Roma, restaurati la “Città Dipinta” e il Grande Mosaico. Gli scavi hanno svelato una nuova decorazione con edifici affacciati sul mare. Da sabato 12 settembre le prime visite alla galleria sotterranea
C’è una città sotto la città. Non quella che i turisti attraversano ogni giorno tra Colosseo e Foro, ma una Roma più segreta, nascosta sotto il parco del Colle Oppio. Sulle pareti di un edificio costruito quasi duemila anni fa compaiono mura, torri, strade, un porto, un teatro, templi e quartieri abitati. Poco più in là, un gigantesco mosaico costruisce una scena teatrale fatta di architetture, statue e figure umane. E sotto ancora, gli archeologi hanno trovato un’altra fascia musiva, con ville e costruzioni che sembrano affacciarsi sul mare. È questo il viaggio nel tempo che ora si può cominciare a fare nelle Terme di Traiano, uno dei grandi complessi monumentali del Colle Oppio. Dopo un intervento di restauro e valorizzazione durato poco più di un anno, la grande esedra sud-occidentale e la galleria sotterranea tornano a essere accessibili, sia pure inizialmente in modo sperimentale e con gruppi contingentati.
Il progetto, realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi, ha richiesto un investimento di circa 2,7 milioni di euro. Ma il dato economico è forse quello meno interessante. Il vero risultato è archeologico: il cantiere ha permesso non soltanto di restaurare superfici già conosciute, ma anche di approfondire gli scavi e aggiungere nuovi tasselli alla storia dell’area.«Con questo intervento restituiamo alla città e rendiamo finalmente fruibile un luogo meraviglioso, nel cuore del Colle Oppio, recuperando e valorizzando testimonianze uniche della storia di Roma. Il restauro della Città Dipinta e del Grande Mosaico, insieme alle nuove scoperte emerse dagli scavi, racconta anche la straordinarietà di una città in cui ogni intervento sul patrimonio può riportare alla luce nuovi frammenti di storia e arricchire la conoscenza del nostro passato – ha spiegato il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. – È questo uno degli obiettivi più importanti di Caput Mundi, un programma che ci ha consentito di intervenire in maniera diffusa sul patrimonio archeologico e culturale della Capitale, coniugando tutela, ricerca e accessibilità e restituendo a romani e visitatori luoghi per troppo tempo poco conosciuti o non accessibili. Le Terme di Traiano sono un nuovo importante tassello di questo grande lavoro di cura e valorizzazione della storia millenaria di Roma».

Una città vista dall’alto
La prima sorpresa è la cosiddetta Città Dipinta, un affresco di circa dieci metri quadrati che apparteneva a un edificio precedente alla costruzione delle terme. La datazione porta alla seconda metà del I secolo d.C., dunque a una Roma di almeno qualche decennio anteriore all’imponente intervento di Traiano. La pittura mostra una città racchiusa dalle mura, rappresentata come se fosse osservata dall’alto. Le torri e la porta d’ingresso ne delimitano il profilo; all’interno si riconoscono strade ed edifici pubblici e privati. La presenza di un porto aggiunge alla scena una dimensione che va oltre la semplice veduta architettonica. Non sappiamo quale città fosse rappresentata. Ed è forse proprio questo uno degli elementi più affascinanti dell’affresco. La pittura romana non era interessata necessariamente alla fedeltà topografica nel senso moderno del termine: poteva costruire immagini composite, nelle quali riconoscibilità, prestigio e immaginazione convivevano. Il restauro ha restituito leggibilità alla superficie attraverso pulitura, consolidamento, stuccature e trattamenti specifici contro le alterazioni biologiche. Non è una ricostruzione: è piuttosto la rimozione di ciò che impediva all’originale di essere nuovamente letto.
Il grande teatro sulla parete
Ancora più spettacolare è il Grande Mosaico, appartenente a una grande sala decorata nella seconda metà del I secolo. Qui il mosaico sale sulle pareti per diversi metri e costruisce un’architettura che ricorda la facciata monumentale di un teatro, la cosiddetta scaenae frons. Colonne, architravi e decorazioni vegetali formano una sorta di palcoscenico immaginario. Tra le architetture compaiono statue e figure umane. Una di queste, un uomo seduto al centro della composizione, sembra possedere caratteristiche talmente individualizzate da far pensare a un ritratto. Ma la lettura complessiva della scena resta aperta: le lacune del mosaico sono ancora numerose e impediscono di ricostruire con certezza l’intero programma decorativo. È un particolare che dice molto del lavoro archeologico. Il restauro non produce necessariamente risposte definitive. A volte rende semplicemente possibile formulare domande migliori.

E sotto il mosaico compare il mare
La novità più importante emersa durante i lavori è forse quella che si trova ancora più in basso. L’ampliamento dello scavo ha permesso di individuare un’ulteriore fascia decorata a mosaico, con una sequenza di edifici che sembrano sorgere lungo una costa. Il motivo è riconducibile al repertorio delle cosiddette ville marittime, un tema che appartiene all’immaginario residenziale e paesaggistico della cultura romana. Sotto questa decorazione sono apparse tracce di grandi lastre marmoree. Al centro della parete si apre una nicchia alta circa 2,20 metri, anch’essa un tempo rivestita di marmo e forse destinata a ospitare una statua. Il pavimento della sala non è stato ancora raggiunto. Ma le proporzioni delle strutture conservate permettono di immaginare un ambiente monumentale, con pareti che potevano raggiungere i dodici metri. È uno di quei casi in cui lo scavo archeologico cambia la prospettiva: ciò che il visitatore vede oggi come una parete decorata era soltanto una parte di un ambiente molto più grande, probabilmente progettato per colpire chi vi entrava con la ricchezza dei materiali e la complessità delle immagini.
Prima delle Terme c’era già un’altra Roma
Il dato forse più interessante riguarda però la cronologia. Quando Traiano decise di costruire il suo enorme impianto termale, nel luogo esistevano già edifici importanti. Il nuovo complesso non sorse su un terreno vuoto: il grande terrazzamento necessario alla costruzione inglobò e in parte riutilizzò strutture precedenti. È una dinamica tipica della Roma imperiale, dove la città si costruisce continuamente sopra se stessa. L’età di Nerone, quella flavia e quella traianea non sono capitoli separati, ma strati sovrapposti.
Le Terme di Traiano, inaugurate nel 109 d.C. e progettate da Apollodoro di Damasco, occupavano circa sei ettari. Erano tra i più grandi impianti termali della Roma imperiale e offrivano molto più che bagni e piscine. Attorno al corpo centrale si sviluppava una grande area porticata e verde, destinata alle attività fisiche, allo svago e alla vita sociale. Le grandi esedre del recinto, tradizionalmente identificate come biblioteche, raccontano proprio questa concezione delle terme come luoghi di cultura oltre che di benessere.
La “biblioteca” del Colle Oppio
La grande esedra sud-occidentale ha un diametro di circa trenta metri. Due file di nicchie occupano le pareti e, per forma e dimensioni, potrebbero aver contenuto armadi lignei destinati a libri e documenti. Ai piedi delle nicchie si conservano tre gradoni concentrici. Non erano soltanto elementi architettonici: potrebbero aver ospitato il pubblico delle letture e degli incontri.
È un’immagine sorprendentemente moderna della vita quotidiana nelle terme. Gli stessi spazi potevano essere utilizzati per ascoltare una lettura, assistere a una conversazione pubblica, dedicarsi all’attività fisica o semplicemente incontrare altre persone. Alcune incisioni sulle lastre superstiti della pavimentazione raccontano inoltre una frequentazione meno solenne: piccoli segni, forse giochi o disegni tracciati dai visitatori antichi, che riportano per un istante il monumento dalla dimensione imperiale a quella delle persone comuni.

Una macchina monumentale per l’acqua
La nuova visita permette di comprendere anche un altro aspetto delle terme: la quantità di infrastrutture necessarie per far funzionare una città nella città.
Nella galleria è stato valorizzato un ambiente che conserva le fistulae, le tubature in piombo utilizzate per l’approvvigionamento idrico. Sono elementi apparentemente secondari rispetto ai grandi mosaici, ma raccontano la sofisticata rete tecnica che permetteva di alimentare piscine, fontane e ambienti termali. Le Terme di Traiano occupavano circa 60.000 metri quadrati e richiedevano un’organizzazione complessa: acqua, riscaldamento, manutenzione, percorsi separati, ambienti di servizio e spazi per migliaia di frequentatori. Il monumento che oggi appare come una rovina frammentaria era dunque, nell’antichità, una macchina perfettamente organizzata.
Dal restauro alla visita
Il progetto non ha riguardato soltanto i reperti. Nell’area superiore sono stati rifatti i percorsi, sistemato il verde e installata una nuova illuminazione. È stato realizzato un collegamento verticale meccanizzato tra l’esedra e la galleria e una struttura a cavea che potrà ospitare conferenze, piccoli concerti ed eventi. Anche l’accesso al percorso sotterraneo è stato ripensato, con un punto di accoglienza e bookshop. Una nuova passerella permette di collegare le due parti della galleria passando sopra il vuoto del Grande Mosaico. Parallelamente sono state eseguite verifiche sulla vulnerabilità strutturale e sismica dell’area, comprese prove di carico sulla volta della galleria. La riapertura, dunque, non coincide semplicemente con la fine di un cantiere. È un esperimento di convivenza tra il pubblico e superfici archeologiche particolarmente delicate.
Le prime visite dal 12 settembre
La prima fase sarà infatti necessariamente prudente. Per verificare l’impatto della presenza dei visitatori sulla conservazione delle decorazioni, le aperture saranno inizialmente organizzate per piccoli gruppi. Le prime visite guidate gratuite sono previste sabato 12 e domenica 13 settembre, in italiano e su prenotazione. Dal 2 ottobre l’apertura sarà dal venerdì alla domenica, con sei turni quotidiani alle 10, 11, 12, 13, 14 e 15 e un massimo di 15 persone per turno. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 060608.








