Il patrimonio culturale privato italiano si conferma una risorsa strategica non solo sul piano identitario, ma anche economico. È questo il messaggio emerso dalla 49ª Assemblea dell’Associazione Dimore Storiche Italiane – fondata nel 1977, l’ADSI riunisce oggi circa 4.500 proprietari di immobili storici, rappresentando una componente significativa del patrimonio artistico nazionale. L’obiettivo dell’associazione resta quello di promuovere la tutela, la gestione e la valorizzazione delle dimore storiche, affinché possano essere tramandate alle future generazioni – dal titolo “Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese”, ospitata al Teatro Argentina di Roma. Al centro del dibattito, la necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato per trasformare il patrimonio culturale in un vero motore di sviluppo, sostenuto da strumenti normativi adeguati e stabili. Un tema condiviso dai numerosi rappresentanti istituzionali presenti, tra cui il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. A guidare i lavori la presidente di ADSI, Maria Pace Odescalchi, che ha sottolineato come le dimore storiche rappresentino “una componente integrante del sistema Paese”, capaci di generare occupazione, sostenere filiere produttive e promuovere un turismo responsabile, soprattutto nei piccoli centri.
Un sistema diffuso che crea valore
I dati del VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato fotografano un comparto ampio e dinamico: circa 46mila beni culturali privati distribuiti sul territorio nazionale, con una forte presenza nei comuni sotto i 5mila abitanti. Qui le dimore storiche svolgono un ruolo cruciale come presidi culturali e identitari. Il 60% di queste realtà produce valore economico diretto nei settori del turismo, della cultura e dell’agricoltura, contribuendo anche all’occupazione giovanile. Nel 2024 hanno attirato oltre 35 milioni di visitatori, grazie anche a più di 20mila strutture attive nell’organizzazione di eventi e aperture al pubblico. Significativo anche l’impegno economico dei proprietari: l’85% degli interventi di manutenzione è autofinanziato, con una spesa media annua superiore ai 50mila euro per immobile. Gli investimenti complessivi in restauri hanno raggiunto 1,9 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi destinati a interventi straordinari, contribuendo in modo rilevante alla crescita economica nazionale.
Le richieste: più strumenti e fiscalità equa
Dal confronto è emersa con forza la richiesta di interventi concreti per sostenere il settore. Tra le proposte principali, l’estensione dell’Art Bonus anche ai beni culturali privati gestiti da fondazioni o enti del terzo settore, così da rendere più sostenibili le attività di manutenzione e valorizzazione. Altro nodo centrale riguarda la fiscalità. Federculture ha avanzato la proposta di armonizzare l’IVA nel settore culturale, rendendola più competitiva rispetto ad altri Paesi europei. Una misura che, nel caso delle dimore storiche, riconoscerebbe pienamente la loro funzione pubblica, pur essendo beni privati. Il dibattito, moderato dal giornalista Andrea Ducci, si è sviluppato lungo due direttrici: da un lato i modelli di gestione e valorizzazione, sempre più orientati alla sostenibilità e all’apertura al pubblico; dall’altro il tema dell’impatto economico e fiscale, con l’obiettivo di individuare strumenti in grado di rafforzare il contributo del settore.
Giovani e ricerca: premiate le migliori tesi
L’assemblea è stata anche occasione per valorizzare le nuove generazioni di studiosi. Il primo premio della VII edizione del Premio Tesi ADSI è stato assegnato agli architetti Elena Rizzico e Alessandro Piacentini del Politecnico di Milano per uno studio sul recupero di Palazzo Franco a Vicenza. Secondo classificato Nicola Gigli, con una ricerca sull’architettura rurale dell’Appennino reggiano, mentre il terzo premio è andato a Concetta Sidoti Abate dell’Università degli Studi di Palermo, per un lavoro dedicato alla valorizzazione delle case museo.








