Un calendario internazionale di mostre e inaugurazioni museali attraversa l’Europa e gli Stati Uniti, offrendo uno sguardo privilegiato su alcuni dei protagonisti assoluti della storia dell’arte, dal Rinascimento alla contemporaneità. Un viaggio culturale che si snoda per città, ognuna al centro di un progetto espositivo di grande rilievo.
Parigi
Al Grand Palais va in scena l’ultimo, straordinario capitolo della ricerca di Henri Matisse. La mostra Matisse. 1941–1954 (24 marzo – 26 luglio)dedicata agli anni dal 1941 al 1954 concentra l’attenzione su una fase segnata da sperimentazione e libertà espressiva. Pittura, disegno, scultura e soprattutto i celebri papiers gouaches découpés raccontano un artista che, nonostante le difficoltà fisiche, rinnova radicalmente il proprio linguaggio. Oltre duecento opere testimoniano un approccio aperto e multidisciplinare, in cui il colore diventa forma e ritmo, anticipando sensibilità che segneranno l’arte del secondo Novecento.

Henri Matisse,
Nube bleu II , 1952
Basilea
La Fondation Beyeler dedica per la prima volta una grande monografica a Paul Cézanne, concentrandosi sugli anni della piena maturità. I dipinti e gli acquerelli in Paul Cézanne (25 gennaio – 25 maggio)rivelano la tensione costante tra osservazione della natura e costruzione formale. Dai paesaggi della Provenza alle innumerevoli variazioni sulla Montagna Sainte-Victoire, fino ai ritratti e alle scene di bagnanti, emerge il percorso di un artista che ha ridefinito il rapporto tra colore, luce e volume, ponendo le basi dell’arte moderna.

New York
La primavera newyorkese si apre con due appuntamenti di portata storica.
Al Metropolitan Museum of Art, una grande esposizione ripercorre l’intera carriera di Raffaello, mettendo in dialogo disegni, dipinti, arazzi e arti decorative. L’esposizione Raphael: Sublime Poetry (29 marzo – 28 giugno) restituisce la complessità di un genio rinascimentale capace di fondere grazia, equilibrio e profondità intellettuale, accostando capolavori universalmente noti a opere raramente visibili. “Raffaello: Poesia sublime – informa il Metropolitan Museum of Art in una nota – è la prima mostra completa su Raffaello negli Stati Uniti, che riunisce oltre 200 dei più grandi capolavori dell’artista e tesori raramente esposti al pubblico per illuminare lo splendore della straordinaria creatività di Raffaello. Dalle origini a Urbino all’ascesa a Firenze, dove iniziò ad affermarsi come pari di Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino al suo ultimo prolifico decennio alla corte papale di Roma, questa presentazione riunisce importanti disegni, dipinti e arazzi provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Europa e degli Stati Uniti, molti dei quali non sono mai stati esposti insieme. Con particolare attenzione alla rappresentazione delle donne da parte di Raffaello, dal suo uso di modelle nude per la prima volta nell’arte occidentale alle sue tenere raffigurazioni della Madonna col Bambino, e alle recenti scoperte scientifiche effettuate utilizzando tecnologie all’avanguardia”.
Al MoMA, invece, torna protagonista Marcel Duchamp con una retrospettiva che attraversa sessant’anni di attività. Pittura, scultura, fotografia, cinema e ready-made raccontano la radicalità di un artista che ha messo in discussione l’idea stessa di opera d’arte, aprendo nuove strade alla creatività del XX secolo. “Con circa 300 opere, questa mostra segna la prima retrospettiva dell’artista negli Stati Uniti dal 1973- introduce il MOMA che sarà il primo museo ad ospitare la mostra che proseguirà il suo percorso espositivo prima al Philadelphia Museum of Art dal 10 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 e poi al Grand Palais di Parigi nella primavera del 2027, dove sarà coprodotta dal Centre Pompidou e dal GrandPalaisRmn. – Nel mezzo secolo trascorso, gli studi sulla celebre opera enigmatica dell’artista sono fioriti, così come miti e pregiudizi. Questa mostra offre un resoconto completo della poliedrica carriera di Duchamp, che ha attraversato tutti i media dal 1900 al 1968, offrendo al pubblico di oggi la prima opportunità di ammirare l’intera portata della sua produzione creativa”.

Rotoreliefs (dischi ottici) . 1935, pubblicato nel 1953. Uno di una serie di sei litografie offset, foglio (diametro): 7 7/8″ (20 cm). Editore: Enrico Donati. Stampatore: non identificato. Edizione: 1.000. Dono del signor e della signora Howard Sumers Conant. © 2025 Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Parigi/Estate of Marcel Duchamp
Ancora al MOMA Frida e Diego: L’Ultimo Sogno celebra Frida Kahlo e Diego Rivera , due delle icone più amate dell’arte messicana del XX secolo, in una collaborazione unica nel suo genere con il Metropolitan Opera. Presentata in concomitanza con la nuova produzione del Met di El Último Sueño de Frida y Diego (14 maggio – 5 giugno 2026), composta da Gabriela Lena Frank su libretto di Nilo Cruz, la mostra presenta opere d’arte di Frida Kahlo e Rivera in un’elaborata installazione progettata da Jon Bausor, scenografo e co-costumista dell’opera. Sia per l’opera che per la mostra, Bausor intreccia riferimenti visivi tratti dalle vite e dalle opere degli artisti nei suoi allestimenti teatrali.
Londra
La capitale britannica si conferma uno dei centri più vitali del panorama artistico internazionale.
Alla National Gallery, una mostra senza precedenti riunisce tutti i nove ritratti noti di Jan van Eyck, che costituiscono la metà delle sue opere sopravvissute in tutto il mondo, offrendo uno sguardo ravvicinato su un maestro che ha rivoluzionato il genere attraverso un realismo intenso e profondamente umano. Van Eyck: The Portraits (21 novembre – 11 aprile 2027) porta in mostra volti di mercanti, artigiani e familiari che restituiscono una società lontana dalle rappresentazioni ufficiali del potere. La National spiega così l’eccezionalità della mostra: “Preziosi e fragili, i dipinti di van Eyck raramente viaggiano, incluso ”
Il ritratto dei coniugi Arnolfini” . Questo è uno dei dipinti più popolari della nostra collezione e ha lasciato la Galleria solo una volta in oltre 100 anni. La mostra segna la prima e unica volta in cui queste opere possono essere riunite. E questa incredibile esposizione può avvenire solo qui, alla Galleria”.
La Tate Modern , dove fino ad aprile rimarrà in esposizione Turner and Constable, dedicata ai due straordinari artisti britannici, ospita nel 2026 due grandi progetti: l’ampia retrospettiva Tracey Emin: A Second Life” (27 febbraio – 31 agosto), che attraversa quarant’anni di lavoro tra installazioni, video, neon e pittura, e la mostra su Frida Khalo costruita come un racconto della nascita di un’icona culturale e politica. Frida: The Making of an Icon (25 giugno – 4 gennaio 2027) presenterà opere dell’artista che presentano i suoi “molti aspetti”: la moglie devota, l’intellettuale, l’artista moderna e l’attivista politica. Con oltre 130 opere, tra cui alcuni dei suoi dipinti più noti, la mostra presenterà anche documenti, fotografie e cimeli tratti dagli archivi di Frida, oltre alle opere di oltre 80 suoi contemporanei e artisti delle generazioni successive che ha ispirato. In entrambe emerge il tema dell’identità, del corpo e della memoria personale come strumento di espressione universale.

Senza titolo [Autoritratto con collana di spine e colibrì] , 1940. Olio su tela montata su tavola. Collezione d’arte messicana Nickolas Muray, 66.6. Harry Ransom Center.
Alla Serpentine Gallery, David Hockney (12 marzo – 23 agosto)presenta nuove opere accanto a lavori recenti. La mostra è concepita in stretta collaborazione con l’artista e porta per la prima volta a Londra il celebre fregio di Hockney, lungo novanta metri, A Year in Normandie. Ispirata all’Arazzo di Bayeux, che sarà esposto al British Museum nel 2026, questa monumentale opera cattura il mutare delle stagioni nell’ex studio dell’artista in Normandia. Nel contesto della mostra alla Serpentine Gallery , apre un dialogo con la natura circostante dei Kensington Gardens.
La National Portrait Gallery, infine, dedica a “Lucian Freud: Drawing into Painting” (12 febbraio – 3 maggio) un percorso che mette in luce il ruolo centrale del disegno nel processo pittorico dell’artista, svelando il rigore e l’intensità del suo sguardo realistico.

Rotterdam
Il panorama culturale europeo si arricchisce con l’apertura del nuovo Nederlands Fotomuseum. Ospitato nello storico magazzino Santos, restaurato e riconvertito, il museo custodisce una delle più grandi collezioni fotografiche al mondo. Il Santos Building fu costruito tra il 1901 e il 1902 per immagazzinare il caffè spedito dal porto brasiliano di Santos ai Paesi Bassi. È uno dei magazzini meglio conservati dei Paesi Bassi, con interni ancora in gran parte originali. Durante la ristrutturazione, gli architetti si sono concentrati sul ripristino della struttura e del carattere storico dell’edificio. Le mostre inaugurali raccontano, da un lato, quasi due secoli di trasformazioni urbane della città attraverso la fotografia e, dall’altro, riscoprono la cianotipia come tecnica storica e linguaggio contemporaneo. La collezione comprende opere di fotografi che vivono e lavorano nei Paesi Bassi, nonché di fotografi olandesi durante i loro viaggi all’estero. L’attenzione è rivolta alla fotografia analogica e documentaria del XX secolo.









