L’immagine del Vesuvio, imponente, maestoso e firmato Andy Warhol, accoglie il visitatore di Warhol vs Banksy Passaggio a Napoli, la mostra che apre oggi al pubblico e fino al 2 giugno rimarrà tra le sale recentemente restaurate della neoclassica Villa Pignatelli, sede del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes unico esemplare di dimora storica-museo di Napoli. Il duello, simbolico ma effervescente, tra i due artisti giganti della comunicazione di massa, si svolge tutto al secondo piano della spettacolare dimora che fu degli Acton prima, dei Rothschild poi e infine dei duchi Monteleone e Terranova che la ebbero direttamente dai Pignatelli Cortes. Fra queste ampie sale, affacciate sul parco alla Riviera di Chiaia, sono infatti distribuite un centinaio di opere provenienti da collezioni private internazionali e gallerie di primo piano che, nel progetto scientifico curato da Sabina De Gregori e Giuseppe Stagnitta per la produzione e organizzazione di MetaMorfosi Eventi, creeranno un conflitto simbolico tra Andy Warhol e Banksy che non sono soltanto artisti, ma fenomeni culturali capaci di intercettare e guidare lo spirito del loro tempo.


La celebrità di Warhol vs l’anonimato di Banksy
Il primo trasformando la celebrità in materia artistica, elevando l’immagine riprodotta in serie a icona assoluta; il secondo facendo dell’anonimato un’arma comunicativa, portando la street art dai muri delle città alle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Il percorso attraversa ritratti, immagini simbolo e lavori che hanno contribuito a costruire il mito dei due artisti: dalle celebri icone pop di Warhol ai soggetti irriverenti e taglienti di Banksy, capaci di unire ironia, critica sociale e potenza visiva. «Entrambi vengono da una comune matrice: la comunicazione, il mondo della pubblicità che vende i suoi prodotti producendo due realtà diverse ma comunicanti – ha commentato in conferenza stampa Pietro Folena presidente di MetaMorfosi Eventi, che ha prodotto e realizzato la mostra, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comune di Napoli, con il sostegno di Enel e di Romeo Collection. – Realizzare questa mostra è stato un grande impegno: non è una mostra-pacchetto ma nasce proprio dal passaggio a Napoli dei due artisti, perché la fascinazione di questa città sugli intellettuali e sugli artisti, anche in epoche diverse, è stata enorme».


Napoli, vista con gli occhi dei due artisti, cuore del progetto espositivo
Come anticipato da Folena, quindi, il cuore della mostra è proprio Napoli. L’esposizione, infatti, racconta il legame che entrambi gli artisti hanno intrecciato con la città, attratti dalla sua energia contraddittoria, dalla stratificazione storica e dalla forza simbolica che da secoli ne alimenta il racconto. Napoli emerge come luogo magnetico, capace di produrre linguaggi diversi e di diventare terreno fertile per una riflessione sull’arte come fenomeno globale e popolare allo stesso tempo. Non a caso già all’inizio del percorso espositivo ci si confronta con due simboli del rapporto che questi due artisti ebbero con la città: la riproduzione di uno dei lavori più emblematici e discussi di Banksy ancora oggi presente in città, la Madonna con la pistola, analizzata nel suo contesto urbano e culturale – che scopriamo essere più propriamente non un’immagine della Vergine ma quella di Sant’Agnese in Agone – e una delle diciotto opere della serie Vesuvius che nel 1985 Andy Warhol realizzò in occasione di una sua grande mostra personale al Museo di Capodimonte, organizzata da Lucio Amelio. Grazie alla mostra i napoletani potranno rivedere una delle declinazioni del vulcano partenopeo realizzata dall’artista americano ispirandosi a una cartolina del Vesuvio, manipolando però la foto fino a ottenere il risultato finale, di cui in mostra si avverte già al primo impatto la potenza narrativa. «Andy Warhol e Banksy esprimono un impatto semantico di vitale passione – ha commentato l’onorevole Federico Mollicone presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati presenziando l’inaugurazione. – Queste opere esaltano il significante di Napoli e ne trasfigurano i simboli grazie all’arte seriale che si moltiplica. Anche mostra unisce all’attenzione che stiamo dedicando alla Campania: da Carditello a Capodimonte, dalla Reggia di Caserta all’Albergo dei Poveri».

La musica, l’elemento che unisce
Per raccontare la parabola artistica dei due, si ricorre però anche alla musica, elemento centrale per entrambi. Warhol, produttore e animatore della scena newyorkese degli anni Sessanta, e Banksy, che utilizza la cultura pop come archivio condiviso, si incontrano in un dialogo fatto di copertine, vinili e immagini diventate simboli generazionali. Tra queste, la banana disegnata da Warhol e reinterpretata da Banksy in una delle sue opere più celebri, in un cortocircuito visivo che unisce epoche e linguaggi. La mostra non prende posizione, non incorona vincitori. Piuttosto, invita il pubblico a osservare come due artisti apparentemente opposti abbiano utilizzato strumenti simili: la provocazione, la ripetizione, il controllo dell’immagine pubblica.



Warhol e Banksy hanno entrambi trasformato l’arte in evento, l’artista in icona, l’opera in racconto collettivo. La Villa, che l’amministrazione vuole rilanciare come polo espositivo con una predilezione per l’arte contemporanea, trasforma Napoli nel punto di incontro di questo dialogo serrato. «Warhol ha eletto Napoli a luogo privilegiato della propria ricerca – commenta infatti Massimo Osanna, direttore generale Musei per il MIC. – Le sue tracce in città sono stratificate ma questo progetto in relazione in modo diacronico queste due figure cruciali della comunicazione visiva. Un invito a rileggere i nostri luoghi della cultura. Entro fine gennaio avremo le terne definitive da cui scegliere i nuovi direttori di seconda fascia. Tra questi ci sarà anche Palazzo Reale e quindi Pignatelli, ormai collegate. Questa mostra è un bel segnale e una bella spinta per farla diventare un contenitore di mostre di altissimo livello, soprattutto d’arte contemporanea».





INFO
WARHOL VS BANKSY | PASSAGGIO A NAPOLI
a cura di
Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta
Villa Pignatelli
Riviera di Chiaia, 200 – Napoli
dal 22 gennaio al 24 giugno 2026
Orari: ore 9.30 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16) – Tutti i giorni tranne il martedì
Biglietti: Ciaotickets – biglietto intero 9 euro
Info: tel. 376.2969496 – www.warholbanksy.it
(da cui è possibile acquistare i biglietti)








