Martedì 20 Ottobre 2026

Warhol vs Banksy, Castello di Barletta (testata sinistra)

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MusA, ecco l’app che aprirà i musei anche alle persone con disabilità visive

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L’app MusA mostra la descrizione di DescriVedendo – Grazie all’Augmented Reality, MusA mostra le parti dell’opera che vengono descritte – Uso dei filtri all’interno di MusA

MILANO –  L’Università Statale di Milano presenta MusA (Museo Accessibile), l’App realizzata dal Dipartimento di Informatica, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Subvedenti, che si integrerà con gli strumenti di accessibilità già presenti sugli smartphone per permettere a tutti di fruire dell’arte anche attraverso la realtà aumentata.

Il progetto, coordinato da Sergio Mascetti, docente di Informatica della Statale, è finanziato da Fondazione Comunità di Milano e viene presentato in occasione della Settimana Internazionale dei diritti delle persone con Disabilità patrocinata dal Comune di Milano, e si concluderà a marzo 2021.

Come funziona

L’app per smartphone ha la particolarità di  riconoscere automaticamente le opere d’arte quando queste vengono inquadrate, mostrando una descrizione molto dettagliata e oggettiva, realizzata con il metodo DescriVedendo ideato da ANS. L’applicazione fornisce anche una lettura automatica di questa descrizione e, grazie alla realtà aumentata, durante la lettura l’applicazione evidenzia le parti dell’opera che vengono descritte. MusA permette inoltre all’utente di interagire: toccando sullo smartphone una parte dell’opera, l’app ne restituirà una descrizione.

MusA sarà accessibile a tutte le persone con disabilità visive, grazie all’integrazione con gli strumenti di accessibilità già disponibili sugli smartphone, come ingranditori per persone ipovedenti e lettura del testo per persone non vedenti. Per le persone ipovedenti saranno anche disponibili funzionalità apposite, come i filtri, che permetteranno, ad esempio, di vedere l’opera a colori invertiti o con maggiore luminosità.

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