiente naturale e attività umane, e come questo equilibrio possa essere ricostruito solo attraverso un impegno comune e integrato.
Non mancano riflessioni sul Mediterraneo come spazio centrale della storia e del presente, luogo di scambi e fratture, di cooperazione e conflitti. In questo senso, il festival assume anche una valenza politica nel senso più alto del termine: invita a ripensare il mare come bene comune globale, al di là dei confini nazionali, delle logiche estrattive e delle miopie di breve periodo. Le mostre che accompagnano il festival ampliano ulteriormente lo sguardo, offrendo immagini potenti della bellezza e della vulnerabilità dei mari, della vita a bordo delle navi, degli effetti del cambiamento climatico e delle possibilità di una transizione ecologica condivisa. Anche qui il messaggio è chiaro: esiste un solo mare, e la sua salute riguarda ogni essere vivente.








