Venerdì 16 Ottobre 2026

Warhol vs Banksy, Castello di Barletta (testata sinistra)

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Warhol vs Banksy, Castello di Barletta

Palazzo Grassi e Corriere della Sera. Il progetto social sul tema dell’identità

2 min di lettura

Gilbert & George, Blood Tears Spunk Piss, 1996. Pinault Collection.
Installation View at Punta della Dogana, 2018 © Palazzo Grassi
 Photography by Matteo De Fina

VENEZIA – Nell’ottica di sviluppare una comunicazione digitale pensata al coinvolgimento del pubblico e alla produzione di contenuti inediti e di approfondimento sui temi delle mostre in corso, Palazzo Grassi, in collaborazione con Corriere della Sera Futura presenta un progetto social sul tema dell’identità. Il progetto prende spunto dal tema dell’esposizione “Dancing with Myself”, che indaga l’importanza primordiale della rappresentazione di sé nella produzione artistica dagli anni ’70 a oggi.

Dal 9 al 15 luglio trenta domande a firma della redazione del Corriere della Sera inviteranno – attraverso i canali Facebook, Twitter e Instagram del quotidiano e di Palazzo Grassi – a riflettere sugli interrogativi suggeriti dalle opere degli oltre 30 artisti presenti in mostra. Un grande questionario aperto, dunque, volto a creare una discussione tra punti di vista personali ed esperienze collettive, aspirazioni, racconti del passato e analogie.

Da Cindy Sherman a Bruce Nauman, da Alighiero Boetti a Roni Horn, la mostra collettiva “Dancing with Myself” a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, accompagna il visitatore lungo quattro tematiche che si sviluppano in un percorso negli spazi di Punta della Dogana – Melancolia, Giochi d’Identità, Autobiografie Politiche, Materia Prima – attraverso 145 opere con un nucleo di oltre 100 lavori della Pinault Collection, molti dei quali mai esposti prima a Venezia, e una selezione di opere provenienti dal Museum Folkwang.

“Dancing with Myself” indaga l’importanza primordiale della rappresentazione di sé nella produzione artistica dagli anni ’70 a oggi e del ruolo dell’artista come protagonista e come oggetto stesso dell’opera. Attraverso un’ampia varietà di pratiche artistiche e linguaggi (fotografia, video, pittura, scultura, installazioni…), di culture e provenienza, di generazioni ed esperienze, la mostra mette in luce il contrasto tra attitudini differenti: la malinconia e la vanità, il gioco ironico dell’identità e l’autobiografia politica, la riflessione esistenziale e il corpo come scultura, effigie o frammento, e la sua rappresentazione simbolica.

Per seguire il progetto sui social:

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