Nel 2026 ricorrerà il centenario della scomparsa di Claude Monet, morto il 5 dicembre 1926 nella sua casa di Giverny. A cento anni di distanza, i paesaggi che hanno nutrito la sua rivoluzione pittorica – tra Normandia e regione parigina – tornano protagonisti con un calendario di iniziative che promette di trasformare l’intero territorio in un grande atelier a cielo aperto.
Un anno di celebrazioni tra Normandia e Parigi
A partire dalla primavera 2026, oltre cento appuntamenti renderanno omaggio all’eredità del maestro dell’Impressionismo. Mostre, itinerari tematici, navigazioni fluviali, concerti e incontri culturali animeranno città come Rouen, Le Havre, Honfleur e Parigi, oltre ai borghi lungo la Senna tanto amati dall’artista. Momento centrale sarà il Festival Impressionista Normandia (29 maggio – 27 settembre 2026), che dedicherà la sua edizione al giardino di Giverny. Non solo luogo privato ma opera totale, il giardino rappresentò per Monet un laboratorio di luce e colore, anticipando le soglie dell’astrazione. Una sessantina di artisti contemporanei internazionali ne offriranno una rilettura attuale, intrecciando arte, natura e nuove sensibilità. Diversi nomi sono già stati annunciati nel programma, tra cui Ai Weiwei, Céleste Boursier-Mougenot, Fujiko Nakaya, Jacques Perconte, Julien des Monstiers, Lionel Sabatté, Mika Ninagawa, Noémie Goudal, Sarah Moon, Studio Drift e Tanja Smeets. Parallelamente, le grandi collezioni parigine – dal Musée d’Orsay al Musée de l’Orangerie, fino al Musée Marmottan Monet – dialogheranno con i musei normanni, offrendo una panoramica completa sull’evoluzione del pittore.
Sulle tracce di Monet: esperienze tra arte e paesaggio

Il modo più autentico per celebrare il centenario sarà però camminare – o pedalare – nei luoghi che accesero la sua visione. Lungo la costa nei pressi di Dieppe e Varengeville-sur-Mer, il sentiero GR® 21 regala scorci sulle falesie bianche e sul mare mutevole che ispirarono Il mare a Varengeville. Qui l’Impressionismo si comprende con i sensi: la luce cambia di minuto in minuto, i colori si accendono e si spengono sotto il vento dell’Atlantico. A Sainte-Adresse, elegante località balneare, basta sedersi fronte mare per ritrovare l’atmosfera della Terrazza a Sainte-Adresse. Un aperitivo al tramonto diventa un viaggio nel tempo, tra vele, cielo e orizzonti vibranti. A Rouen, la maestosa Cattedrale di Rouen domina ancora il centro storico. Monet ne dipinse oltre trenta versioni, inseguendo le metamorfosi della luce sulla pietra. Dopo aver osservato la facciata dal vivo, una visita al Musée des Beaux-Arts de Rouen permette di cogliere la portata di quella ricerca: non il monumento in sé, ma l’impressione fuggevole che esso suscita. Sulla Côte Sainte-Catherine, poco sopra la città, un picnic con vista sulla Senna rievoca le ampie vedute urbane che Monet tradusse in vibrazioni cromatiche. Il paesaggio, ancora oggi, sembra un dipinto en plein air.

Le origini dell’Impressionismo
A Le Havre, davanti alle ampie vetrate del MuMa – Musée d’Art Moderne André Malraux, si comprende come tutto ebbe inizio. Qui nacque Impression, soleil levant, la tela che diede nome al movimento e cambiò la storia dell’arte. La luce naturale che invade le sale dialoga con le opere, restituendo intatto lo spirito di quella rivoluzione. Poco distante, tra Fécamp e Les Petites-Dalles, la Costa d’Alabastro offre tramonti infuocati sulle scogliere. È facile immaginare Monet mentre lavora rapidamente, cercando di trattenere l’istante prima che svanisca.

Giverny, cuore pulsante del centenario
Il pellegrinaggio culmina nella Casa e giardini di Claude Monet a Giverny. Visitare il complesso alle prime ore del mattino significa entrare in una dimensione sospesa: il ponte giapponese, lo stagno delle ninfee, le fioriture orchestrate come tavolozze viventi. Da quelle acque nacquero le celebri Ninfee, oggi ammirabili in forma monumentale all’Orangerie di Parigi. Per un’esperienza più intima, a Vernon il Musée Blanche Hoschedé-Monet custodisce opere che raccontano il lato familiare e quotidiano dell’artista. Raggiungerlo pedalando lungo l’itinerario della Senna significa ripercorrere idealmente le rotte della sua barca-atelier. Infine, a Honfleur, la storica La Ferme Saint-Siméon – un tempo rifugio di pittori – invita a unire arte e gastronomia. Laboratori di pittura all’aperto permettono di sperimentare la pratica dell’en plein air, lasciandosi guidare dalla stessa luce che sedusse Monet. Per approfondire e trovare tutte le informazioni necessarie ad organizzare il viaggio si può consultare il sito ufficiale dell’Agenzia Nazionale del Turismo.








