La Casa Natale di Giovanni Pierluigi da Palestrina si affaccia sull’attuale omonimo vicolo, ed è identificale con il ruolo dignitoso della famiglia che lo aveva cresciuto. Articolata su tre livelli, di origine quattro-cinquecentesca è stata oggetto di restauro conservativo da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali – Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici (arch. Pentrella), che nel 1994 l’ha concessa alla Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina, Centro Studi di rilievo internazionale, affinché vi organizzasse la propria sede e tutte le strutture scientifiche ed espositive, compresa l’importante biblioteca.

Entrando nell’edificio, a livello del Vicolo Pierluigi, sono visitabili i locali “di servizio”, originariamente adibiti a stalla, cantina, legnaia e depositi vari. Sulla sinistra si trovava l’orto, che il progetto di restauro ha voluto riadattare ad auditorium all’aperto. Nel locale di destra è percorribile la Mostra Biografico-iconografica, curata da Johann Herczog ed Andrea Fiasco, con immagini che illustrano l’iter biografico, artistico ed editoriale del Palestrina dal 1525 (l’anno di nascita) al 1594, in cui cessò di vivere. Luoghi, piante, ritratti, affreschi, dipinti, frontespizi per un conciso e diretto contatto del visitatore col mondo storico-artistico del Princeps Musicae.
Particolarmente suggestiva è la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, visibile attraverso l’originaria apertura, ora protetta da un cristallo. Una rampa di scale conduce al primo piano. Nella Sala Cingolani si tengono i seminari, le conferenze e i piccoli concerti. Questa parte della casa è arredata con vetrine e mobili antichi, dono di Augusto e Giovanna Barberini, principi di Palestrina. Nel salottino di rappresentanza, ove sono sistemati mobili del ‘600 della donazione anzidetta, sopra il divano è posto un ritratto originale ad olio (1580 ca, dono Barberini) e, accanto, la riproduzione del più antico ritratto del compositore (l’originale è nella collezione privata di Michael D’Andrea, Laurenceville, USA), oltre ad altri ritratti del Pierluigi. Dal salone si accede ad un cortiletto interno con l’antico pozzo sovrastante la cisterna.

Al secondo piano è ordinata la biblioteca, comprendente circa settemila volumi di interesse musicale e musicologico con un settore specializzato sulla cultura rinascimentale. Oltre a volumi di interesse bio-bibliografico e di consultazione, vi figura una cospicua sezione antica, comprendente manoscritti ed edizioni dei secoli XVI-XIX.
Una guida, vero e proprio genius loci, conduce il visitatore alla comprensione del periodo e dell’opera immortale dell’artista. Un’esperienza da vivere: profonda, discreta, inusuale, calata nel cuore di un comune della città metropolitana di Roma la cui suggestiva conservazione architettonica ne protegge l’identità storica.

La vita
Pierluigi da Palestrina, compositore e organista italiano, è uno dei più influenti musicisti del Rinascimento europeo. Famoso per aver perfezionato il contrappunto e la polifonia liturgica, è espressione dell’ideale artistico e spirituale della Controriforma cattolica. Nato probabilmente nel 1525 a Palestrina nello Stato Pontificio da una famiglia di commercianti, nel 1537 si trasferisce a Roma, dove entra nella Basilica di Santa Maria Maggiore come fanciullo cantore (puer cantor). Nel 1544 torna a Palestrina per assumere l’incarico di organista e maestro di canto nella Cattedrale di Sant’Agapito. Nel 1547 sposa Lucrezia Gori, dalla quale ha tre figli.
Nel 1551 il vescovo di Palestrina viene eletto papa con il nome di Giulio III e chiama il musicista a Roma per affidargli la direzione della Cappella Giulia nella Basilica di San Pietro. Giulio III lo nomina cantore della Cappella Sistina pur se, come tradizione voleva, Pierluigi da Palestrina non era un sacerdote. Pochi mesi dopo il nuovo papa Paolo IV, forte dei regolamenti interni, licenzia Palestrina perché sposato. Nonostante la battuta d’arresto, Pierluigi assume la direzione musicale prima nella Basilica di San Giovanni in Laterano e poi a Santa Maria Maggiore. Durante il Concilio di Trento, la Chiesa mette in discussione la musica polifonica accusandola di rendere incomprensibili le parole sacre e Palestrina, per tutta risposta, compone la celeberrima Missa Papae Marcelli, modello di polifonia perfetto in cui la chiarezza del testo biblico convive con un sublime rigore geometrico dei suoni.


La sua vita privata viene scossa da dolorose perdite: una serie di epidemie influenzali uccide il fratello e i suoi due figli maggiori, e nel 1580 perde anche la moglie Lucrezia. Nel 1581 decide di sposare in seconde nozze Virginia Dormoli, vedova di un facoltoso pellicciaio, unione che gli garantisce tranquillità economica per continuare a pubblicare le sue opere. Si spegne a Roma nel 1594 all’età di 68 anni e viene sepolto con i massimi onori all’interno della Basilica di San Pietro. Il suo stile sarà base per l’insegnamento della composizione e del contrappunto per generazioni di musicisti, inclusi Bach e Mozart. Sono occorsi tuttavia quattro secoli perché Giovanni Pierluigi da Palestrina avesse un luogo in cui la sua eredità venisse promossa e consegnata alla memoria dei suoi simili.
Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina
Centro Studi Palestriniani
Vicolo Pierluigi 3 – 00036 Palestrina (RM)
Orari di Apertura:
Lunedì Chiuso
Martedì 09:30–13:30
Mercoledì 09:30–13:30 | 14:30–17:30
Giovedì 09:30–13:30 | 14:30–17:30
Venerdì 09:30–13:30
Sabato 09:30–12:30
Domenica 09:30–12:30
- 06.9538083
- fond.palestrina@tiscali.it







