New York — Non solo l’inaugurazione al Metropolitan di New York della storica mostra dedicata a Raffaello, ma anche le restituzioni di beni trafugati e la partenza, per il rientro in Italia dell’Antonello da Messina appena acquistato da MIC. Si chiude la triplice missione negli Stati Uniti del Ministro della Cultura Alessandro Giuli che ha annunciato a Manhattan sia il ritorno in Italia di diciassette beni culturali sottratti illegalmente, sia l’imminente rientro in Italia del dipinto di Antonello da Messina, considerato un’opera di straordinaria importanza ed appena acquistato per poco meno di 15 milioni di dollari dall’Italia.
Restituiti 17 beni trafugati: la cerimonia a Manhattan
Presso la Procura Distrettuale di Manhattan si è svolta la cerimonia ufficiale di restituzione di diciassette opere provenienti da scavi clandestini, furti ed esportazioni illecite. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra le autorità statunitensi e i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. “Dal 2021 ad oggi, gli Stati Uniti hanno restituito all’Italia oltre 900 opere d’arte”, ha ricordato Giuli, sottolineando il ruolo determinante dell’unità guidata dal procuratore Matthew Bogdanos. Tra i beni recuperati figurano reperti archeologici di grande pregio — tra cui kylix, rilievi funerari, gioielli etruschi e coppe in argento — provenienti anche dal Metropolitan Museum of Art, oltre a volumi antichi della collezione gesuitica e documenti storici come una lettera indirizzata a Ludovico Ariosto per conto di Alfonso I d’Este, individuata presso la Morgan Library & Museum. Particolarmente significativa anche la restituzione del volume “Nachlath Ya’akov” del 1622, sottratto durante le razzie naziste del 1943, simbolo di una memoria storica che torna finalmente al suo luogo d’origine.

A Sotheby’s il “ritorno” di Antonello da Messina
Parallelamente, il ministro si è recato nella sede newyorkese di Sotheby’s, dove ha potuto visionare per la prima volta il dipinto “Ecce Homo” e “San Girolamo penitente”, recentemente acquistato dalla Direzione generale Musei. “È un momento storico. Il ritorno in Italia di questo dipinto è un’operazione culturale senza precedenti”, ha dichiarato Giuli, definendo l’opera “eccezionale” per il suo altissimo valore devozionale e artistico. Si tratta di un pannello dipinto su entrambi i lati: da una parte un intenso “Ecce Homo”, con Cristo coronato di spine, dall’altra un “San Girolamo penitente” immerso in un paesaggio roccioso. L’opera, destinata con ogni probabilità alla devozione privata, presenta tracce di usura compatibili con la pratica del contatto diretto — come il bacio dell’immagine — che ne testimoniano l’uso storico. La prima città italiana ad accogliere il dipinto sarà, come precedentemente annunciato, L’Aquila. “I soldi dei cittadini vanno sempre ben spesi, vale a dire impegnati per il patrimonio comune”, ha concluso Giuli. “Questo quadro non potrà che accrescere il suo valore all’interno di un patrimonio già inestimabile come quello italiano”.








