Nel luogo che custodisce la memoria dell’Impero romano, nel cuore dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, arrivano le sculture senza temo di Constantin Brâncuși, la ponte tra antichità e avanguardia, tra identità nazionale e vocazione universale. Dal 20 febbraio al 19 luglio 2026, Roma accoglie infatti una delle figure fondative della scultura del Novecento, raccontandolo con la mostra “Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito”, esposizione che si inserisce nel programma ufficiale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia con il sostegno dei ministeri della Cultura e degli Affari Esteri dei due Paesi, sotto l’Alto Patronato delle rispettive Presidenze della Repubblica. “La presenza eccezionale a Roma dell’opera di Constantin Brâncuși, figura chiave della scultura romena e europea, è l’espressione di una maturità relazionale d’eccezione tra i nostri Paesi, stanziata da un dialogo costante e da un’affinità culturale sedimentata nel tempo” commenta Gabriela Dancău, Ambasciatrice della Romania nella Repubblica Italiana. Curata da Erwin Kessler, direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania, la mostra celebra i 150 anni dalla nascita di Constantin Brâncuși (1876–1957) proponendo una rilettura che scava alle radici della sua rivoluzione formale.


L’Oltenia e il gesto originario
Il primo asse curatoriale riporta alle origini geografiche e spirituali dell’artista: l’Oltenia, regione rurale della Romania meridionale. Qui Brâncuși si forma a contatto con la tradizione dell’intaglio ligneo, assimilando tecniche e motivi decorativi arcaici che segneranno indelebilmente la sua poetica. La pratica della taille directe – scolpire direttamente nel blocco di legno o di pietra senza mediazioni progettuali affidate ad altri – diventa per lui non solo un metodo, ma una dichiarazione di autonomia. A differenza dello scultore accademico ottocentesco, Brâncuși concepisce ed esegue personalmente ogni fase del lavoro, lasciando nella materia il segno fisico del proprio gesto. È un ritorno alla dimensione artigianale come atto totale, che anticipa la sensibilità dell’avanguardia europea. In mostra, accanto alle opere dell’artista, compaiono colonne lignee torsionate provenienti dalla tradizione popolare dell’Oltenia, testimonianze della continuità tra cultura contadina e invenzione modernista. Quelle forme modulari e spiraliformi troveranno compimento nella celebre Colonna senza fine, parte del complesso monumentale di Târgu-Jiu: un’ascesa ritmica verso l’infinito che traduce un motivo vernacolare in icona universale. “Attraverso capolavori come il Prometeo – dichiara Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati – Brâncuși ci restituisce il senso perduto del sacro e la ricerca dell’essenza metafisica del mondo, fondendo la tradizione arcaica dell’Oltenia con la perfezione della classicità italica”.


Roma e l’idea di perfezione
Il secondo asse della mostra dialoga con il contesto che la ospita: la scultura romana antica. Durante gli anni di formazione, Brâncuși studia a fondo i ritratti e i frammenti classici, cogliendovi un principio fondamentale: partire dalla figura reale per distillarne l’essenza eterna. Opere meno note al grande pubblico, come Testa di ragazzo e Torso, rivelano questa tensione verso una perfezione che non coincide con il dettaglio, ma con la sintesi. Il frammento – una coscia marmorea concepita come resto di una presunta Venere, una testa volutamente “incompiuta” – diventa strategia poetica: l’antico non è citazione, ma campo di sperimentazione. La suggestione archeologica attraversa molte opere di Brâncuși, spesso presentate come reperti ideali di uno scavo immaginario. Il mito, la memoria paleocristiana, la sacralità arcaica si fondono in lavori come Preghiera, dove la figurazione simbolica sembra già proiettarsi verso l’astrazione.


Verso l’essenza: la nascita della modernità
Dalle radici romene e dalla lezione romana prende forma una sintesi sorprendente. La mostra segue l’evoluzione che conduce Brâncuși dalla figurazione simbolista alle forme pure che lo consacreranno protagonista della modernità. Capolavori come Mademoiselle Pogany e Prometeo segnano il passaggio decisivo: il volto si riduce a ovale levigato, il mito diventa ellisse luminosa. Nella Sedia della serie della Tavola del Silenzio, elemento del complesso di Târgu-Jiu, la geometria si fa ritmo e misura, costruendo uno spazio mentale prima ancora che fisico. In questo percorso, Brâncuși unisce due tradizioni apparentemente inconciliabili – l’arcaismo popolare romeno e il classicismo romano – per generare una concezione radicalmente nuova della forma.

INFO:
Mostra Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito
Dove Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali
Quando 20 febbraio 2026 – 19 luglio 2026
Preview Stampa 19 febbraio 2026 ore 11.00
Inaugurazione 19 febbraio 2026 ore 18.30
Orari Tutti i giorni 9.30-19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietti:
Biglietteria In considerazione dell’offerta aggiuntiva rappresentata dalla Mostra oggetto del presente Schema di Convenzione, dal 20 febbraio 2026 al 19 luglio 2026 la bigliettazione dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali sarà articolata secondo le seguenti tariffe:
Biglietto integrato Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali + Mostra per i non residenti a Roma:
€ 19,50 intero;
€ 14,00 ridotto.
Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Ingresso con biglietto gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana previa presentazione in biglietteria della carta di identità.
Ingresso gratuito per i cittadini romeni e della Repubblica di Moldova presenti a Roma, sia in veste di residenti che di turisti, previa esibizione di valido documento di identità per l’intera durata della Mostra.
Non sarà attivato un biglietto solo Mostra
Promotori Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati
In collaborazione con Ministero degli Affari Esteri di Romania
Ministero della Cultura della Romania
Con il patrocinio di Ministero della Cultura
Organizzazione Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Ambasciata di Romania in Italia
Museo Nazionale d’Arte della Romania
Partenariato di Museo d’Arte Nazionale di Craiova
Museo Distrettuale Gorj “Alexandru Ştefulescu”
Mostra a cura di Erwin Kessler
Supporto tecnico Civita Mostre e Musei Spa e Zètema Progetto Cultura
Info mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.30 – 19.30)
www.zetema.it; www.mercatiditraiano.it; www.museiincomune.it








