È ufficiale. L’Ecce Homo di Antonello da Messina, un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati dove da un lato è raffigurato un intenso “Ecce Homo”, con Cristo coronato di spine, e dall’altro un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso, è stato acquistato dallo Stato italiano. La conferma, dopo giorni di indiscrezioni, arriva direttamente dal Ministero della Cultura con una nota del Ministro Giuli: «Il Ministero della Cultura conferma l’acquisizione del quadro “Ecce Homo” di Antonello da Messina, trapelata da indiscrezioni giornalistiche e confermata dalla casa d’aste Sotheby’s». Giuli conferma anche, tramite la Direzione generale Musei, la somma di 14,9 milioni di dollari con cui il MIC ha ottenuto l’opera da Sotheby’s, la storica casa d’aste internazionale attiva nel mercato dell’arte.

Un unicum per il Ministro Giuli
«È un’operazione di altissimo livello culturale: abbiamo atteso qualche giorno nel comunicarla per rispetto nei confronti delle autorità deputate a registrare il contratto di acquisto – ha aggiunto il ministro. – L’opera rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo».
Il dipinto, che per le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione una per ogni facciata fa pensare ad un uso devozionale privato, era stato ritirato da Sotheby’s poco prima essere battuta all’asta proprio per il forte interesse manifestato dallo stato italiano che per averlo ha pagato una cifra non molto lontana da quella della stima iniziale: 15 milioni di euro. Valutazione in parte dovuta alla rarità delle opere di Antonello da Messina: sono infatti arrivate fino ad oggi soltanto una quarantina di opere tra cui questo dipinto realizzato dall’artista intorno al 1460 dopo il ritorno a Messina. È il primo di una serie di Ecce Homo dipinti da Antonello: le altre versioni sono conservate al Met di New York, Palazzo Spinola a Genova e il Collegio Alberoni a Piacenza mentre della quarta, conosciuta solo attraverso foto, si sono perse le tracce.








