Roma compie un passo decisivo nel panorama culturale europeo con l’apertura del Centro della Fotografia di Roma, ospitato negli spazi rigenerati dell’ex Mattatoio. L’inaugurazione, il 29 gennaio 2026, assume un forte valore simbolico: coincide infatti con il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, suggellando fin dall’esordio un dialogo internazionale che guarda ai modelli più consolidati, a partire dalla capitale francese. «È la più grande trasformazione urbanistica e culturale degli ultimi vent’anni dopo l’Auditorium Parco della Musica – ha dichiarato capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio. – destinato a diventare strategico nella programmazione culturale romana come spazio creativo unitario sotto la Fondazione Mattatoio di Roma. – Non solo per l’estensione fisica, ma per i contenuti e le ambizioni: dalla connessione con la formazione alla sinergia con l’università Roma Tre e le istituzioni AFAM».
Tre mostre per inaugurare il nuovo Centro della Fotografia romano
Il nuovo Centro si presenta al pubblico con tre mostre inaugurali di straordinario rilievo, capaci di restituire la complessità e l’ampiezza del linguaggio fotografico, dal Novecento alla contemporaneità. Un progetto ambizioso che colloca Roma in un confronto diretto con le grandi istituzioni europee dedicate all’immagine.
Fulcro dell’apertura è la mostra “Irving Penn. Photographs 1939–2007”, che porta a Roma una selezione di capolavori provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi. Un percorso che attraversa quasi settant’anni di storia della fotografia, restituendo lo sguardo rigoroso e senza tempo di uno dei maestri assoluti del Novecento.
Accanto a Penn, la ricerca contemporanea trova spazio nella mostra di Silvia Camporesi, “C’è un tempo e un luogo”, un’indagine poetica sul rapporto tra tempo, memoria e paesaggio. Attraverso il linguaggio fotografico, l’artista costruisce una riflessione stratificata sulla permanenza e sulla trasformazione dei luoghi, inserendosi con forza nel dibattito visivo attuale.
Completa il trittico inaugurale “Corpi reali, corpi immaginati”, progetto espositivo ospitato nello spazio Campo Visivo, dedicato alla sperimentazione contemporanea. Qui tre artisti mettono in relazione fotografia, corpo e gesto, contaminando l’immagine con proiezioni e materiali d’archivio, e aprendo nuove traiettorie di senso sul visibile e sull’immaginato.
L’inaugurazione
L’inaugurazione si è svolta alla presenza delle istituzioni e dei protagonisti del progetto: dall’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio alla presidente della Fondazione Mattatoio Manuela Veronelli, dall’amministratore delegato della Fondazione Umberto Marroni ai rappresentanti di Civita Mostre e Musei e Urban Vision Group, fino ai curatori delle mostre, tra cui Pascal Hoël e Frédérique Dolivet per la MEP, insieme ad Alessandra Mauro, Federica Muzzarelli e Daria Scolamacchia.
Per Manuela Veronelli, il Centro rappresenta «la prima pietra di un grande progetto di rigenerazione culturale e urbana», pensato per trasformare l’ex Mattatoio in uno dei maggiori poli europei dedicati alle arti contemporanee. Una vera e propria “Città delle Arti”, pubblica, aperta e inclusiva, concepita come luogo di produzione, esposizione e formazione, capace di favorire l’incontro tra artisti, istituzioni e cittadini.
A sottolineare il valore storico dell’apertura è stato Umberto Marroni, che ha ricordato come il Centro della Fotografia sia il risultato di un lungo percorso istituzionale e progettuale: «Un’infrastruttura culturale pubblica e permanente, dedicata alla fotografia e alle arti visive, che nasce in un complesso di grande valore storico e architettonico. Le mostre inaugurali e lo spazio Campo Visivo delineano fin da subito una vocazione nazionale e internazionale».








