Uno dei dipinti più affascinanti e misteriosi del Rinascimento italiano, il Bambin Gesù delle Mani di Pinturicchio arriva da oggi a Sarzana, dove rimarrà esposto fino all’11 gennaio 2026, al Museo Diocesano.
Realizzata negli ultimi anni del Quattrocento a tempera arricchita da inserimenti di foglia d’oro e da rilievi in cera dorata, la pittura è un frammento di una composizione più grande che doveva originariamente includere altre due figure. Arriva in mostra a Sarzana in occasione delle festività natalizie grazie alla collaborazione tra il Comune di Sarzana e l’MetaMorfosi, offrendo l’occasione di vedere da vicino un’opera rara e preziosa, solitamente custodita nelle collezioni Lemme. «Il Bambin Gesù delle Mani proviene dalla stanza privata o cubicolo del Pontefice Alessandro VI del Palazzo vaticano che fu decorata da Pinturicchio tra il 1492 e il 1494 – spiega la curatrice della mostra Claudia La Malfa – e rappresenta una delle più intense rappresentazioni eseguite nel Rinascimento del mistero dell’incarnazione».

La mostra dedicata al Pinturicchio a Sarzana è allestita in uno spazio all’interno del Museo Diocesano che valorizza il dialogo tra arte, storia e spiritualità. I visitatori potranno avvicinarsi all’opera attraverso pannelli, approfondimenti e un racconto pensato per rendere accessibile la lettura del dipinto, dal contesto storico alle peculiarità stilistiche che rendono l’opera una delle più affascinanti del Rinascimento italiano. «La nostra città non è una cornice casuale per questo capolavoro – spieg la sindaca di Sarzana Cristina Ponzanelli – L’arrivo di quest’opera, nata nel cuore pulsante del Rinascimento e custodita nella stanza privata di Alessandro VI Borgia, stabilisce un ponte ideale e storico tra le grandi capitali della Cristianità e la nostra realtà cittadina».
La mostra del bambino Gesù – conclude Pietro Folena presidente di MetaMorfosi che ha organizzato l’evento – è uno splendido omaggio per il Natale e le festività ai fedeli e alla città candidata a Capitale della Cultura per il 2028 e ai turisti che amano il fascino di questa città e e di questo territorio così carico di storia».








