Ha già superato quota 290.000 visitatori la grande mostra dedicata a Mark Rothko a Palazzo Strozzi, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più importanti dell’estate italiana. Un successo di pubblico che accompagna l’esposizione fin dalla sua apertura e che rende ancora più significativo il conto alla rovescia verso la chiusura. Quello in arrivo è infatti l’ultimo weekend per visitare la mostra: le porte di Palazzo Strozzi resteranno aperte fino a domenica 23 agosto 2026. Un’ultima occasione per immergersi nell’universo pittorico di uno dei protagonisti assoluti dell’arte americana del Novecento e, nello stesso percorso, conoscere la ricerca dello scultore francese Jean-Marie Appriou, autore della mostra CANTO INFINITO.

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio
Un viaggio attraverso l’opera di Rothko
L’esposizione riunisce oltre 70 opere, molte delle quali mai presentate prima in Italia, provenienti da importanti collezioni private e da alcune delle principali istituzioni museali internazionali, tra cui il MoMA e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington. Il percorso permette di seguire l’evoluzione artistica di Rothko attraverso le diverse fasi della sua carriera. Si parte dalle opere figurative degli anni Trenta e Quaranta, nelle quali emergono suggestioni legate all’Espressionismo e al Surrealismo, per arrivare progressivamente alla ricerca astratta che avrebbe reso celebre l’artista. Sono le grandi superfici di colore, sospese sulla tela, a diventare il tratto distintivo della maturità di Rothko: composizioni apparentemente essenziali, ma concepite per suscitare nello spettatore una risposta emotiva e quasi meditativa. La mostra segue questa trasformazione fino ai lavori più tardi, caratterizzati da tonalità più scure e raccolte e da una crescente dimensione introspettiva.

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio
Il legame speciale con Firenze
Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione è il rapporto tra Rothko e la cultura artistica italiana. Il soggiorno fiorentino del 1950 rappresentò per l’artista un momento importante: Rothko rimase profondamente colpito sia dagli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco sia dall’architettura del Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettata da Michelangelo. Questa relazione con Firenze viene approfondita anche al di fuori di Palazzo Strozzi.
Il progetto espositivo coinvolge infatti il Museo di San Marco, con cinque opere inserite nel percorso delle celle affrescate da Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, dove due opere di Rothko vengono messe in dialogo con lo spazio michelangiolesco. Il confronto con la tradizione italiana consente così di leggere sotto una nuova luce anche alcune delle opere più celebri dell’artista americano, mostrando come la sua pittura astratta non sia estranea alla storia dell’arte europea, ma abbia dialogato profondamente con essa.

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio
Ancora pochi giorni per visitarla
Il risultato raggiunto, con più di 290.000 visitatori, testimonia l’attenzione suscitata dalla mostra e il forte interesse per l’opera di Rothko. Ora resta soltanto l’ultimo appuntamento: la mostra chiuderà domenica 23 agosto. Palazzo Strozzi è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20, con apertura prolungata il giovedì fino alle 23. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura. Per gli under 30, ogni giovedì dalle 18, è inoltre previsto un biglietto speciale al costo di 5 euro.

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio








