Presentato questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, il consigliere diplomatico del ministro Giuli Clemente Contestabile e la direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando. Al centro, la visione Terre Immerse: un percorso che attraverserà l’intero 2026 articolandosi in quattro direttrici tematiche – Stratificazioni, Isolamenti, Contaminazioni e Transumanze – come altrettante immersioni nella complessità mediterranea.
Stratificazioni: il tempo come archivio verticale
Il primo movimento guarda al tempo. Matera, con la sua morfologia scavata nella roccia, si propone come archivio vivente delle civiltà mediterranee. Tra gli appuntamenti più attesi, la mostra del fotografo Mimmo Jodice, maestro dello sguardo sull’antico, e l’esposizione permanente dedicata alla città nella storia della fotografia. Il racconto orale troverà spazio in un festival dedicato alla tradizione narrativa, mentre la dimensione cosmica chiuderà idealmente il capitolo con “Matera Cielo Stellato”, un evento che trasformerà l’osservazione del firmamento in esperienza poetica collettiva.
Isolamenti: lo spazio come risorsa
La seconda immersione ribalta l’idea di marginalità geografica. Le aree interne, spesso percepite come periferie, diventano laboratori di resilienza e spiritualità. La Festa internazionale del Vicinato e le letture collettive e multilingue del Cantico delle Creature metteranno al centro la comunità come presidio culturale. Non mancherà un confronto scientifico di respiro globale con la conferenza “Mediterraneo, hub del cambiamento climatico”, che analizzerà il bacino come osservatorio privilegiato delle trasformazioni ambientali. Lo spazio, dunque, non come confine ma come campo di possibilità.
Contaminazioni: la società come crocevia
Il cuore sociale del programma è dedicato al meticciato culturale. Suoni Mediterranei unirà in residenza musicisti lucani e artisti provenienti da Tétouan, città marocchina che condivide il titolo di Capitale Mediterranea 2026, in un dialogo sonoro capace di superare le frontiere. Accanto alla musica, una grande mostra su Adriano Olivetti indagherà il rapporto tra impresa, comunità e territorio, rileggendo l’utopia industriale come modello possibile per il Sud contemporaneo. Il calendario comprenderà inoltre festival dedicati al dialogo interculturale, ai giochi di strada, al design e alla cooperazione euromediterranea nel restauro, con il coinvolgimento dell’Istituto Centrale del Restauro di Matera. “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” accenderà i riflettori sull’appartenenza mediterranea e sulla vocazione culturale delle aree interne del Meridione – le parole del messaggio di saluto inviato alla conferenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. – È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del “Piano Olivetti”, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori d’Italia. E non è un caso che una delle principali iniziative promosse da Matera Capitale Mediterranea 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti. Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione”.
Transumanze: il movimento come creazione
La sezione conclusiva è dedicata al movimento, inteso come migrazione di idee e linguaggi. Italian Screens, summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo, riunirà produttori, istituzioni e operatori per favorire coproduzioni e reti internazionali. Le “Transumanze” attraverseranno anche la dimensione digitale con la mostra immersiva “The sea is closer than you think”, esplorazione tra realtà virtuale e intelligenza artificiale generativa. Il viaggio continuerà con “Atlanti babelici: la biblioteca errante” e con la conferenza Ex Med sulle politiche strategiche del Mediterraneo. Le onde radiofoniche di Materadio, storica festa di Radio3, amplificheranno il racconto oltre i confini fisici della città. A suggellare simbolicamente il percorso sarà la Porta della Speranza, opera site-specific realizzata in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede: una soglia concreta e ideale dedicata al dialogo interreligioso.
Un anno che si apre come un cantiere
Il 20 marzo 2026, in coincidenza con la Giornata Internazionale della Felicità, l’inaugurazione trasformerà Matera in un laboratorio diffuso. Il Teatro Duni – progettato dall’architetto Ettore Stella e inaugurato nel 1949 – riaprirà straordinariamente come “cantiere-evento”, restituendo alla città un simbolo della sua modernità. Al tramonto, lo spettacolo si sposterà nei Rioni Sassi: da Piazza San Pietro Caveoso un gioco di droni illuminerà la Gravina come uno specchio di luce, mentre sulla Rupe del Monterrone una performance tra suoni e proiezioni fonderà pietra millenaria e tecnologia contemporanea.
La comunità come protagonista
Trasversale a tutto il programma sarà il sistema di residenze artistiche multidisciplinari, che porterà a Matera creativi provenienti dall’area euromediterranea chiamati a produrre opere originali e a dialogare con il territorio. Fondamentale anche il Bando Eventi Capitale Mediterranea 2026, che riattiverà il modello partecipativo già sperimentato nel 2019, coinvolgendo associazioni e operatori locali in un processo di coproduzione culturale. Il 28 novembre 2026, nella Giornata del Mediterraneo, la cerimonia conclusiva tirerà le somme di un anno di attività.








