Nell’anno della Biennale Arte, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro sceglie di confrontarsi con una delle voci più radicali e influenti della pittura contemporanea: Jenny Saville. Curata da Elisabetta Barisoni, con il supporto di Gagosian,Jenny Saville a Ca’ Pesaro, dal 28 marzo al 22 novembre 2026, rappresenta la prima ampia ricognizione veneziana dedicata all’artista britannica, ripercorrendone oltre trent’anni di ricerca, dagli esordi negli anni Novanta alle opere più recenti.

Hyphen, 1999
Olio su tela
274 x 365,5 cm
© Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026
Courtesy Gagosian
Venezia come destino pittorico
Non è un approdo casuale. Saville ha più volte dichiarato il suo legame con l’Italia, dove ha vissuto e lavorato per molto tempo. L’ultima mostra, nel 2021, l’aveva riportata a Firenze con una splendida monografica curata del direttore del Museo del Novecento Sergio Risaliti. Ora approda a Venezia, città attraversata e studiata innumerevoli volte. Esporre a Ca’ Pesaro significa misurarsi con una tradizione stratificata e con una collezione che custodisce alcuni dei passaggi cruciali della modernità italiana ed europea. In questo contesto, le grandi tele dell’artista – quasi sempre monumentali, fisiche, maestosamente drammatiche – entrano in dialogo con la storia con un’intensa consapevolezza. La sua è una pittura che guarda ai maestri veneziani per la qualità carnosa del colore e per la centralità del corpo, ma che allo stesso tempo mette in crisi ogni idealizzazione.

Byzantium, 2018
Olio su tela
194 x 239 cm
© Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026
Photo: Mike Bruce
Courtesy Gagosian
Dalla formazione britannica all’urgenza del corpo
Nata a Cambridge nel 1970, Saville si forma alla Glasgow School of Art tra il 1988 e il 1992, in anni cruciali per l’arte britannica. Il semestre trascorso negli Stati Uniti, all’Università di Cincinnati, si rivela determinante: lì entra in contatto con la pittura americana del secondo Novecento, in particolare con la potenza gestuale di Willem de Kooning e la libertà segnica di Cy Twombly. Quell’esperienza amplia il suo orizzonte: alla figurazione europea e allo studio della scultura antica si affianca una riflessione sui fondamenti stessi della pittura, sulle sue possibilità materiche e astratte. Il risultato è una pratica che unisce struttura e disgregazione, disegno e impasto, controllo e abbandono. Saville appartiene alla generazione degli Young British Artists, protagonisti della scena inglese tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Ma, rispetto a molti di loro, sceglie un terreno apparentemente inattuale: la pittura a olio, e in particolare la figura. Una scelta controcorrente, che si traduce in un rinnovamento profondo del linguaggio figurativo.

Focus, 2024
Olio su tela
120 x 100 cm
© Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026
Photo: Prudence Cuming Associates Ltd
Courtesy Gagosian

Rosetta II, 2005-2006
Olio su carta montata su tavola
252 x 187,5 cm
© Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026
Courtesy the artist and Gagosian
Il corpo come campo di battaglia
La mostra veneziana riunisce circa trenta dipinti, molti dei quali considerati nodi fondamentali della sua produzione. Al centro, come sempre, il corpo. Corpi femminili sovradimensionati, vulnerabili, attraversati da segni, tagli, sovrapposizioni; corpi che sfuggono agli stereotipi di bellezza e che mettono in discussione lo sguardo dominante. Saville affronta i dibattiti contemporanei sull’identità, sul genere, sulla chirurgia, sulla trasformazione fisica, senza mai scivolare nell’illustrazione tematica. Il colore stratificato, la carne resa con impasti densi e quasi scultorei, restituiscono una presenza che è insieme fragile e monumentale. In questo senso, l’esposizione a Ca’ Pesaro assume un valore simbolico: la sensualità dell’olio, cifra distintiva della scuola veneziana, viene ripensata in chiave contemporanea. La carne dipinta da Saville non è celebrazione idealizzata, ma luogo di conflitto, di memoria, di trasformazione. Nell’ultima sala, una serie di lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione rende omaggio alla città lagunare. Qui il confronto si fa più intimo: Venezia non è solo sfondo culturale, ma presenza evocata, memoria pittorica filtrata attraverso l’esperienza personale dell’artista.

© Jenny Saville. All rights reserved, DACS 2026
Photo: Tyler Mitchell
Courtesy Gagosian
Jenny Saville a Ca’ Pesaro
Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria d’Arte Moderna
28 marzo- 22 novembre 2026
A cura di Elisabetta Barisoni
Con il supporto di Gagosian








