Luci basse, brusio contenuto, e il marmo – quel marmo bianco e immobile che da sempre incrociamo con lo sguardo quando passiamo veloci sul Lungotevere – è ancora una volta candido e silenzioso. Poi, letteralmente, la pietra si accende. E la storia prende voce. L’Ara Pacis, il monumento delle gesta immortali di Augusto primo imperatore dei romani, prende vita con L’Ara si rivela, il nuovo progetto multimediale che trasforma la visita di questo simbolo della Roma imperiale in un’esperienza immersiva, quasi teatrale. Non è solo un percorso museale ma un viaggio stratificato nel tempo che restituisce al monumento la sua vocazione originaria: raccontare il potere di Roma.


Il primo impatto è visivo, ma ciò che colpisce davvero è la progressione. Nulla è immediato, tutto si svela per gradi. Sul fronte principale, mentre le luci scorrono sulle superfici, emergono le figure fondative: Enea, saldo e solenne, e poco più in là i gemelli Romolo e Remo, nutriti dalla lupa sotto il fico. In una narrazione continua il percorso si sposta lungo i fregi laterali raccontando una lunga e strutturata processione scolpita, immobile da duemila anni ma capace di ritrovare, per un attimo, movimento. Magistrati, sacerdoti, donne, bambini: la Roma di Ottaviano Augusto si dispiega come un corteo. Le voci in cuffia – in italiano e in inglese – raccontano i personaggi di allora, conosciuti dai manuali di storia attraverso le loro imprese o per le vicende passionali che animarono la corte imperiale: Marco Vipsanio Agrippa, Antonia Minore, Druso Maggiore.

Il colore fa rivivere una nuova Ara Pacis
Ma ovviamente è il colore, restituito attraverso le ricostruzioni tecnologiche che si basano su fonti e rappresentazioni arrivate dall’antichità, a suscitare l’emozione maggiore. Per chi ha sempre visto l’Ara Pacis nel suo bianco candore, ritrovarla coloratissima e luminosa è quasi uno shock. Non un colore arbitrario, ma frutto di studi, analisi, confronti con la pittura romana – quella pompeiana, soprattutto. I marmi si animano di rossi, verdi, azzurri. I dettagli, invisibili per secoli, riemergono.
Il momento più sorprendente arriva sul retro, dove la narrazione si fa quasi lirica. La figura di Tellus – madre, terra, origine – appare seduta, avvolta da una vegetazione che, grazie al videomapping, torna a essere rigogliosa. Foglie d’acanto, fiori di zafferano, rose, ninfee. E tra loro, nascosti, piccoli animali: serpenti, uccelli, farfalle. Due cigni bianchi, ad ali spiegate, emergono come segni di grazia in un equilibrio perfetto tra natura e potere. Tutti gli effetti speciali sono il risultato del lavoro congiunto degli otto videoproiettori, della regia invisibile del sistema digitale, della sincronizzazione perfetta. Fino all’ultima tappa che rompe l’incanto antico e ci trascina nelle vicende successive del monumento: l’interramento, il lungo silenzio, la riscoperta rinascimentale, gli scavi tra Ottocento e Novecento, a ricordarci che ciò che vediamo oggi è il risultato di una storia complessa, fatta di perdite e recuperi, di oblio e ostinazione.


Ogni fine settimana le visite serali
Da questo fine settimana, l’Ara Pacis si offrirà così, nelle ore serali, ai visitatori che vogliano avvicinarsi a uno dei monumenti più noti della città. Il percorso si inserisce chiaramente in una tendenza sempre più diffusa nei musei: integrare strumenti digitali per rendere il patrimonio più leggibile, soprattutto in contesti complessi come quello dell’arte antica. A partire da venerdì 27 marzo anche la storia dell’Ara Pacis si potrà leggere con un linguaggio più accessibile e coinvolgente, senza rinunciare al rigore scientifico. Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato e gestito da Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni SpA con Luca Scarzella. La Direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
La visita si svolge a piccoli gruppi (massimo 25 persone) ed è articolata in quattro tappe, distribuite lungo il perimetro del monumento e con un passaggio anche all’interno dell’ambulacro. La durata complessiva è di circa 45 minuti. Gli ingressi sono programmati ogni ora, tra le 20.00 e le 23.00, nelle serate di venerdì, sabato e domenica (orari destinati a variare nei mesi estivi). È prevista la presenza di un operatore che accompagna il gruppo, mentre l’ascolto avviene tramite cuffie in italiano o in inglese. Dal punto di vista tecnico, il sistema utilizza videoproiettori 4K e una regia digitale che sincronizza immagini, luci e audio.


INFO
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
Orario: venerdì, sabato e domenica con la seguente articolazione:
dal 27 al 29 marzo e dal 3 al 6 aprile: dalle 20.00 alle 22.00
dal 10 aprile: dalle 21.00 alle 23.00
Durata: circa 45 minuti
Per maggiori informazioni e dettagli su biglietti, tariffe e riduzione consultare il sito www.arapacis.it oppure telefonare al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00).








