Per la prima volta nella sua storia, Bvlgari entra alla Biennale Arte di Venezia non solo come sostenitore, ma come Partner Esclusivo dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Un passaggio simbolico e strategico che inaugura una nuova stagione del rapporto tra la Maison romana e il contemporaneo, destinata a proseguire fino al 2030. A segnare questo debutto è soprattutto la presenza di Fondazione Bvlgari, nata nel 2024 per ampliare il raggio culturale, sociale e filantropico del marchio, che sceglie Venezia come teatro della sua prima grande mostra istituzionale. La Biennale Arte 2026 diventa così il luogo in cui il celebre nome del lusso italiano consolida il proprio ruolo di mecenate internazionale, intrecciando sostegno alla ricerca artistica, valorizzazione del patrimonio e attenzione alle nuove generazioni. «Per Bvlgari questa partnership rappresenta un’estensione naturale, rilevante e orientata al futuro del nostro impegno nel sostenere l’arte contemporanea», ha dichiarato il CEO Jean-Christophe Babin, sottolineando la volontà della Maison di contribuire alla costruzione di «un ambiente dinamico e stimolante» capace di favorire libertà creativa e confronto internazionale.

Lotus L Kang
ph Andrea Rossetti
Ai Giardini il Padiglione Bulgari con l’installazione di Lotus L. Kang
Due iniziative speciali segnano l’ingresso ufficiale di Bvlgari nel cuore della Biennale. La prima prende forma ai Giardini, nello Spazio Esedra, dove il Padiglione Bvlgari ospita The face of desire is loss dell’artista canadese Lotus L. Kang. Classe 1985, Kang è una delle voci più interessanti della scena contemporanea nordamericana e sviluppa una ricerca incentrata sulla trasformazione della materia e sulla percezione del tempo. L’installazione si presenta come un organismo mutevole: grandi pellicole fotografiche non fissate, sospese a travi d’acciaio, reagiscono progressivamente alla luce e all’umidità dello spazio espositivo, modificandosi durante l’intera durata della Biennale. Attorno a queste superfici sensibili prendono forma tatami, presenze scultoree, proiezioni e materiali in trasformazione continua. Lo spettatore è immerso in un ambiente in cui il corpo, la memoria e la luce convivono in una dimensione instabile, quasi organica. «Il corpo è presentato in un processo di mutazione e trasformazione che porta verso il suo esaurimento, alla morte e alla rinascita», spiega l’artista.

Lotus L Kang
ph Andrea Rossetti

Lotus L Kang
ph Andrea Rossetti
Due italiane alla Biblioteca Nazionale Marciana
Ma il vero cuore simbolico del debutto veneziano di Bvlgari è la prima mostra di Fondazione Bvlgari alla Biblioteca Nazionale Marciana, uno dei luoghi più emblematici della conservazione del sapere europeo. Qui il dialogo tra contemporaneo e patrimonio storico assume una dimensione particolarmente significativa. Negli spazi del Vestibolo, Monia Ben Hamouda presenta Fragments of Fire Worship, mentre nel monumentale Salone Sansovino Lara Favaretto realizza il capitolo conclusivo del progetto Momentary Monument – The Library. Due artiste italiane appartenenti a generazioni differenti, accomunate da una pratica capace di interrogare memoria, identità e stratificazione culturale. La scelta non è casuale. Monia Ben Hamouda, nata a Milano nel 1991, è stata vincitrice del premio promosso da Bvlgari in collaborazione con il MAXXI nel 2017, oggi confluito nelle attività della Fondazione. Lara Favaretto, tra le figure più autorevoli dell’arte italiana contemporanea, ha invece legato il proprio percorso alla Biennale di Venezia sin dagli anni Duemila, partecipando a più edizioni dell’Esposizione internazionale. Il progetto veneziano si estende inoltre a Milano, dove il giardino del Bvlgari Hotel ospiterà per tutta la durata della Biennale l’opera di Monia Ben Hamouda Ya’aburnee (يقبرني) (Untranslated Fragment I and II). Realizzata in pietra thela tunisina, l’installazione riflette sull’impossibilità della traduzione assoluta e sulla persistenza del significato oltre il linguaggio. Il titolo deriva da un’espressione arabo-libanese che intreccia amore e morte, evocando il desiderio che la persona amata possa sopravvivere a chi parla.

Il ruolo della Fondazione Bulgari per l’arte
L’approdo alla Biennale rappresenta il punto più recente di un percorso che negli anni ha visto Bvlgari investire tanto nella tutela del patrimonio storico quanto nella ricerca contemporanea. A Venezia la Maison ha sostenuto il restauro della Scala d’Oro di Palazzo Ducale e dei dipinti di Paolo Veronese provenienti dalla chiesa di San Pietro Martire a Murano. A Roma, invece, ha contribuito al recupero della Scalinata di Trinità dei Monti, dei mosaici delle Terme di Caracalla e dei marmi della Collezione Torlonia. Parallelamente, il dialogo con il contemporaneo si è consolidato attraverso il MAXXI BVLGARI Prize e la partnership con la Whitney Biennial avviata nel 2024. La Biennale Arte 2026 segna però un salto ulteriore: per la prima volta Bvlgari non si limita ad affiancare il sistema dell’arte, ma ne diventa protagonista istituzionale, affidando alla propria Fondazione il compito di costruire una presenza culturale autonoma e riconoscibile.









