La fotografia come racconto del quotidiano, ma con l’occhio geniale dell’artista. Robert Doisneau, a cui è dedicata la mostra inaugurata ieri al Museo del Genio di Roma, sembra raccontarci ad ogni scatto proprio questo: anche uno scorcio apparentemente banale, la vetrina di un negozio, un bacio fra innamorati o un gioco animato tra bambini può, se catturato dallo sguardo ironico, affettuoso e profondamente umano ma soprattutto talentuoso e geniale di un grande fotografo, trasformarsi in uno scatto immortale.
L’esposizione ampia e articolata, che riunisce una selezione di oltre centoquaranta immagini d’archivio di circa 450.000 negativi curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero, offre al pubblico l’occasione di confrontarsi con il meglio di questo grande protagonista della fotografia del Novecento. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, nasce dalla collaborazione tra Arthemisia, che ha prodotto e organizzato la mostra, e il Ministero della Difesa insieme all’Esercito Italiano e a Difesa Servizi. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione dei musei militari italiani, sempre più aperti alla dimensione culturale e al dialogo con il pubblico che ha preso il via con la riapertura del Museo e con la prima mostra ospitata, sempre organizzata da Arthemisia, e dedicata alla fotografa statunitense Vivian Maier.

Les coiffeuses au soleil
, Paris 1966
Stampa fine art su carta ai sali d’argento da
negativi originali, 40×30 cm
© Atelier Robert Doisneau
La poesia della vita quotidiana
Nato a Gentilly nel 1912, Doisneau è considerato uno dei maggiori esponenti della fotografia umanista francese. Il suo lavoro, quasi sempre in bianco e nero, si distingue per una capacità rara: trasformare momenti apparentemente insignificanti in immagini cariche di significato e di poesia, in cui la strada, i quartieri popolari, i caffè, i marciapiedi e le periferie diventano il teatro di una narrazione universale. Nel suo modo di fotografare non c’è ricerca dell’effetto spettacolare. Al contrario, lo sguardo di Doisneau osserva, attende, lascia che la scena accada. È proprio questa attitudine che rende le sue immagini universali. Grande protagonista dei suoi scatti Parigi che appare movimentata, caotica, ricca di vita e di movimento, anche negli anni immediatamente successivi alla II Guerra Mondiale che aveva appena ridefinito non solo i confini ma anche la quotidianità dell’Europa.
Le Baiser de l’Hôtel de Ville: storia e fortuna di storia iconica
Cuore della mostra una tra le più celebri fotografie di Doisneau: Le Baiser de l’Hôtel de Ville realizzata nel 1950 davanti al municipio della capitale francese e di cui si ricostruisce la storia e la fortuna con un video approfondimento molto accattivante. L’immagine, pubblicata inizialmente all’interno di un reportage sugli innamorati parigini commissionato dalla rivista Life, non nacque come scatto rubato: il fotografo chiese a due giovani studenti di teatro – Françoise Bornet e Jacques Carteaud – di inscenare un bacio tra i passanti. La naturalezza della scena, tuttavia, restituì un momento di intimità così credibile da trasformare l’immagine in uno dei simboli più riconoscibili della fotografia del XX secolo. Curiosamente, la consacrazione dell’opera arrivò solo decenni più tardi, quando negli anni Settanta la fotografia cominciò a essere riprodotta su poster e cartoline. In un’epoca segnata dalla trasformazione urbanistica di Parigi, quell’immagine divenne il ritratto nostalgico di una città romantica e popolare. Negli anni Novanta lo scatto fu persino al centro di un caso giudiziario sul diritto all’immagine, contribuendo a ridefinire il rapporto tra fotografia e identità pubblica. Anche questa vicenda ha rafforzato il mito del “Bacio”, ormai divenuto icona globale.

Statue de Maillol aux Tuileries
, 1954
Stampa fine art su carta ai sali d’argento da negativi
originali, 40×50 cm
© Atelier Robert Doisneau
Parigi come protagonista
Diverse le sezioni tematiche, che accompagnano il visitatore in un percorso espositivo pensato per restituire la complessità dello sguardo di Doisneau. Il viaggio si apre infatti con un interessante Album personnel, una sezione costruita a partire da fotografie familiari e materiali privati. Qui emerge la dimensione più intima del fotografo: la sua infanzia, la formazione dello sguardo, il rapporto con le persone che hanno segnato la sua vita. Il racconto biografico diventa così la chiave per comprendere la sensibilità che alimenterà tutta la sua produzione. Parigi, poi, emerge come protagonista con una serie di immagini che la raccontano come la città sia cambiata dagli anni della guerra fino agli anni Ottanta: boulevard, quartieri popolari, periferie e piccoli negozi di quartiere sono sfondi che diventano protagonisti. La Parigi perduta della nostalgia, in bianco e nero e felice nonostante il conflitto mondiale appena conclusa, non potrà essere più nessun altra se non quella di Doisneau. In particolare, la serie delle Petites boutiques documenta con attenzione quasi antropologica il tessuto urbano della capitale francese, conservando la memoria di un mondo fatto di relazioni quotidiane e attività destinate in molti casi a scomparire.
Infanzia, società e ironia
Tra i temi più ricorrenti nell’opera di Doisneau emerge quello dell’infanzia. La sezione Les enfants raccoglie immagini di bambini che giocano nelle strade, nei cortili o sui marciapiedi. In queste fotografie l’infanzia appare come uno spazio di libertà e di immaginazione: i bambini si muovono nella città con spontaneità, lontani dalle convenzioni degli adulti. Il fotografo dedica attenzione anche ai contesti sociali più formali. Nella sezione Mondanités compaiono ricevimenti, eventi eleganti e momenti mondani. Anche in questi ambienti raffinati Doisneau non perde la sua sensibilità per i dettagli umani: piccoli gesti, distrazioni, sguardi inattesi che rivelano la dimensione più autentica delle persone ma anche dei personaggi più famosi: la bellezza di Jean Cocteau, l’ironia di Pablo Picasso e Alberto Giacometti, l’eleganza di Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche Un capitolo meno noto del suo lavoro è quello dedicato alla fotografia a colori. Nella sezione Couleurs emerge come il passaggio cromatico non rappresenti una rottura stilistica, ma un’estensione naturale della sua poetica: il colore diventa un elemento in più per restituire l’atmosfera urbana e le architetture della città. Buffa e originale la sezione Cartes de voeux, dedicata alle cartoline di auguri che Doisneau realizzava ogni anno per amici e familiari. Piccole scenografie poetiche o ironiche, spesso costruite con la complicità dei suoi nipoti, rivelano il lato più personale e giocoso della sua creatività.
Fermare il tempo
Dietro l’apparente leggerezza delle sue immagini si nasconde una riflessione più profonda sul senso della fotografia. Doisneau amava raccontare di fotografare come se fosse impegnato in una “battaglia contro l’idea che siamo destinati a scomparire”. Ogni scatto diventa così un tentativo di trattenere ciò che è fragile e destinato a passare: un sorriso, un incontro, un frammento di città. L’esposizione assume un significato particolare anche nel contesto delle celebrazioni per i due secoli dalla nascita della fotografia, che risalgono all’immagine realizzata nel 1826 da Joseph Nicéphore Niépce, la celebre “Vista dalla finestra a Le Gras”, considerata la prima fotografia della storia. In questo scenario, l’opera di Doisneau ricorda quanto la fotografia possa essere allo stesso tempo documento e poesia, memoria e immaginazione. La mostra si inserisce inoltre nelle iniziative che celebrano il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito nel 1956 come simbolo di amicizia e collaborazione tra le due capitali europee.
INFO
Robert Doisneau
Museo del Genio
Lungotevere della Vittoria,31
Date al pubblico
5 marzo – 19 luglio 2026
ORARIO APERTURA
Lunedì chiuso
Dal martedì al venerdì 10.00 – 17.00
Sabato e domenica 10.00 – 20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Mostre + Museo del Genio
Audioguida inclusa nel costo del biglietto
Intero € 15,00








